Calibro 35 @ Auditorium [Roma, 2/Agosto/2021]

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Ritornano in città i Calibro 35 ed è come rincontrare dei vecchi amici. Dall’esordio del 2008 ad oggi li abbiamo ascoltati nei dischi e visti dal vivo più volte, tanto da collegarli a qualcosa di personale senza neppure conoscerli. Niente male per quella che doveva essere solo una one shot band. Loro sono e saranno sempre in cinque. I quattro sul palco: Fabio Rondanini alla batteria, Luca Cavina al basso e al synth, Massimo Martellotta alla chitarra elettrica e al synth e Enrico Gabrielli al sassofono, al flauto e alle varie tastiere che ha di fronte. Il quinto è Tommaso Colliva, che non suona ma fa suonare e soprattutto ascoltare, gestendo al meglio il mixer di sala, oltre a produrre tutto ciò che riguarda la band. Li avevamo lasciati nella sala gremita del Monk pochi giorni prima che la pandemia stravolgesse la nostra vita. Li ritroviamo dopo un anno e mezzo, mentre cerchiamo di abituarci ad una nuova condizione di normalità. Il pretesto è un tour di supporto alla pubblicazione del nuovo EP “Post Momentum”, uscito solo in vinile a giugno per la Record Kicks. Contiene sei brani tratti dalle session di “Momentum” del 2020, tra cui due versioni del singolo “Stan Lee”, una con le voci di Ensi e Ghemon e l’altra come versione alternativa strumentale. Ordinaria amministrazione per il potenziale della band, che in concerto si sprigiona in tutto il suo splendore. La Cavea purtroppo stasera latita, ma è agosto e i vecchi amici di norma non sono sempre numerosi. Il calore c’è e quello è stato importante. La band ha offerto novanta minuti di grande musica e i presenti l’hanno accolta con grande entusiasmo. Tecnicamente sono impeccabili, ma è il groove d’insieme che fa la differenza. Il loro concetto di library music spazia dagli omaggi rivisitati ai grandi del passato, alle composizioni proprie di ampio spettro musicale. Suonano jazz elettrico, funk, afrobeat, space rock e qualsiasi altra cosa desiderino fare, come le desiderano fare e senza colpo ferire. Musica strumentale che nel loro caso sembra contenere più di mille parole. La setlist si compone di 22 brani e pesca in tutto il repertorio, tranne che da “Ogni riferimento” e con qualche indulgenza sulle ultime uscite. Il nuovo EP è presente con “Digi Tails”, “Being a Robot is Awesome”, “Artificial Black Moon” e la versione di “Stan Lee” che è ibrida con la voce di Gabrielli. Da “Momentum” abbiamo “Glory Fake Nation”, “Death of Storytelling”, “Automata”, “Fail It Till You Make It”, “4×4” e “One Nation Under A Format”, con cui chiudono la prima parte in un interessante medley con “Trafelato” tratto dall’esordio. Poi a ritroso: “Superstudio” e “Faster Faster!” da “Decade”; “Space”, “Thurst Force”, “Universe Of 10 Dimensions” e “Ungwana Bay Launch Prophet” da “S.P.A.C.E.”; “CLBR35” dal live omonimo. Il bis è la ciliegina sulla torta. Gabrielli, di bianco vestito, si prodiga in un improbabile quanto simpatico sforzo da frontman. Oltre alle presentazioni e ai ringraziamenti di rito, annuncia senza specificarli due omaggi a persone che hanno a che fare con il luogo in cui ci troviamo e che non sono né Berio e né Veltroni. Quindi eseguono prima “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Ennio Morricone, inclusa nell’esordio e dopo “Cinque Bambole per la luna d’agosto” di Piero Umiliani, contenuta in “Ritornano quelli di”. La chiusura è col botto e vede in rapida successione “Giulia Mon Amour” da “Traditori di tutti” e “Notte in Bovisa”, che chiude magicamente il cerchio tornando all’esordio del 2008. La musica è finita, gli amici se ne vanno, ma la serata è stata tutt’altro che inutile.

Cristiano Cervoni
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