Iosonouncane @ Villa Ada [Roma, 23/luglio/2021]

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A un anno e mezzo dall’ultima volta, torno ad assistere a un concerto grande, che non è detto sia un grande concerto, ma ha tutti gli ingredienti per non deludere. Dal nefasto marzo 2020 ho presenziato a vari live con poca gente, com’è sempre stata mia abitudine, ma l’evento che muove le moltitudini mi mancava. In questi tempi inimmaginabili il pensiero di non poterci mai più andare ha sfiorato anche me, come tutti. Ma è estate, Villa Ada riapre in sicurezza, e Iosonouncane è atteso sul palco per regalarci quella che siamo sicuri sarà una grande serata all’insegna della musica elettronica di qualità. Arriviamo al solito palco (nella solita, unica, atmosfera di Villa Ada) un po’ spaesati e sfiliamo accanto a tutti i presenti, che occupano delle comode sedute, fino ad arrivare in fondo alla zona concerti. Ci sistemiamo in una delle ultime file, sfruttando le poche sedie rimaste libere – l’evento è sold out da tempo – e troviamo dinanzi a noi, sebbene un po’ lontano, Vieri Cervelli Montel, tre nomi su tre che troviamo molto irritanti, ma grandi doti di improvvisazione per un artista da tenere d’occhio. Sta lavorando al suo primo album proprio con Jacopo Incani, il nome all’anagrafe dell’headliner di serata. Per ora ha pubblicato soltanto un brano, la sua versione distorta di ‘Almeno Tu nell’Universo’ di Mia Martini. Proprio al termine del brano, che chiude il set, sentiamo una persona alle nostre spalle che dice al suo vicino di posto “Certo che è strano, sta facendo tutte canzoni che non suona mai. Ah ecco ora esce, era un’introduzione”. Dopo due secondi di silenzio sbigottito, ci rendiamo conto che gli sventurati credevano che Iosonouncane fosse il tizio sul palco. E allora, per quanto la pandemia ci abbia resi più bendisposti e solidali verso il prossimo, ci ricordiamo che le ultime file non hanno mai fatto per noi, e andiamo tra le prime, cercando qualche buco libero per sederci vicino a chi sa dove si trova e chi ha davanti. Quindi ci troviamo accanto a due dei più grandi fan mondiali di Iosonouncane, che urlano come esagitati all’ingresso del trio e continuano a farlo per tutta la durata del live, che, cominciato alle 22.40, ci accompagnerà per circa un’ora e mezza.

La scenografia è inesistente, le luci respingono le fotocamere, regalandoci peraltro degli scatti molto belli, seppure in alcun modo riconducibili a un concerto, ma la musica è quella che ci aspettavamo e, anche da seduti, ci iniziamo a muovere a ritmo e a scuotere la testa, senza neanche accorgercene. Alcuni, trascinati dal sound, provano a riversarsi sui lati per assistere al set in piedi, ma vengono subito riportati a più miti consigli dal solerte staff. Dopo più o meno quarantacinque minuti, arrivano le parole in italiano di ‘Buio’, tratto dal secondo album ‘Die’, datato 2015 e con il seguito ‘Ira’ che si è fatto attendere per ben 6 lunghi anni, senza peraltro far dimenticare a nessuno l’artista, visto che la Villa è gremita in ogni ordine di posto, fatto sul quale riteniamo opportuno tornare, perché vedere questa voglia di fare nei romani, dopo il lungo periodo di apatia, lo troviamo un segnale incoraggiante e per nulla scontato. L’ultimo lavoro dell’artista non è per nulla facile, sin dai 109 minuti di durata che non possono renderlo un ascolto casuale, né concedono disattenzioni. Progressive e jazz sono i due ingredienti aggiunti a quelli del precedente disco, e la resa live è perfetta, non si notano differenze con la versione studio, nonostante nei primi minuti Incani si dimeni per ottenere i giusti volumi. Le interazioni col pubblico si limitano al “Buonasera” pronunciato dopo il primo brano in italiano proposto, ma non siamo venuti qui per sentire comizi e l’artista ha già cose sufficienti da dire con la sua musica, unica nel panorama nostrano e forse quella che più di tutte quelle provenienti dal nostro paese ci dà l’impressione di essere di stampo internazionale. In un’estate in cui i live, per semplicità di movimenti e programmazione, sono in larghissima parte di prodotti locali, è già molto. La serata ha rispecchiato in toto le alte aspettative. Sarebbe stato meglio stare in piedi e dimenarsi sotto il palco, ma in attesa di tornare anche a quello, siamo grati che qualcuno abbia avuto il coraggio di organizzare questo evento, che oltre ad averci regalato bei momenti ci ha anche portato una rinnovata fiducia per il futuro. Di questi tempi, è davvero tanto.

Andrea Lucarini
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