Fatoumata Diawara @ Villa Ada [Roma, 27/Luglio/2021]

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Dopo soli quattro giorni si torna a Villa Ada, per Roma incontra il mondo. Stasera è in programma Fatoumata Diawara, chitarrista, compositrice e attrice nata ad Abidjan nel 1982. In Costa d’Avorio passa dodici anni, prima di trasferirsi in Mali ed essere notata da un cineasta che dà il via a una carriera di attrice che prosegue tuttora tra cinema e teatro. Nel 2006, viene notata anche da un musicista locale, mentre è protagonista nell’Opera du Sahel. Le viene proposto di incidere i suoi primi brani ed ecco che la musica entra tra le sue attività. Tre album, un EP e molte collaborazioni, le più recenti delle quali con i Disclosure e Damon Albarn, nell’ultimo album dei Gorillaz, ‘Song Machine’. Nel 2008, sempre con Albarn, aveva partecipato a ‘The Rocket Juice & The Moon’, disco del supergruppo formato dallo stesso frontman dei Blur, Flea (Red Hot Chili Peppers) e il compianto Tony Allen. È un grande piacere trovarsi di fronte un’artista internazionale, in un’estate per ovvie ragioni dominata dai live di artisti locali, ma una volta salita sul palco scopriamo dalla sua stessa voce che anche lei ha una connessione con l’Italia, essendo sposata con il comasco Nicolò Tomaselli. L’incontro avvenne in Burkina Faso, dove lei stava presentando un film e lui stava lavorando per una ONG. Ora vivono a Parigi. Ma torniamo a noi. A Villa Ada c’è di nuovo una grande affluenza e rispetto a Iosonouncane si nota solo qualche sedia libera in più, ma per il sold out non manca che qualche decina di posti, cosa che ci rende felici come se avessimo organizzato noi l’evento. C’è voglia di musica dal vivo e c’è voglia di uscire di casa e stare tra la gente.

A contribuire al buonumore c’è anche la musica proposta dai cinque sul palco (Fatou a voce e chitarra, un’altra chitarra, basso, tastiere e batteria), ma anche le perle di saggezza proposte dalla cantante, di solito mentre il brano è già cominciato. A farci storcere un po’ la bocca è una cosa che abbiamo già visto, ma alla quale non siamo mai riusciti ad abituarci: sentire la traccia voce che parte, registrata, mentre l’artista è ancora lontana dal microfono, o lo sta usando per parlare di altro. Un dettaglio che comunque non ci fa uscire dalla splendida atmosfera che si è creata in pochi minuti. Non passa che mezz’ora prima che gran parte degli spettatori sia in piedi a ballare. Non c’è nulla che si possa fare per resistere al ritmo e ai vocalizzi che si integrano alla perfezione con l’accompagnamento della band, che spazia dal folk, al jazz e al blues. I brani proposti non sono poi moltissimi, per un live durato due ore, ma tutti portati avanti a lungo grazie alla maestria nell’improvvisazione dei musicisti e la voce e la personalità della Diawara, in grado di coinvolgere il pubblico come pochi altri, negli oltre 500 concerti a cui abbiamo assistito nell’ultimo decennio. Da brava attrice qual è, riesce a catalizzare l’attenzione di tutti e a far dimenticare per larghi tratti dove ci si trova, con chi si è, e cosa si sta facendo. Ci mette in contatto con la nostra anima prima ancora di chiedercelo esplicitamente, verso la fine del concerto, risvegliandoci dal nostro stato, come quando l’attore guarda per sbaglio in camera. Gioca con il colorato turbante che indossa, lo usa come oggetto coreografico, ci balla coprendosi completamente e poi lo toglie di mezzo, mostrandoci i suoi dread neri e rossi. Propone ‘Sinnerman’, cover di Nina Simone, e sul finale la hit ‘Sowa’, sulla quale sale sul palco un bambino che salta come se fosse sulle molle. Lo accoglie calorosa, e gli chiede il suo nome. “Elio!” grida forte al microfono, e chissà se tra qualche anno leggerà questo report, ritrovandosi. Il finale è con ‘Bonya’, con una lunghissima coda musicale e di interazione col pubblico, ormai in visibilio, tra balli, battiti di mani e risposte agli incitamenti dell’artista. Un concerto che ricorderemo a lungo e la prova ce l’abbiamo avuta subito: nelle due ore che hanno seguito il live, i brani di Fatoumata ci hanno accompagnato senza sosta.

Andrea Lucarini
****1/2

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