zZz @ Init [Roma, 25/Marzo/2009]

444

Hanno cominciato in uno scantinato e con un organo da chiesa costato 50 dollari. Oggi, sono sugli schermi di mezzo mondo con il video di ‘Grip’, rivisto e corretto per lo spot di una nota industria automobilistica di casa nostra. Nel frattempo hanno girato in tour con Fatboy Slim ed Happy Mondays, sono usciti due album, qualcuno li ha definiti “fuffa”, qualcun altro “both innovating and captivating” (Spin Magazine). Se è innegabile che abbiano un buon fiuto per il marketing (complice la vittoria del “Best International Music Video” con ‘Grip’), è altrettanto vero che dal vivo gli zZz sono tutt’altro che pacchiana nu-new wave.

Amsterdam, 2001. Björn Ottenheim e Daan Schinkel mettono insieme “a simple drum kit”, il suddetto organo, qualche gadget elettronico e cominciano a suonare in cantina. Il risultato – garage per definizione – è uno psychobilly elettrico, ballabile, viaggione e ovviamente molto, molto sporco. ‘The Sound Of zZz’ (Howler, 2005) è Jim Morrison senza bad trip, Spaceman 3 versione dancefloor, niente di troppo originale, ma catchy al punto giusto da farsi ben volere dal NME. Il seguito arriva nel gennaio scorso, per la Anti: ‘Running With The Beast’ suona immediatamente meno casuale e meno ruffiano. Più variazioni sul tema (la new wave) – dal dark alla mutant disco al synth pop – e più variazioni timbriche della voce – da Elvis (Presley) a (Elvis) Costello passando per Ian Curtis. Ma senza dimenticare il caro, vecchio lo-fi. A giudicare dal video di ‘Loverboy’, i due non possono che essere dei simpaticoni. Ottimisti e fiduciosi, marciamo verso l’Init.

S’era mica detto più puntualità in via della Stazione Tuscolana? Ma stavolta è colpa delle abitudini tutt’altro che svizzere (anzi qualcuna si) del duo, che fa il sound check addirittura col pubblico in sala e se ne va a cena già in clamoroso ritardo. Gli zZz non sono sul palco prima di mezzanotte (e senza gruppo spalla a precederli), ma sono comunque ben accolti da un pubblico decisamente più numeroso del previsto. Dalla batteria, Ottenheim si presenta, e constatiamo che la pronuncia è proprio “come jazz in francese, ma senza la  “j” e la “a””. Assetto da combattimento – fascetta in testa per il batterista e organo con tastiera tripla a incastro per Schinkel – e aggressione immediata dei presenti, con 2/4 frenetici ed elettro-percussionismo ossessivo del tastierista, già in viaggio da molto prima dell’inizio del concerto. Gli zZz sono i figli beat dei Suicide, un pasto gustoso a base di kraut(i) e Copelandya secchi, garage psichedelico per muovere le chiappe, anche solo col pensiero. Solo la sporchissima  triade  noir  ‘Ecstasy’ –  ‘Sign Of Love’ –  ‘Lover’ basterebbe per convincere gli scettici sulle formazioni a due, sulla ripresa della new wave (alle dovute condizioni) e sulle droghe (leggere?), che, almeno in questo caso, qualcosa di originale e intenso può ancora venir fuori. Nascosto in un cappello, Schinkel smonta e rimonta le sue tastiere, usa lo scotch per creare un “bordone” coi tasti e più avanti – in pieno delirio sintetico – salirà anche sull’organo per avvalersi di un synth fino ad allora rimasto nascosto. Ottenheim parlotta col pubblico, stupendosi per l’accoglienza – in effetti piuttosto calorosa – riservatagli, suda tutto l’alcol ingurgitato a cena e si trasforma da crooner a Jon Spencer senza mai venir meno al ruolo di batterista convulso. Ce n’è per tutti i gusti: le caramelline acide di ‘Sweet Sex’, il soul etereo di ‘Amanda’, lo space blues (neologismo) del singolo da spot, il ‘Lalala’ sixties per chiudere in allegria la prima parte del set. Nel bis, la lunga coda di ‘Goodspeed’ (se non erro) diventa la possibile sonorizzazione di ‘Paura e delirio a Las Vegas’, complice l'(ab)uso della costruzione infernale del tastierista, fascinoso smanettatore isterico del suo spacelab.

Sporchi, aggressivi, chiaramente fattoni e probabilmente anche alcolizzati. I nipotini di Martin Rev sono piaciuti a tutti. It’s (not) only rock’n’roll but we like it.

Chiara Colli

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here