Zen Circus @ Circolo degli Artisti [Roma, 19/Dicembre/2009]

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Notte ghiacciatissima, notte di Natale, quasi da stalla al freddo e al gelo per il concerto dei pisani Zen Circus, che hanno fatto il botto con il nuovo album ‘Andate Tutti Affanculo’. (I fumatori sopratutto). Mi aspetto la folla che detesto, ma ci vado lo stesso perchè mi piacciono. Mi piace la loro melodia, il power pop di brani come ‘Vent’anni’ e ‘Beat The Drum’, il country math rock alla Violent Femmes di ‘Dear Penfriend’, mi piace il loro miscuglio cinico tra new wave, punk e cantautorato italiano. E quindi affronto la folla. E il Circolo, che fagocita chiunque.

Ma prima c’è da parlare del gruppo spalla, toscani anch’essi almeno a giudicare dall’accento, i Criminal Jokers che nella loro mezz’ora concessa hanno fatto capire che son bravi. Trio indie rock molto selvatico e virulento con cantante/batterista, ma più che batterista diciamo percussionista, in piedi, su due toms e un rullante. Davvero ottimi, anche loro per certi versi e per alcune parti somigliano ai Violent Femmes. Ma perchè il cantante cerca in tuti i modi di assomigliare al cantante dei Placebo? Non ce n’era bisogno. In ogni modo ottima prova.

Il Circolo va riempiendosi di avventori, amici, facce note, fumanti e con prole. La band sale sul palco sull’intro del glorioso inno Italiano e vengono accolti con un boato dal pubblico, segno che sono delle star. Ci siamo. Quale sarà la prima canzone che tutti conosciamo a memoria e che abbiam solo voglia di cantare? ‘Gente Di Merda’. I fumatori, sia chiaro. E’ davvero appropriato il ruolo da cazzoni dei Zen Circus, cazzoni come cantano, cazzari come stanno sul palco e interagiscono con le loro scemenze. Ma quel che vale per noi sono le canzoni che son quasi tutte dal nuovo album, tranne ‘Punk Lullaby’, ‘Vent’Anni’, cantata da tutti, così come ‘Figlio Di Puttana’. Un fumatore al mio fianco. Soprattutto sulle parti strumentali i ragazzi fanno capire che gli strumenti li sanno tenere come in ‘It’s Paradise’ dove si lanciano in un’arroventata coda finale elettrica, devastante. Le altre canzoni non subiscono molte modifiche rispetto alle versioni in studio, ma son belle di loro come ‘L’Egoista’ e la splendida title track, davvero il capolavoro, per me, del gruppo. Bella anche la cover di ‘Wild Wild Life’ dei Talking Heads, decisamente in vestigie meno new wave e più punk. Ma la canzone che tutti aspettano è ‘Canzone Di Natale’ ed eccola infatti che arriva sul finale: un gioiello per testo e musica. E forse si potevano risparmiare la tamarrata finale con il cantante modello Iggy Pop che si fa trasportare sulle mani del pubblico per tutto il Circolo e il batterista che sfascia il suo drum kit. In ogni modo, gli Zen Circus hanno dimostrato stasera di essere una delle migliori band di questa nazione. Per canzoni, strumenti in mano, e presenza scenica. Concerto finito, il Circolo sputa fuori il suo pubblico, io ho il tempo di prendere il CD, di farmi venire le labbra viola mentre torno alla macchina e di dire addio al Circolo. E non solo a lui.

Dante Natale