Andrea Laszlo De Simone @ Auditorium [Roma, 28/agosto/2021]

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L’umanità e la grandezza dell’uomo, prima dell’artista, è racchiusa in quello “scusate” rivolto al pubblico per l’errore nell’attacco della seconda strofa di “Vivo” mentre sta continuando a cantare. Una cosa strana da sentire, inusuale, che invece riesci a percepire in tutta la sua autenticità nel momento esatto in cui Andrea Laszlo De Simone la manifesta. Ed è per cose come queste che al momento dell’annuncio che Andrea si sarebbe fermato a tempo indeterminato dai concerti per dedicarsi alla sua famiglia, ed in primis ai suoi figli, lo sconforto di chi segue da anni questo artista che centellina le sue uscite discografiche non seguendo le regole canoniche del mercato musicale, si è manifestato in espressioni di dispiacere ma anche di solidarietà da parte dei suoi estimatori. Con la felicità di poter di nuovo assaporare il piacere di un concerto dal vivo, per di più in una cornice come la Cavea dell’Auditorium, ci godiamo il giorno che piano piano fa spazio alla sera e il vento che soffia e ci fa stringere le spalle. La voce registrata che ci informa che il concerto sta per iniziare e le luci che si spengono ci fa capire che l’attesa sta per finire. 2 fiati, 2 archi, 2 coriste e la band di 5 elementi prendono possesso del palco insieme all’autore della musica che in poco meno di 2 ore riempirà le orecchie e il cuore dei fortunati che stasera sono qui per lui, per Andrea Laszlo De Simone.

Comincia con l’esecuzione di uno degli album più belli del 2020, “Immensità”, e già solo questo varrà il prezzo del biglietto. I 4 brani che compongono la suite pensata, registrata e realizzata insieme ad un mediometraggio, sarà uno spettacolo che difficilmente verrà replicato in futuro: l’Immensità Orchestra infatti chiuderà i battenti fra 3 concerti, mentre Andrea Laszlo De Simone si fermerà come detto prima, a tempo indeterminato con le esecuzioni dal vivo. Ci terrà a precisarlo alla fine del concerto: non è un addio, è un arrivederci a data da destinarsi. Le priorità al momento sono altre. “immensità” quindi. La delicatezza e il ripetersi delle armonie che si confondono con le sonorità vicine al progressive italiano degli anni 70, avvolgono l’ascoltatore che si lascia rapire dalla musica e rimane ad ascoltare in silenzio. Non sono molti gli artisti che riescono ad entrare così profondamente in sintonia con il pubblico, ma la sincerità che avvolge questa composizione, quel senso di completezza musicale con cui viene eseguita, fa sì che le persone presenti colgano l’attimo e godano del momento, che sanno non ritornerà. Andrea applaude al suo pubblico, applaude ai musicisti che condividono il palco con lui, ringrazia e continua il concerto suonando i 4 brani più conosciuti di “Uomo Donna” del 2017 (“sogno l’amore”, “meglio”, “la guerra di baci”, “fiore mio”) e chiude con “perdutamente” tratta da “Ecce Homo”, esordio discografico del 2012, prima di regalarci i 3 brani che comporranno il bis che saranno l’apice della serata. “vivo”. Quando alla fine di gennaio Andrea Laszlo De Simone ha cominciato ad essere in heavy rotation su Radio Deejay con questa canzone, verosimilmente qualcosa è cambiato in lui. Un cantautore intimo e riservato come Andrea, che con grande merito si era fatto conoscere diventando la punta di diamante del cantautorato italiano grazie alla bravura e all’eleganza nel trattare le proprie canzoni e le proprie uscite artistiche, è stato di colpo buttato nella mischia delle canzoni pop e della grande esposizione mediatica che la radio di Linus inevitabilmente ti dà. Da quel momento l’autore ha preso le distanze da tutto questo perché, come da lui dichiarato in un post su facebook, dominato da un senso di timore. Fatto sta che Vivo rimane la canzone più famosa e una delle più amate della sua discografia, e stasera suonata con i musicisti che compongono la sua orchestra, rimane l’unico modo per apprezzarla appieno nella sua semplicità. “dal giorno in cui sei nato tu”. Mai suonata dal vivo. Prima volta assoluta stasera a Roma. La cosa più bella, toccante, intima, commovente ma soprattutto vera che Andrea Laszlo De Simone ci abbia mai regalato. La dedica ai suoi figli, ci dice che l’ha scritta con loro. Si capisce che l’ha scritta per loro. Penso all’abbraccio dei miei figli e mi commuovo. “vieni a salvarmi”. La dedica è per Edoardo, un suo amico di infanzia, il quale ha pensato bene molti anni fa di regalargli un microfono e un sintetizzatore. Grazie a lui, dice, tutto questo non sarebbe stato possibile. E attacca con la canzone perfetta per chiudere un concerto perfetto. Un brano che ti lascia senza fiato, che finisce e ricomincia, che chiude tutto, lascia uno piccolo spazio e ci si infila di nuovo. E poi quando termina, quando le luci si accendono e capisci che per stasera basta così, ti senti appagato. E ti rendi conto che è stato bello esserci. E che è stato bello conoscerlo un po’ di più anche stavolta.

Marco Andreoni
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