Zu + Bachi Da Pietra + Jealousy Party @ Auditorium Flog [Firenze, 2/Aprile/2009]

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Soddisfazione stordimento e goduria, con queste parole si può descrivere la serata all’auditorium Flog di Firenze, e dire che in cartellone ci sono delle band non digeribili: Jealousy Party, Bachi Da Pietra e Zu. Nonostante Firenze sia una nota città fossile, già dalle 22 la pista del club fiorentino comincia a popolarsi, molto prima dell’inizio dei concerti; il palco, è completamente occupato da ogni tipo di strumentazione,  e attira l’attenzione dei pochi che si sono già sistemati nelle prime file. Intorno alle 23, I Jealousy Party, attaccano, ed è subito un bagno di rumore scattoso e contorto; sarà così per il resto del loro set di mezzora circa. Non conoscendo questo collettivo fiorentino, l’impressione che ne traggo è più che positiva, musica difficile, riconoscibile tale solo a tratti, destrutturata e stuprata, ma soprattutto, assolutamente non noiosa.

Per l’esibizione dei Bachi Da Pietra, lo spazio necessario, è solo una piccola porzione di palco sulla destra, in quanto utilizzano solo chitarre e percussioni. Lo definiscono minimal blues, la differenza di toni e volumi, rispetto al caos generato dai Jealousy Party, è enorme; Giambeppe Succi, sussurra e si divincola davanti al microfono, la sua interpretazione dei brani, dal vivo come su disco è molto teatrale. Bruno Dorella, scandisce con timpano rullante e ride, il tempo del loro live set; nonostante l’estrema particolarità dei loro suoni e la location troppo ampia per un loro concerto, i Bachi ipnotizzano la piccola folla che si è radunata in questo lato del palco. La scaletta predilige le canzoni del loro ultimo disco ‘Tarlo Terzo’ e alcuni pezzi da ‘Non Io’; il loro set è di durata ridotta, ma denso di pathos e molto apprezzato dal pubblico che gli regala un lungo applauso finale.

Siamo in cima alla lista, tocca agli Zu, Italiani sempre meno tali e sempre più internazionali, a dare il colpo finale a quello che ormai è un numerosissimo pubblico che rimepe la pista del Flog. Sono sempre gli stessi, Pupillo e co., suonano con la stessa umiltà degli esordi ma con la carica raddoppiata, da una gran bella uscita come ‘Carboniferous’ e dagli innumerevoli concerti all’estero. Proprio sull’ultimo disco si basa tutto il concerto dei romani, suonano quasi tutto l’album, creando dei momenti di pausa per riprendere fiato solo con dei saltuari sampler, che partono tra un pezzo e l’altro. Il pubblico ci mette un po’ a scaldarsi, e come dargli torto, destrutturazione ritmica e pesantezza è ciò che esce dall’impianto (non adeguato, purtroppo consuetudine del Flog) dell’auditorium; i tre non sbagliano una nota, si incastrano perfettamente l’un con l’altro perennemente amalgamati, e pezzo dopo pezzo l’energia sprigionata tra pubblico e band cresce, tanto che verso la fine sia Jacopo Battaglia (batteria) che Luca Mai (sax) si concedono degli urli liberatori. Ormai la festa del rumore si avvia alla conclusione, ma su gli ultimi pezzi, il pubblico ormai carico, crea improvvisamente, un pogo che coinvolge le prime file. Per gli Zu l’underground italiano è ormai un ricordo, tale traguardo, è stato raggiunto da loro, prima all’estero che in patria, come troppo spesso succede ancora. Ma la risposta di pubblico che la band capitolina ha avuto questa sera, è la riprova che il talento e la loro determinazione, li stanno ripagando di anni e anni di sudore versato sugli strumenti, Zu³.

Gilles Regoli

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