Zanne Festival @ Parco Gioeni [Catania, 16-19/Luglio/2015]

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Quel che accade a Catania oramai da tre anni è semplicemente indescrivibile. Zanne Festival ha portato nella costa est siciliana qualcosa che semplicemente prima non c’era: un grande festival, con ospiti internazionali, di alta qualità e con una organizzazione impeccabile. Già con le prime due edizioni, l’associazione Kizmiaz aveva fatto ben capire quale fosse il vento, dando ampio spazio sul cartellone ad artisti di razza come Jon Spencer Blues Explosion, Swans, Back Rebel Motorcyle Club e Calexico. Le piccole pecche di cui ha sofferto la manifestazione etnea negli anni scorsi sono state progressivamente risolte, con l’unico problema che trovare un parcheggio nei pressi del Parco Gioeni (il teatro dell’evento) è particolarmente complicato, ma anche su questo gli organizzatori di Zanne c’hanno sorpreso con una navetta gratuita che parte dal centro di Catania e accompagna il pubblico davanti ai cancelli dell’evento. Seppur ormai nel DNA dell’evento, la location non mi ha mai entusiasmato molto, anche se devo riconoscere che è decisamente adatta per il tipo di evento e in fin dei conti Catania non avrebbe molte alternative. Quest’anno ho cercato di conciliare gli orari lavorativi con gli orari del festival, ma a causa della meravigliosa puntualità che lo Zanne ha tenuto, mi sono praticamente perso le band che si esibivano nella prima fascia serale. Questo live report sarà quindi parzialmente mutilato.

L’apertura delle danze spetta ai Balthazar: musicalmente onesti, avvolti in una incantevole vena pop che lascia ampio spazio a brani orecchiabili e a una esibizione composta ed elegante che a tratti ricorda la compostezza dei dEUS. Ma il folto pubblico di stasera non è qui solo per loro, anche se segue lo spettacolo con attenzione ed entusiasmo. Dopo poco più di mezzora dalla fine del set dei Balthazar salgono sul palco i FFS, inedito progetto che vede coinvolti gli Sparks e i Franz Ferdinand. L’atmosfera si riscalda velocemente, sul palco va in scena un vero e proprio spettacolo che sembra quasi un’operetta rock. Le pochissime canzoni dei FF vengono eseguite con un mood diverso, palesemente al di sotto dei BPM originali ma non perdono per nulla intensità. I brani degli Sparks, anche questi elargiti con il contagocce, regalano al pubblico dello Zanne dei grandi momenti. Inutile dire che i brani estratti dal loro ultimo disco hanno rimarcato ancora una volta l’incredibile alchimia che i due progetti musicali sono riusciti a creare. Il momento migliore della serata? L’esecuzione di ‘The number one song in heaven’.

La seconda serata parte con gli Ultimate Painting che hanno l’ingrato compito di suonare davanti a una platea semi deserta: onesti ma evitabili. Subito dopo Dead Brothers. Aprono lo show mascherati, con suoni delicati, appena percepibili, quasi inquietanti. Ho avuto modo di conoscerli musicalmente con questa esibizione che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso e soddisfatto. Il pubblico sembra gradire e la fine dello show in mezzo al pubblico in unplugged è convincente e riesce a dare una dimensione fisica diversa allo show. Ma il meglio della serata deve ancora venire. A Place To Bury Strangers alle 22.30 circa salgono sul palco. Atmosfera acida, suoni e distorsioni fluttuano sulle teste dei presenti. Nessun accenno di pogo (per fortuna) ma orecchie e occhi attenti. Non solo un concerto ma un’esperienza sonora rumorosa e intensa. Oliver Ackermann e soci si ispirano palesemente a The Jesus and Mary Chain, ai Cure e agli Spiritualized con i quali condivideranno il palco proprio questa sera. La loro musica mi sembra un rincorrersi di espedienti furbi inscenati magnificamente per nascondere la mancanza di idee. Il finale però è con il botto e di grande effetto: vedo Dion Lunadon correre in mezzo al pubblico con il basso in mano per arroccarsi dalla parte opposta dall’area live dov’è presente la Playloud creata da Orlando, storico produttore di amplificatori artiginali. Dal nulla tirano fuori drum machine, luci e collegano gli strumenti al bizzarro amplificatore Orlando. Seguono i quindici minuti più infiammati dello show con una jam session che porta alla parziale distruzione degli strumenti musicali. Band furba e dimenticabile, ma esibizione eccellente. Il momento più atteso della serata è indubbiamente quello degli Spiritualized: atmosfera sognante, palloncini ovunque e giochi di luce onirici. Jason Pierce immobile davanti al suo microfono conduce impassibile lo show della band. Se dovessi giudicare lo show della band inglese dalle interazioni con il pubblico sicuramente il voto non sarebbe particolarmente favorevole, ma la qualità e la precisione dell’esecuzione, abbinato a dei grandi brani, non fanno altro che consacrare nuovamente una band e un personaggio fondamentale come è appunto Jason Pierce.

Domenica sera è probabilmente il momento che aspettavo con più ansia. Arrivo nel momento in cui i Timber Timbre salgono sul palco. Esibizione eccellente sotto tutti i punti di vista, Taylor Kirk si erige davanti al pubblico dello Zanne Festival come un messia, con sobrietà e precisione trasforma il pubblico catanese in una massa di occhi attenti e orecchie fameliche. Non c’è nulla di sbagliato nella loro esibizione, classe ed eleganza da vendere, penalizzati solo dal poco tempo concessogli sullo stage. Probabilmente tra i più attesi di questa edizione di Zanne e sicuramente la migliore esibizione in assuluto. Il gran finale dell’evento è affidato ai Godspeed You! Black Emperor. Un viaggio sensoriale, la colonna sonora di un’apocalisse. La loro presenza sul palco è pura formalità: luci spente, rapidi fari bianchi e proiezioni sullo schermo alle loro spalle. Descrivere un live della formazione canadese è inutile. Chiamarlo live set è riduttivo, chiamarla esperienza è fuorviante. Zanne Festival non è il festival che mancava a Catania, è semplicemente il festival di cui avevamo bisogno e che completa l’offerta musicale siciliana con il festival per eccellenza della west side, Ypsigrock. Line-up coraggiosa e di altissima qualità, eterogenea e macchina organizzativa eccellente. Quest’anno Zanne ci lascia con i timpani ancora roventi e con una buona notizia: 22, 23 e 24 luglio non prendete impegni, Zanne colpirà ancora.

Johnny Cantamessa

Foto dell’autore

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