Zen Circus + Edda + Nobraino + The Crazy Crazy World Of Mr Rubik @ Fuochi Nella Notte [Genazzano, 23-24/Aprile/2010]

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Non c’è che dire, quest’anno gli amici di Genazzano hanno proposto gruppi di spicco dell’indie italiano per l’ottava edizione di Fuochi Nella Notte. Negli scorsi anni, presso la piazza di S. Giovanni posta sotto il magnifico Castello Colonna (XI secolo), abbiamo potuto apprezzare Ginevra di Marco, Daniele Sepe, gli Ardecore e molti altri. Ma quest’anno, per commemorare il 25 aprile ‘010, i ragazzi dell’Associazione Saltatempo si sono superati, grazie ad un congruo budget a disposizione che gli ha consentito di osare di più tentando il grande salto oltre l’asticella, puntando direttamente alla grande abbuffata. E v’è da dire che ci sono riusciti, come sempre d’altronde, migliorando il loro “score”. L’unica nota storta, come purtroppo nelle ultime edizioni, è stato il tempo, fattore palesemente esogeno. La pioggia ha obbligato l’efficiente macchina organizzativa a spostare in fretta e furia la location al riparo, proprio in una delle tante dimore che fu dei Colonna, utilizzando, per il concerto, la stupenda sala attrezzata a mo’ di anfiteatro.

Venerdì 23 aprono John Canterbury (chitarra basso voce), Ufo Bad Jerry (piano voce) e Big Bordella (batteria) ovvero i The Crazy Crazy World Of Mr Rubik, un trio bolognese che propone un rock bizzarro, elettronico, minimale, compatto ed allo stesso tempo armonico che ci introduce nel folle mondo di Mr Rubik, lo stesso Rubik, forse, che ha inventato il cubo magico e di conseguenza ha fatto “intrippare” milioni di adolescenti tra cui il sottoscritto. La tridimensionalità che evocano con i loro pezzi, con le strofe incastrate tra loro attraverso fitte sequenze di botta e risposta tra Jerry e John (e viceversa) è pazzia pura ma con una logica. I TCCWOMR sono istrionici: ci divertono e ci fanno danzare con le tracce pop tratte dal loro album d’esordio (‘Are You Crazy Or Crazy Crazy?’) ‘1st Step The Crazy Crazy Lesson’, ‘Tic Tic Tac’ ma, contemporaneamente, ci inquietano con la lacerante ‘Tum Tum Pa Tu – Tum Tum Pa’ e l’epica ‘Te L’Aveva Detto Ieri Vincenzo Zappa’. Dopo più di un ora di spettacolo, sul finale, eseguono anche alcuni pezzi degli Eveline, altro progetto molto apprezzato all’estero e nato sempre a Bologna nel 2002, in cui militano Big Bordella e John Canterbury.

La serata si è scaldata a dovere quando i romagnoli Nobraino si palesano ai nostri occhi. La band “pop, folk elettroacustico dal sapore autoriale”, rivelazione del MarteLive 2008, conosciuti ai più grazie all’apparizione nel programma della Dandini “Parla Con Me” invadono fisicamente lo spazio riservato al pubblico, un po’ perché numerosi, un po’ perché il “moicano” Lorenzo Kruger si sgomitola avanti e indietro nella sala sino a sporgersi (pericolosamente) da una finestra che si apre sul piazzale del Castello e raccogliere gli applausi di chi sta gustandosi un panino nello stand gastronomico posto li sotto. E via con canti, danze e pogo a go-go! Ora guastatore, ora sabotatore Kruger perde spesso l’equilibrio e cede sotto il peso dei giovani scalmanati che gli tendono vere e proprie imboscate sgambettandolo o entrandogli a gamba tesa. Ma il burlone ricambia senza troppi complimenti e nel frattempo canta senza perdere il tempo e senza farsi prendere da alcun tremolio vocale. Attira l’attenzione al centro della sala per poi ripartire improvvisamente correndo e seminando il manipolo di ragazzini sotto le note di ‘I Signori Della Corte’, ‘Narcisisti’, ‘Bifolco’, ‘Le Tre Sorelle’, ‘La Giacca Di Ernesto’ e molti altri pezzi tratti dall’ultimo album ‘No USA! No UK!’ (prodotto sotto la supervisione di Giorgio Canali ed uscito in questo mese).

Chissà se gli art director della manifestazione, si siano resi conto dell’evidente e simpatica coincidenza: alla domanda ‘Are You Crazy Or Crazy Crazy?’ dei TCCWOMR, i Nobraino hanno risposto gridando “Io non sono matto!”. Forse è questa la ragione che contrappone gli emiliani ai romagnoli? Mah!

Sabato 24 si apre invece in maniera pacata. Arrivo leggermente in ritardo a causa di una grappa di troppo consumata qua e la con qualche vecchio compagno di merende. Ad attendermi c’è Stefano Rampoldi, alias Edda che, dopo l’esperienza con i Ritmo Tribale ed una lunga pausa durata circa tredici anni, è ritornato un anno fa con il suo primo album da solista ‘Semper Biot’, che in milanese significa ‘sempre nudo’. Non sembra affatto una scelta artistica quella di Stefano o Edda che sia: si mostra per quello che è, vuole gustarsi tutto ciò che lo circonda, è affamato, vuole scoprire perché curioso. Domenica ha persino documentato con un video il gig genezzanese con l’aiuto del chitarrista Andrea Rabuffetti che l’ha ripreso con una videocamera per i vicoli di Genazzano. Ma questa sera è ancor più nudo ed a nostra completa disposizione, seduto su una sedia, con addosso un paio di bermuda e una felpa come a dire “beh, questo sono io, ogni santo giorno. Nulla di stupefacente”. Minimale e con voce spesso androgena affonda le sue rime nei nostri cuori con un raffinato intimismo. Il pubblico è seduto per terra, raccolto in votivo silenzio di fronte all’immenso songwriter, innanzi ai pezzi più amati ‘Io E Te’, ‘Milano’, ‘Yogini’ e ‘Uomini’.

La serata si conclude col terzetto pisano Zen Circus. Nulla da ridire: sono simpatici e ruffiani al punto giusto tanto da meritarsi gli applausi e gli insulti del pubblico agevolati naturalmente dal nome del loro ultimo album ‘Andate Tutti Affanculo!’. Il batterista stasera tenta l’impossibile: suonare su una batteria che non c’è: rullante, timpano, charlie e crash. That’s all. Complimenti, perché il suono è comunque pulsante e profondo. Un punk-folk “ironico e dissacrante” come solo i toscani possono suonare. E il pubblico ci casca, in senso buono chiaramente, intonando, una dopo l’altra, le strofe di ‘Figlio Di Puttana’, ‘Andate Tutti Affanculo’ fino a quelle di ‘Canzone Di Natale’ con cui si congedano lasciandosi dietro l’adrenalina di chi ha vissuto due splendidi giorni di ottimo indie-rock italiano nella fantastica e brulicante provincia romana.

Andrea Rocca