Up & Down 2012-2022. Il meglio del peggio. Il meglio del meglio. E che nessuno si offenda.

430

UP & DOWN dice addio. Dopo 514 numeri. Dopo 514 settimane. Da quel 2 luglio 2012 quando veniva pubblicato il primo numero. La rubrica di maggior successo di Nerds Attack! si congeda con un ultimo regalo. Il BEST OF di questi dieci anni. Il meglio del peggio colorato di MARRONE. Il meglio del meglio colorato di ROSSO. Solo una selezione molto… “selezionata”. Centinaia e centinaia erano gli UP possibili ma per motivi di tempo e spazio abbiamo ad esempio voluto evitare di inserire statue, targhe, murales, vie dedicate, così come non è stato possibile ricordare tutti quelli che ci hanno lasciato in questo decennio preso in considerazione. Idem per i DOWN che ovviamente sono più numerosi vista la quantità di materiale mandata a marcire dipinta di marrone. Grazie ancora per averci seguito così fedelmente. Come ulteriore regalo vi doniamo un gustoso antipasto. Un elenco di AGGETTIVI RUOCK che la vetusta/ridicola/ignorante/raccomandata stampa italiana ha appiccicato (e continua a farlo impunita) agli artisti più famosi. Fatela vostra, copia-incollatela e diffondetela ovunque. Ciao ragazzi.

                                             GLI AGGETTIVI DEL RUOCK

Ian Anderson
= Il menestrello del prog
Syd Barrett =
Il Van Gogh del rock
Loredana Bertè = La signora del rock
David Bowie = Il picasso del rock
Anna Calvi = La cacciatrice rock
Bob Dylan
= Il menestrello del rock
Brian Eno = L'intellettuale del rock
Kim Gordon = La madrina del grunge
Ben Harper = Il bardo del soul rock
Dusty Hill = La barba più famosa del rock
Hollywood Vampires = Vip-apostoli del rock
Iggy Pop = L’iguana del rock
Lindsay Kemp = Il coreografo del rock
Little Richard = L’architetto del rock/Il pioniere del rock
Little Steven = Il pirata del rock
Marilyn Manson = Il reverendo del rock
Freddie Mercury = L’istrione del rock
Jim Morrison = Il ribelle del rock
Morrissey = L’Oscar Wilde del rock
Ozzy Osbourne = Il principe delle tenebre
Omar Pedrini = Lo zio del rock
Piero Pelù = Il D’Artagnan del rock italiano
Tom Petty = Il cappellaio matto del rock
Prince = Il folletto di Minneapolis
Lou Reed = Il profeta del rock
Smashing Pumpkins = I marziani del rock
Patti Smith = La sacerdotessa del rock / La poetessa del rock
Tina Turner = La regina del rock’n’roll

Paul Weller = Il camaleonte del rock
Neil Young = Il grande vecchio del rock

Frank Zappa = Il genio provocatore del rock

*****UP*****

* Il più grande artista vivente – David Bowie – ricompare sulle strade di New York. Evento eccezionale da registrare visto che dal 2004, dopo l’attacco di cuore, la sua vita si è fatta a dir poco “privata”. Il 65enne duca bianco appare in gran forma, elegante nel suo essere sportivo, sorridente, in compagnia di un’attempata amica. L’importante è avere ogni tanto delle conferme che DIO c’è.

Spotify arriva in Italia. Carino, semplice, finanche utile. Una cosa in più che aggiunge non molto agli addetti ai lavori ma che comprendiamo sia manna per chi non è più abituato a comprare e/o ascoltare la musica “fisicamente”.

* A Parigi verrà intitolata una stazione della metropolitana a Serge Gainsbourg (già “titolare” di un giardino). “Lilas-Serge Gainsbourg” sarà inaugurata nel 2019, nel prolungamento della linea 11, nella periferia nord della città francese.

* Al Glastonbury volano bottiglie di urina durante l’esibizione dei Mumford & Sons. Questa è civiltà.

* Il record del live report di Cat Power. L’articolo più letto di sempre nella storia decennale di Nerds Attack! L’unico momento discusso (dagli altri) di un tour che era stato esemplare prima di Roma, a Roma, e continua ad esserlo dopo Roma.

Paolo Sorrentino vince. In un inglese-italiano (il solito) ringrazia e ricorda le sue fonti d’ispirazione di un’intera vita tra cui i Talking Heads. Applausi doppi.

* Doppio plauso alla bicicletta che disarciona Bono in Central Park a New York. La due ruote fa più dell’aereo e manda il cantante in ospedale con un braccio da operare. In alto i cuori.

* In un fine settimana segnato da eventi, festival, arrivi e partenze, la copertina spetta al nostro Nick accollato giorno e notte a Matthew Bellamy dei Muse. Al grido di W Roma e i Moscow Mule eccoli felici all’ombra del Colosseo.

*  Il ritorno degli Eagles Of Death Metal a Parigi. Lo splendido sentito tributo sul palco degli U2 e la visita tra le lacrime al Bataclan.

* “The Prettiest Star – a Tribute to David Bowie 1947-2016“. Il libro, il nostro contributo, con amore.

* Gli Oscar 2016 mantengono quasi tutti i pronostici della vigilia. Ma il premio al nostro maestro Ennio Morricone è sicuramente il più emozionante. Così come il momento “memoriam tribute” sottolineato da ‘Blackbird’ dei Beatles eseguita in acustico da Dave Grohl.

* Rimanendo in tema tanti auguri all’immortale Mick Jagger e al suo sperma. Arriverà infatti il figlio numero 8 all’età di 72 anni. La mamma è la 29enne ballerina Melanie Hamrick con la quale Jagger è legato dal 2014.

* Auguri a Beyoncé che via social ha annunciato l’arrivo di due gemelli.

* L’altra copertina (si fa per dire) se la merita un tranquillo signore di 75 anni, immortalato a Londra (29 giugno) solo soletto sul treno da Kings Cross a Hastings. Ti amiamo Paul McCartney.

* Ma la controcpertina dell’anno tributa Valerio Mastandrea. Sulla “story” del suo profilo Instagram mostra tutto il suo interesse verso il concerto degli U2. SANTO SUBITO.

* Copertina scelta senza esitazione alcuna. Per promuovere la reunion gli Smashing Pumpkins hanno lanciato una splendida campagna social e tra le protagoniste sono state “richiamate” Ali Laenger LySandra Roberts che erano le bimbe sulla copertina di ‘Siamese Dream’. Scatti teneri e commoventi visto che le due da allora non si erano mai più incontrate.

Apple Music che si “ispira” liberamente ai live report di Nerds Attack! Grazie.

* Un grande UP per Leone.

* La stessa foto aggiornata al 2018 della storica copertina dell’EP ‘Salad Days’ del 1985. Brian Baker posta via social lo scatto (“Senior Threat”) e fa battere forte il cuore degli appassionati che non hanno mai dimenticato i Minor Threat. Assieme a Baker ci sono Ian MacKayeLyle Preslar e Jeff Nelson.

* Potrebbe essere uno degli “UP” dell’anno. Robbie Williams che si traveste da Robert Plant, piomba in giardino della sua abitazione, prendendo per il culo il vicino Jimmy Page con il quale ha una diatriba da circa cinque anni. I due abitano a Kensington (Londra) nel palazzo Tower House (di fine ‘800) e per via di beghe legate a lavori di ristrutturazione (bla bla bla) – vari consigli di quartiere hanno dato lo stop a Williams e Page si è sempre opposto – l’ex-Take That ha cominciato (a quanto sembra) a tormentare il vicino ex-Zeppelin con musica hard rock a tutto volume e con il travestimento dei travestimenti.

* E’ bastata una foto pubblicata sul nostro profilo Twitter ufficiale. Una foto della discografia di Mark Hollis che gelosamente custodiamo. Una foto postata subito dopo aver appreso la tragica notizia, di slancio, con passione e amore profondo. Una foto che ha suscitato evidentemente gli stessi nostri sentimenti se è vero che i numeri generati dal post sono stati a dir poco clamorosi (con like e condivisioni anche di personaggi noti come ad esempio Valerio Mastandrea o Nicola Savino…). In alto i cuori.

Ryuichi Sakamoto a Reggio Emilia fa tappa anche all’Antica Salumeria Pancaldi. Sakamoto tra i prosciutti è il titolo del mese (Gazzetta di Reggio).

Morrissey ricorda Ennio Morricone

* La copertina inevitabilmente non può che riguardare David Bowie. Il post di Iman è come sempre commovente. “Forehead kisses are kisses meant for the soul”.

* Saggezza da Twitter.

* La condivisone social dell’agognato vaccino. Valga per tutti questa foto di Cat Power.

* L’italia diventa campione d’Europa battendo l’Inghilterra. E Anton Newcombe gioisce così.

* Gli Slint si riuniscono (l’ultima volta fu nel 2014) per ricreare l’iconica copertina di ‘Spiderland’ (la celebre foto a “mollo” nel lago Utica nell’Indiana opera di Will Oldham) a 30 anni dall’uscita. Nella rimpatriata manca David Pajo e i nostri cari americani non mancano di ricordarlo nel post social: “Not quite the same spot and missing our brother @cestcadavidpajo but we managed to get back into the quarry!”.

* La copertina natalizia è però dedicata a mani basse a Annie Lennox!!!

* Malika Ayane una di noi.

* Finalmente anche i Simpsons hanno avuto come “ospite” Morrissey. Con la voce di Benedict Cumberbatch il nostro caro Moz è stato protagonista dell’episodio “Panic on the Streets of Springfield”. In alto i cuori e copertina!

* Miley Cyrus sul palco del Lollapalooza brasiliano viene travolta dalle lacrime ricordando l’amico Taylor Hawkins a cui dedica ‘Angels Like You’.

* Copertina tutta per Morrissey e il ragazzino CLONE che sale sul palco del Fremont Theater a San Luis Obispo in California. Che meraviglia.

* I Primal Scream e l’omaggio a Mark Lanegan dal palco del Glastonbury.

 

*****DOWN*****

* Settembre carico di buone nuove discografiche. Non ci vengono risparmiati i nuovi The Vaccines. Il secondo album ‘The Vaccines Come of Age’ profuma sempre più di norcineria di quart’ordine in un momento storico in cui tornerebbero comodi il punk ’77, l’hardcore e le cinghiate, il death metal norvegese tinto di black e i primi vagiti degli Slayer. Comodi per dare una lezione di vita e d’ospedale a questi londinesi riciclati spacciati per qualcosa che non è e non sarà mai. Una buona spara chiodi di seconda mano potrebbe alleviare la sofferenza.

Andrea Lucchetta durante la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici: Sentite che carica ‘We Will Rock You’, il celebre pezzo dei Pink Floyd!. No comment.

* Probabilmente sarà il “lancio” numero 1 dell’anno quello che Andrea Laffranchi scrive sull’home page del sito del Corriere della Sera a proposito del nuovo album dei Muse: “E tornano i Muse con un rock (in stile Queen) ma con un tocco sexy”. Chi li fa li accopp(i)a.

* Evidentemente è un titolo autobiografico: “Lo Spacciatore di Carne”. Il primo romanzo di Giuliano “mutande basse” Sangiorgi. La carne alla quale si riferisce è senza dubbio la sua che fuoriesce incontrollata e incontrollabile dal quel corpo sfatto. Si salvi chi può.

* I musical dovrebbero essere aboliti per legge.

* L’articolo di Gino Castaldo sui Bon Iver live a Milano pubblicato da La Repubblica.it è pura poesia, un esempio cristallino del giornalismo imbalsamato e barbuto-barbone che vige da secoli in Italia. Il passaggio in cui si cita “Wilko” è da arresto… cardiaco. Tutto nella norma. Come sempre. Vernon è caldo, empatico, si capisce che per lui la musica è la migliore medicina al mondo, e lo ribadisce quando cita Wilko che in una canzone ha detto: music is my savior”.

* Da Twitter sempre belle chicche. In occasione dell’annuncio del ritorno di David Bowie tra i tanti status trovo questo e lo premio: “qualcuno avvisi Sangiorgi che, nonostante si creda David Bowie, artisticamente è più simile a Nino D’Angelo”.

* I Pooh“potrebbero aver ispirato David Bowie…”

Lance Armstrong dopava anche Sheryl Crow. Ecco spiegato il perchè di quei dischi così brutti. I possessori degli scottanti CD possono avviare richiesta di risarcimento.

* I Modà“a Sanremo andremo con Gioia”. E noi vi vedremo con schifo.

* A Che Tempo Che Fa arriva per la prima volta Biagio Antonacci. Autentico farlocco, inguardabile, con un ukulele intona canzoncine da spiaggia e parla della prima volta all’estero (New York) per presentare la versione “americana” del suo ultimo capolavoro da dopolavoro ferroviario. “Spero che venga gente… italoamericani…”. L’augurio è quello di finire dentro un barber shop con un rasoio alla gola come quei vecchi film di italoamericani appunto…

* Il tormentone parte da Barcellona, si esalta definitivamente a Roma e conquista l’Italia: NON SI SENTONO LE VOCI. Grazie a tutti.

* Una parte, quella becera e palesemente ignorante, del pubblico presente al concerto romano di Cat Power (opinion leader compresi). Tra i momenti più bassi mai registrati ad un concerto, il più volte urlato contro: “Bevi de meno”.

Ligabue interviene nella trasmissione del laido Fabio FazioMio figlio ascolta i Cannibal Corpse. Te credo.

* Bari, 27 dicembre. Morgan si lancia dal palco, il pubblico lo lascia cadere. Il titolo dell’anno. Qualsiasi anno.

* Con un commosso annuncio in diretta TV David Letterman ha scritto la parola fine alla conduzione del suo leggendario show. Standing Ovation. E mentre lui ospitava Joseph ArthurPeter Buck e Mike MillsAlessandro Cattelan (nel talk di Sky “E poi c’è Cattelan) rendeva omaggio a Emma Marrone. Dettagli.

* La vicenda Geoff Barrow vs Italia corre veloce su Twitter. “So…your telling me I have to support Italy? Fuck off. I will never support Italy as a football team and unless I see any different I won’t play music there again either. I’ ve played in Italy loads and they have always been the most terrible gigs, even last year it was shocking”. Sappiamo già tutto. Il giorno dopo il musicista inglese, punzecchiato a dovere da molti fan, non ne vuole sapere di abbassare i toni. Dell’antipatica vicenda rimane allora solo il sentimento del volgo: “a Geoff ma vatteneaffanculova”.

Damien Rice si confessa: Volevo fare il contadino in Italia. Peccato.

* Sul quotidiano romano Il Messaggero il giornalista Molendini parla dell’arrivo di Morrissey nella capitale passando in rassegna alcuni celebri brani del Moz: “… pezzi dall’aria truculenta come Meat is murder o the queen is dead…“Molendini mi ricorda il caro Zaccagnini che nel 1992 parlando di ‘Grave Dancers Union’ dei Soul Asylum, sulle pagine dello stesso giornale (!), lo definì rock “tombale”! I tempi cambiano ma le brutte abitudini restano.

Nickleback in Italia. Peggio di un gatto nero che attraversa la strada con una scala in groppa, bagnato d’olio, in braccio ad una suora vestita di viola.

Queen: “We aren’t a tribute band, Freddie Mercury would have liked Adam Lambert”. Certo, come no.

* Per la serie cose strane. Nel 2015 esistono ancora cover bandscuole di “musica” e fan di Cristina D’Avena.

Bjork finalmente torna in Italia. Gli indignati dopo aver pasticciato con la bile per l’affare “hot” di Katy Perry, bissano l’operazione gastrica diventando improvvisamente haters dell’artista islandese. I prezzi della data romana sono esosi oltre misura (da 80 a 150 circa). La delusione per chi è impossibilitato a spendere certe cifre è comprensibile, comprensibilissima, ma sempre di delusione si tratta. Che tradotto è un sentimento di amarezza, non certo di odio, quando cioè la realtà non corrisponde alle nostre speranze. Ecco, qui ci dovrebbe stare un punto e niente altro. Invece i discorsi generalisti, banali, da demagogia imparata col Bignami, si sprecano e ciclicamente ricompaiono. Bjork improvvisamente diventa na stronza. Un artista che frigna e non cantaNa mignotta da bannare per sempre. L’Auditorium un luogo da cancellare dall’applicazione “Maps”. Tanti poi i consigli per come spendere alternativamente bene quei 100 euro. Carbonare, gita fuori porta a magnà la porchetta, ‘na stecca de sigarette, 75 concerti al localetto sotto casa, due pieni di benzina e la spesa all’Eurospin per una settimana. Vuoi mettere! A Bjork ma attacchete ar cazzo già che ce stai no?

* Sorprendersi nello scoprire che Anna Tatangelo ha solo 28 anni.

Ian AndersonI Jethro Tull erano odiati da tanti…”. Non preoccuparti fenicottero, è rimasto tutto come allora.

NomadiLongevi come i Rolling. La stessa cosa che pensavano Jagger e soci l’altro giorno: longevi come i Nomads.

* Arrivano i Muse a Roma e la stampa nazionale impazzisce. Il Messaggero titola baldanzoso: “Energia rock e droni in volo: a Capannelle show a Muse duro. Cliché + gioco di parole = sublime. Grazie di cuore.

* Dopo qualche settimana di “pausa” estiva torna alla carica Repubblica.it con uno degli annunci più belli dell’anno: “Tornano i JON BON JOVI…”. Della serie orrori della beata ignoranza. Ancora un anno insieme!

*  Ci occupiamo di musica e seppur il tema riguardi la devastante giornata parigina, non possiamo che segnalare il modo in cui sono stati “trattati” gli Eagles of Death Metal. Dalle dirette alle edizioni straordinarie in TV ne esce un campionario del tipo: “band di heavy metal”“band metal”“un gruppo rock di musica hard metal““band di IV metal” (IV che sarebbe la pronuncia di heavy), oppure “Angels Of Death Metal” (Sky TG24). Per il Televideo Rai invece: “durante un concerto degli Eagles“. E poi in edicola. La Gazzetta dello Sport se la prende con il nome “cretino” del gruppo. Il Corriere della Sera la spara grossa seppur lo “diceva un’agenzia” (copia-incolla fatto anche da La Stampa.it). Ma il top lo tocca La Repubblica (cartacea): “… Era in programma il gruppo Eagle of Death Metal, una band di metallica. Sul sito del quotidiano poi le cose non vanno meglio (“… ad un concerto Death Metal”).

* La morte di Scott Weiland scatena pruriti sopiti da tempo. Rinasce il grunge che come silicone viene usato per sigillare la cronaca specializzata e non. Nel meglio del peggio spicca L’unità.tv – “Addio Scott Weiland, ultimo martire grunge” – e Corriere.it – “È morto Scott Weiland degli Stone Temple Pilots: se ne va un altro eroe tormentato del grunge”. Il resto è contorno sterile, triste, sfocato. #cialtroneide

La morte di Lemmy ci riporta alla nostra cara serie #Cialtroneide. Dopo le brutture devastanti che hanno arricchito le tragiche storie di Eagles Of Death Metal e Scott Weiland (giusto per citare due delle più recenti) abbiamo assistito all’ennesima ridicola dimostrazione di superficialità e ignoranza del “giornalismo musicale” italiano.

– Repubblica.it torna ai fasti dei bei tempi. Lo fa a colpi di “leggenda del rock duro e puro”“il leader dei britannici Motorhead, gruppo cult del rock pesante”, “… era alle prese da anni con problemi di salute che spesso provocavano problemi anche per il calendario dei concerti”. Tra wikipedia e assurdità.

– Corriere.it si accoda con un paio di meravigliosi errori da copia-incolla: “fin dagli esordi con il gruppo psichedelico degli Hawkind, poi per quattro decadi con i Motorheads. Ma il fondo viene toccato con lo squallido Il latin lover dell’heavy metal“.

La Repubblica. Fortunatamente è Videtti a occuparsi dell’articolo principale. A Gino Castaldo (è lui l’autore che cita “lo jedi”) tocca parlare di ‘Blackstar’ e all’improvviso: “E che l’11 gennaio sia il giorno in cui 17 anni fa moriva Fabrizio De Andrè non fa che aumentare il tragico simbolismo di queste coincidenze”. Peccato che Bowie sia morto il 10 gennaio. Peccato trovarlo anche in TV. In un telegiornale eccolo nella sua pontificazione pro-Blackstar affermare che: Nell’ambiente sapevamo che stava male. Ahahahahaha ma per favore, il massimo che queste persone possono sapere è la formazione della propria squadra del cuore.

Corriere della Sera. Vale il discorso fatto in generale. Ottimo il ricordo con un paio di nei che rispondono al nome di Beppe Severgnini e Mario Luzzatto Fegiz. L’articolo-ricordo di Severgnini (“Noi ragazzini del ’73 in delirio per Ziggy Stardust”) ci sembra assai di “fantasia”. Certo si tratta solo di una “sensazione” ma sembra proprio un ricordo-non ricordo (aveva 17 anni all’epoca mica 5) condito a colpi di “ragni di marte”, di paragoni con i muratori della Val Seriana e con Don Gnocchi, insomma ci pare aria fritta a gonfiare un pezzo irritante come l’autore. Fegiz in video e su carta ripete che Bowie, con Lou Reed e Brian Eno è stato l’inventore del rock decadente. Follia pura. Sempre sul Corriere non può mancare “Il Mio West” e questa volta la parola la prende Leonardo Pieraccioni che spara: Il suo umorismo simile al nostro. Del resto era un alieno no? E poi ancora Morgan rappresentante e titolare del sapere bowiano (seppur appassionato e sicuramente sincero).

Il triste “omaggio” a David Bowie sulle note stravolte di ‘Starman’ e Carlo Conti che saluta così: Io sono Starman perchè vi presento 20 stelle”.

* Occhi puntati su Avvenire.it che parlando dell’arrivo italiano di Anna Von Hausswolff la esalta così: Il mio organo suona il rock. Si dice che Ivano Fossati sia stato visto alla frontiera…

* Uno dei luminari del nostro giornalismo musicale. Signore e signori: Paolo Giordano in Modà.

* Copertina d’obbligo, doverosa, dedicata all’uscita di Renato Zero (de noantri) all’interno di un’intervista pubblicata da Il Messaggero venerdì 8 aprile. Citando un capolavoro del cinema: “Sballato, gasato, completamente fuso”.

* La scomparsa di Prince riporta a galla il solito pressappochismo della stampa italiana. E soprattutto la voglia di titoloni ad effetto quando, davanti alla statura dell’artista, basterebbe giusto qualche riga di cronaca e rispetto. Il Corriere della Sera è un po’ leader di questa smania a colpi di “folletto” e “sesso”.

* Il Corriere.it celebra una seminale Giusy Ferreri“Hits ai confini del punk”. Ed è subito Biochetasi.

Repubblica.it chiarisce punti oscuri della nostra limitata conoscenza. DJ Shadow l’Hendrix del Rap: Il rock è destinato a morire”.

* Il TGR del Lazio lunedì ci ha invitato al concerto di LUCILLA Williams! Indimenticabile notte d’estate!

* La storia parla chiaro. Su IlGiornale.it rivelazioni bomba su David BowieBanditi, magia, nazismo Quando Bowie cantava capolavori ma era fuori controllo.

* La morte di Leonard Cohen sui media non raggiunge certo i livelli di banalità sentiti (purtroppo) molte volte quest’anno (da David Bowie al Nobel di Dylan c’è un oceano di stronzate in mezzo) ma ci piace segnalare la “svista” del caro, fedele, TG cronaca vera Studio Aperto che riesce a rovinare il titolo del celebre brano del poeta canadese.

* Il puntualissimo TG5 dopo la morte di George Michael commenta l’anno funesto 2016 con un servizietto riassuntivo da “urlo”. In chiusura di elenco ecco la meravigliosa chicca: … il giorno prima di George Michael è morto il chitarrista dei Motorhead Rick Parfitt. Grazie di esistere.

* Capita spesso anche a loro. I nostri cari quotidiani. Ogni commento a Il Messaggero è superfluo.

Matteo Persivale sul Corriere.it si unisce al coro. Il titolo: “Chris Cornell e la profezia dei ragazzi del grunge”. L’inizio: “Senza Kurt Cobain (Nirvana), Scott Weiland (Stone Temple Pilots), Layne Staley (Alice in Chains) e ora Chris Cornell (Soundgarden, Audioslave) di tutti gli eroi del grunge resta in vita solo Eddie Vedder dei Pearl Jam. Neanche in prima elementare con in mano un Bignami gigante. Dalle stesse pagine web: Da Kurt Cobain a Chris Cornell: il mito «sporco» del grunge e la sua maledizione.

* Il mondo torna a occuparsi di Bob Dylan che invia il discorso di ringraziamento del Nobel all’accademia svedese. Pronto a gossippare (male) l’impavido Studio Aperto“Il più graffiante ribelle del rock…” e ancora “… non sappiamo cosa farà Dylan con il malloppo… c’è una canzone che gli si addice molto… Core n’ngrato”. E qui parte Pavarotti che canta la canzone di Caruso. Capre che fanno orrore.

* Davvero esilarante il titolo del pezzo che TV Sorrisi e Canzoni dedica a Donatella Rettore (rivampata anche grazie alla prossima partecipazione a Pechino Express). Mitomania che investe nuovamente David Bowie. Siamo vicini allo scult dell’anno.

* Da uno dei tanti profili Facebook dedicati alla città di Bologna compare (per poi scomparire corretto) un post magnifico da non sembrare vero.

* Tutta la banalità del rock nel pezzo del Corriere.it sugli U2 a firma CesaraleIl credo rock degli U2 all’Olimpico di Roma: «Conserviamo la fede, la pace e la compassione»”. E ancora: “Uniti si vince, in nome del rock e degli U2″, “album che trasformò i quattro ragazzi di Dublino in rock’n’roll star e che ieri (si replica stasera) ha trasformato lo stadio Olimpico di Roma in un’arena rock. Su Noel Gallagher“… dopo la separazione è diventato, anche se di lusso, soltanto una «spalla» per le vere rockstar. Direi tutto nella norma.

* Contiamone quanti invece ne collezione Gino Castaldo su Repubblica.it nel pezzo “Gli U2 infiammano Roma: Joshua Tree ha 30 anni ma non li dimostra”“Senza i fantastici allestimenti che hanno fatto la storia dell’immaginario del rock“la loro battaglia alla conquista del mondo rock“godere della lezione di rock che gli U2 sono ancora in grado di impartire”“la gloria, l’onore, la possibile dignità del rock. Limortaccivostra e del rock.

* Uno degli scult dell’anno. Lenny Kravitz in vacanza a Capri, festa dai Della Valle, selfie con Mastella. Il declino è servito. E sul Corriere.it (ormai nel baratro più totale) la foto viene lanciata così: Mastella sindaco rock!. Peggio i virgolettati apparsi su IlSole24ore.com che riporta una breve intervista con il “celebre” Clemente: “È l’idolo dei miei figli. La politica può essere rock”. Ma l’articoletto regala perle: “Il rock è anche questo. E Lenny e “don Clemente”, sotto il sole di agosto, sono meno distanti di quello che sembrano. Dopo tutto, dagli anni Ottanta a oggi, sono entrambi always on the run”. Addio, è stato bello.

* Il pensiero di Slash per Barcellona dopo il tragico attentato. Peccato che tanta poesia si è presto trasformata in ridicolo visto che il chitarrista invece della capitale catalana ha postato la foto della calabrese Scilla. Ciao core.

* La drammatica scomparsa di Tom Petty scatena i media nella solita corsa al copia-incolla sfrenato e abbrutente. Il triste e banale (minimo) comune denominatore, ripreso anche dai tantissimi “comici” che popolano i social, è il gioco di parole sul nome “Heartbreakers” associato alla causa della morte dell’artista americano. Una pena. Esempio chiaro quello che ci dona il Tgcom24.mediaset.it“Ironia della sorte la band lo accompagnò per gran parte della carriera si chiamava ‘Heartbreakers’, e proprio un attacco di cuore lo ha accompagnato alla fine della vita”. Limortaccivostri

SkyMag.it piazza la parolina magica “rock” un po’ ovunque nel giro di una manciata di righe ed è un clamoroso R-E-C-O-R-D. Dai su ragazzi contiamole insieme! “Uno dei nomi più grandi che il rock abbia mai avuto” + “quello della morte di Tom Petty, una delle leggende del rock americano” + “Addio Tom Petty, genio del rock + “L’artista che ha fatto la storia della musica rock + “il rocker è arrivato all’ospedale di Santa Monica” + “Se ne va quindi un altro pezzo grosso della storia del rock + “diventare un rocker professionista” + “negli anni a venire una leggenda del rock and roll puro”. STANDING OVATION!

Il Corriere della Sera prosegue con la rubrichetta del “guardate come eri, guardate come sei”. La foto (peraltro abbastanza vecchia) ha come protagonista Axl Rose. Tutto molto triste.

* Ritornano le brutture di Caduta Libera (dell’ignoranza). Domanda semplice semplice, risposta ridicola ridicola con il carico del flaccido conduttore. ConcorrenteElvis Presley non ci sta… – Gerry Scotti“Lo dobbiamo apprendere dalla regia… David BAUI….??!!! No… e pensare che è uno dei miei cantanti preferiti”. La galera ti meriti.

* Liam Gallagher annuncia due date in Italia. Padova Oggi nell’euforia piazza la foto del fratello Noel. L’errore viene corretto qualche ora dopo…

* Negli ultimi 5 anni Morrissey ha cancellato o posticipato ben 127 concerti (record?). Buona sempre allora la maglietta che certifica questo discutibile primato.

* Capitolo Maneskin. La band romana è sulla bocca (sbagliata) di tutti. L’Italia musicalmente indietro di 30 anni (gap incolmabile neanche fra due secoli e mezzo) si “accorge” di questi trasgressivi (!) ragazzi, ma che genere fanno (?!) si chiede il mondo tricolore, da dove escono, ma non si era mai vista una cosa del genere si sorprendono tutti gli altri… ce lo spiega Panorama.it: “…  il progetto ha un’anima rock. Damiano David, la voce precisa e graffiante del gruppo, ha rievocato l’immagine del bello e dannato, un giovane e lucido Kurt Cobain che è nato lo stesso giorno di Elvis. Ma non basta c’è ancora da riflettere: “Una formazione e uno stile che ricorda molto quello dei Black Eyed Peas, fonte d’ispirazione anche per la potenza dei live. Tra le influenze c’è tanto funk e soul, ascoltano Paolo Nutini e studiano la modulazione di voce di Selah Sue. Ma l’articolo di Matteo Politanò si conclude con le schede dei protagonisti dove spicca quella del batterista. Attenzione qui è copertina della settimana: “Ethan Torchio. 16 anni, batterista. Nato nel 2000, il suo stile da indiano d’America lo ha reso il più amato dalle groopies della band dopo DamianoI nativi e le grOUpies ringraziano sentitamente.

* Rimaniamo sulla stessa testata. Il funambolico Paolo Giordano tenta di battere il record personale di “rock” in mezzo alla più banale delle banalizzazioni. “Istinto puro, destino maledetto. Era la voce rock degli anni ’90” (1), “la nuova grande realtà del rock mondiale” (2), “la tradizione irlandese con le voglie di rock più doloroso e malinconico” (3), “… sono passati direttamente al rock più ruvido e allevato con…” (4), “i Cranberries si sono ritrovati nella guest room del rock (5), “consegnando Dolores O’Riordan al gotha del rock (6). Meriterebbe un premio. In un hotel a cinque stelle… con le sbarre.

* Un clamoroso errore. Un tonfo assordante. Quello del TG5 delle 20 di martedì 6 febbraio. Per la seconda serata consecutiva si parla del ritiro dei grandi della musica. Se il giorno prima il protagonista era stato Paul Simon, in un servizio che lo celebrava manco fosse morto, l’edizione seguente raccoglie anche Eric Clapton (notizia vecchia di mesi), ancora Paul SimonElton JohnAl Bano (!) e Neil YoungCome il menestrello canadese costretto al ritiro perché malato di Parkinson…. Insomma il povero Young scambiato per Neil Diamond. Una delle più grandi figure di merda degli ultimi tempi. Grazie Susanna Galeazzi.

* Su IlTempo.it deliri da senilità sopraggiunta da decenni. “Il segreto di Pippo Franco: ‘Il rap l’ho inventato io‘ Per l’attore e cantante Chi chi chi è stato il brano pioniere in Italia.

* Finisce sul trono dopo la rovinosa caduta sul palco di Genova anche Gianna Nannini. La “ruocker” si inserisce così nel gotha dei claudicanti famosi. Prossima idea per un reality.

* Pezzi da novanta. Repubblica.it ci manda in estasi: “Firenze? È stata davvero rock. Continuiamo: “Dave Grohl e soci ricordano ai 70mila spettatori del Firenze Rocks che il concerto rock“Il concerto rock è mandare il pubblico semplicemente in delirio”“Si divertono i Foo Fighters sul palco, per nulla professionisti del rock“…  la canzone più pura della storia del rock in mash up…”“… e chi ha costruito la propria coscienza musicale negli anni ’90 sa di trovarsi di fronte a una piccola conferenza di Jalta del rock. Grazie Carmine Saviano. Siamo nei pressi del GUINNESS RUOCK RECORD.

* Il beniamino dei nostri tempi. Fabrizio Zampa e la rubrichetta de IlMessaggero.it che presenta i live della settimana. Un autentico maestro del copia-incolla sballato da Wikipedia italiano. Si parla del “grunge” dei Pearl Jam e via di stronzata galattica: “La formazione è nata a Seattle nel lontano 1990, anno in cui si è conquistata una popolarità destinata a durare nel tempo, con oltre 60 milioni di dischi venduti (la metà è andata via negli Usa) e dopo numerose variazioni (la prima fu proprio nel 1990, quando il vocalist Andrew Wood morì per un’overdose di eroina, poi il gruppo ha continuato fra scioglimenti, modifiche e reunion fino a quella attuale, che vede presenti quattro dei fondatori più Matt Cameron, entrato nel 1998, e Gaspar, nella line up dal 2002″ (manco la parentesi ha chiuso). E ancora: “La storia dei Pearl Jam è cominciata con una battaglia a chi vendesse più dischi fra loro e i Nirvana…”. Ma non basta: “… dalla passione per i temi sociali, dal sostenere i democratici  […]  Insomma, tanto per intenderci, non è una di quelle band che piacerebbero a Matteo Salvini“. PREMIATELO.

* E allora vale pure la fine del pudore. Le redazioni a cazzo di cane. La vergogna di un paesello sba(N)dato. Cornell al posto di Vedder sul Corriere.it e possiamo chiudere la questione Pearl Jam.

LaProvinciaPavese.it ha le idee cristalline in merito alla natura dei Mogwai“A tutto rock Palco in castello per i Mogwai”“Suonano rock, ma non il rock tradizionale: attingono dalla cultura jazz, dalla musica elettronica e dal krautrock, il rock progressivo tedesco degli anni Settanta”“… ma pure tuttora i protagonisti indiscussi di un post-rock basato su brani chitarristici dall’inconfondibile marchio post-noise-rock, con rari interventi vocali”“PROTAGONISTI DEL post-noise-rockPOP, NON SOLO ROCK. Grazie a Gaia Curci.

* Il perché 311 settimane fa è nata la rubrica Up & Down. Per dare spazio a queste meraviglie giornalistiche. Grazie per farci sognare sempre Repubblica. Copertina inevitabile. Pubblico ludibrio anche.

* Poco serve commentare l’ennesima toppa galattica. Ma quella di Alessandro Gilioli su L’Espresso grida vendetta. “Piovono rane” e poi Imagine there is no country cantava Bob Dylan. Altro che rane dal cielo… tristezza pura.

* Complimenti vivissimi a Il Fatto Quotidiano che scambia Graham Nash per David Crosby. L’italietta quotidiana è servita.

* Su IlMessaggero.it intervista a GazzelleVi spiego cos’è l’indie. Ma vatte a fa un giro va.

* Anno 2018 quasi 2019. Eppure al peggio del peggio non c’è mai fine. Cristina D’Avena continua a rimanere nel cuore della gente (!?!). Per quelle quattro(centomila) sigle di cartoni del cazzo. “Cristina D’Avena, i miei duetti da fatina rock’n’roll“Sono una fatina rock’n’roll e la mia musica non è più di serie b. Oggi è pop”“Ora mi sento una fatina rock. Ai miei duetti manca Jovanotti”“D’Avena, duetti da fatina rock’n’roll“Sono una fatina rock, non un sex symbol”. Solo alcuni esempi del clamore sui media. Povera e disgraziata la nostra Italia terzomondista musicale.

* Siamo su IlFattoQuotidiano.it e si parla di Paola e Chiara (!!!). “Paola e Chiara, la mora racconta: ‘Noi come i fratelli Gallagher. Ancora soffro per la separazione. Chiamate la neuro.

* Su Esquire.com il delirio si propaga. Virginia W. Ricci (!) titola: “Tre tenori di troppo, Arisa la Björk italiana: tutto Sanremo 2019 dal peggiore al migliore”. Conati su conati. E dentro: “Arisa: io non ho problemi a sostenere davanti a qualsiasi tribunale che Arisa sia la Bjork italiana“. Al tribunale dell’AJA te manderei. Incatenata.

* Ancora Cobain e in ordine sparso: “Kurt Cobain, martire rock…” (Billboard), “Venticinque anni fa si spegneva dunque la voce della Generazione Xdell’angelo biondo e maledetto…” (TGCom24), “… con il suicidio del leader dei Nirvana finiva l’epoca d’oro del rock (LaStampa), “25 anni fa moriva Kurt Cobain, la rockstar che ha inventato lo stile grunge (D.Repubblica), Resta la leggenda del club dei 27, quel gruppo di rockstar morte proprio a questa età: Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Amy Winehouse. Una lista lunga, troppo lunga, in cui appare anche Andrew Wood, il carismatico leader dei Mother Love Bone, fondatore del movimento Grunge…” (RaiNews)… MAGNIFICO TERZOMONDISMO GIORNALISTICO. Fieri e orgogliosi.

Ligabue: Avevo paura di non poter tornare a cantare”. E invece…

* Ogni commento sia bestemmia. Per la solita sciatteria casereccia dell’informazione (!) musicale italiana. Che è eternamente fuori luogo e tempo, terzomondista, vittima di un gap incolmabile, di raccomandazioni e poltrone incollate al culo, di tromboni e filosofi della minchia. Corriere.it non sfugge a queste regole ferali grazie anche ad articoletti come questo a firma Giulia Cavaliere.

Diva oltre la notizia. Ma proprio oltre. Infatti perchè ad esempio il Nobel a Dario Fo sì e a Martufello no?

* Paladino del “basta che c’è”, del “ma che ne so, però”. Fabrizio Zampa su IlMessaggero.it illumina parlando dei Sunn O)))“… fanno un rock drone doom metal tosto e senza compromessi, e infatti sono famosi come i sacerdoti del drone…”, e appena una riga dopo (!): “…  produce da sempre un mix di drone doom metal, black metal, ambient music e post-rock, tiene il volume a palla…”. Finito? Tre righe dopo: “Che dire della band? Anzitutto che va sentita perché ha un sound molto particolare, granitico e potente: sul palco non si risparmia anche se ha un atteggiamento spesso ieratico…” e gran finale: “Preparatevi a un metal duro ma anche (e perdonate l’apparente bisticcio di parole) riflessivo e minimale”. Standing O)))VATION!

Sangiorgi e la canzone sul coronavirus: «Restiamo a casa»”. No comment.

* E poi arriva XL di Repubblica.it a farci volare altissimo. Padre della musica industrial e di MOLTE ALTRE COSE.

* Tutta la bellezza giornalistica del TG5 serale. Chiunque di noi oggi vorrebbe avere 60 anni ed essere Fiorello. MA MANCO PER IL CAZZO.

* La morte di Ennio Morricone scatena l’inverosimile. Sui media nazionali le solite sviste infantili generano anche ridicoli errori di questo genere riferiti all’età.

* La gaffe pacchiana di Loredana Bertè che su Facebook omaggia Morricone ricordando però Nino Rota e il “Padrino”.

* Uno degli articoli più terrificanti mai apparsi su media. I Rolling Stones in allegato con la “rosa”. Sull’ormai ex-grande giornale Gazzetta dello Sport, dunque su Gazzetta.it appare questo… da leggere e smoccolare in eterno. Rendiamo grazie all’Italietta terzomondista.

– “… i Rolling Stones sono la più grande rock band di tutti i tempi. La parola rock assieme all’aggettivo “cattivi” serve a distinguerli dai Beatles…

– “… si tratta di un record di longevità che non ha paragoni ad alto livello (e forse neanche a livello rionale) nella storia della musica…”.

– “… ripasseremo con la mente i trascorsi di geniali ragazzacci che hanno attraversato indenni l’inferno delle droghe (Richards ha confermato proprio quest’anno di essere arrivato a sniffare le ceneri del padre) e i piaceri prolungati del sesso…”.

Ligabue“Nella raccolta ’77’ guardo indietro, con l’album ‘7’ mi proietto nel futuro”. Ma non te potresti proiettà in un’altra nazione?

* I pupazzetti Funko Pops ci hanno rotto i coglioni.

* Un pezzo da non perdere. Il nostro amico Ernesto Assante che celebra gli Zero Assoluto giunti alla fatidica età dei 40 anni. Iniziamo dal titolo: “Zero Assoluto, il ritorno sulla scena da ‘fratelli maggiori’: <<Siamo stati inconsapevoli precursori>>”. E poi dalle prime righe cola senza soluzione di continuità tutta la “follia” giornalistica (!) musicale in mano ai soliti quattro rincoglioniti, attaccati da decenni alla poltrona, fissi, stagnanti, incapaci di guardarsi intorno e magari anche un pochino oltre. L’ho già detto mille volte, se rinasco mi dedico al cinema, altro che musica leggerissima… in un’altra nazione però. “… gli Zero Assoluto non pensavano certo di diventare dei ‘senatori’ della canzone pop italiana. Soprattutto a soli 40 anni. Eppure è così: il duo romano, dopo anni di silenzio, non solo è stato ampiamente riscoperto dalle giovani generazioni, ma è stato fonte di ispirazione per molti nuovi autori e considerato tra i ‘padri’ del nuovo pop italiano…”Se un giorno questo profilo, questo sito cesserà di esistere, vi prego non fatemi domande. Le risposte le troverete tutte tra queste righe, in righe come queste.

Gigliola Cinquetti: «I Beatles mi conoscevano, ecco perché Yesterday è uguale a Non ho l’età»”. Ciao CORE.

Verdone: ‘Una volta pregai su tomba Jim Morrison e lo ‘sgridai’ per le droghe‘” [AdnKronos.com]

Eros Ramazzotti: «Il virus mi ha dato la spinta per migliorarmi: ho scritto 60 canzoni»”. Porca la pandemia, porca.

Enrico Ruggeri viene colpito e affondato. In risposta ad uno dei suoi “discutibili” post social.

Repubblica.it invece manda agli archivi un refuso dialettale: Lanagan è stato una figura di spicco della scena grunge di Seattle”. E ancora via di refuso… STREAMING!

* I Verdena ritratto della felicità durante l’aperitivo organizzato dai David di Donatello.