Up & Down #452. E che nessuno si offenda.

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Non teme la superlega e i superrosiconi la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Kiss biopic ‘On a fast track’ at Netflix”. Notizie che non vorresti mai leggere mentre guardi una partita di calcio perchè è lo sport di tutti, del popolo, dei tifosi.

* La risposta di Morrissey all’ospitata nei Simpson attraverso il canale social ufficiale. Parla lui, parla il manager, parlano, parlano. Insomma fattela na risata ogni tanto!

* Signore Santo che tristezza. I Dictators si riuniscono con la line-up classica – Andy Shernoff, Ross the Boss, Scott Kempner – mentre alla batteria troviamo Albert Bouchard dei Blue Oyster Cult. Let’s Get Senilità Together.

* Benvenuti al teatro dell’assurdo. Mario Biondi lancia un’ardita iniziativa via social: “Volete fare i rivoluzionari? Volete fare qualcosa per la musica italiana? Esortate tutte le radio che programmano musica straniera a proporre musica nazionale o boicottatele. Fatelo per una settimana, se non bastasse per due, ma siate coerenti e vedremo insieme se essere uniti per la musica può servire. Coraggio!”. Le risposte del popolo web contengono (vigliacchi insulti a parte che mai condividiamo) più o meno la stessa domanda: “Ma come Biondi, fai la predica proprio te che canti in inglese?”. Lui risponde che parlava di “prodotto italiano” e forse ha anche ragione, ma l’assurdo sta nel fatto che Biondi sia così tanto seguito… 

* Il concertone del 1 maggio a Roma non muore mai. Quest’anno la retorica la farà da padrone in mezzo all’ormai Festival di Sanremo del popolo (si, proprio come il giuoco del calcio). Così dopo Fedez e la Michielin ecco anche Bugo, Colapesce Dimartino, Extraliscio, Willie Peyote con Fast Animals and Slow Kids, Motta, Piero Pelù, Chadia Rodriguez, Claudio Capéo, The Zen Circus. Insomma i grandi, i duri, gli indefessi, la crema nostra. 

* Incredibile. In Italia abbiamo queste paladine del RUOCK, queste portabandiera del RUOCK, che sono RUOCK dentro e non ce ne siamo mai accorti. Ma grazie al magnifico giornalismo italiota (ovverosia ITALIA-IDIOTA) tutto questo viene a galla, viene allo scoperto. E noi qui come tanti poveri stronzi a leggere.

* Stefania Rocca, i primi 50 anni di un’anima rock (Gqitalia.it).

* Greta Scarano e il suo lato rock: «L’ho anche scritto su un tatuaggio. Suonavo la batteria»” (Corriere.it).

* Donatella Rettore tra gare di agility dog, addominali e dieta: il suo allenamento è rock (Gazzetta.it).

LA GRANDE GUFATA:

Tony Renis: ‘Ho votato per Laura Pausini, ha tutte le chance per vincere l’Oscar'”.

[UP]

+ Jerry Burgan (We Five).

+ Milva (Ilva Maria Biolcati).

+ Robert Lanois.

+ Jim Steinman.

+ Joe Long (The Four Seasons).

+ Shock G (Digital Underground).

+ Leslie McKeown (Bay City Rollers).

+ Lew Lewis.

+ Denny Freeman (Bob Dylan, Stevie Ray Vaughan, Otis Rush, Taj Mahal…).

* Tom Morello e le ricorrenze gustose.

* L’eco della prematura scomparsa di DMX ancora non si è spenta. Come testimonia lo splendido murales che l’artista Andaluz The Artist ha realizzato al Bronx all’esterno de La Estrella Tropical Restaurant al 744 Burke Avenue. “Thank you! To all of my new followers, OG followers, blog sites, supporters and most importantly God. I shouldn’t be here right now but because of God’s glory I’m aloud to reflect his light. This piece is more then a DMX Tribute. This is a testimony of my Lord and Savior Jesus Christ and I know X would approve because he is part of the body. I love y’all from the bottom of my heart. New content coming soon. Blessing”.

* La casa di John Lennon nel 1971…

* Grande John Waters che per il suo 75esimo compleanno pubblica grazie alla Sub Pop ‘Prayer to Pasolini’.

* La copertina spetta alla bellissima 23enne californiana H.E.R. (Gabriella Sarmiento Wilson) che ha vinto il premio Oscar per la miglior canzone (‘Fight for you’, co-scritta con Tiara Thomas) dalla pellicola “Judas and the Black Messiah”. La Wilson ha battuto nella cinquina dei nominati anche la nostra Laura Pausini che nel nostro paesello insulso davano tutti per sicura vincitrice. “I did not expect to win this award. I am so, so, so grateful, not only to win but to be a part of such an important story. Musicians, filmmakers, I believe we have an opportunity and a responsibility, to tell the truth, and to write history the way that it was, and how it connects us to today, and what we see going on in the world today. I have no words, I’m so, so thankful. Knowledge is power, music is power, and as long as I’m standing, I’m always gonna fight for us. I’m always gonna fight for my people and fight for what’s right, and I think that’s what music does, and that’s what storytelling does”.