You Say Party! We Say Die! + Cat Claws @ Circolo degli Artisti [Roma, 21/Novembre/2007]

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Eccomi di nuovo al Circolo questa volta di mercoledì sera. In apertura i romani Cat Claws ci intrattengono e mentre li ascolto ballicchiando sotto il palco mi ritrovo accanto ad una ricciolina in parka allucinante anni ’80 e scarpe argentate. È Becky Ninkovic che poco dopo, animerà la serata del club con la sua energia contagiosa. Becky insieme alla tastierista Krista Loewen, Stephen O’Shea, Jason Nichols e Carissa Ropponen sono in arte YSP!WSD!, una band indie di Abbotsford, vicino Vancouver in British Columbia che in questi ultimi mesi si trova in giro per il mondo a “spingere” il suo secondo album ‘Lose All Time’.

YSP!WSD! rappresentano in parte la scena indie canadese anche se diversamente da altre band più o meno conosciute il loro sound si mantiene essenzialmente e, perdonatemi, banalmente rock. Promossi come uno dei gruppi del genere più esplosivi degli ultimi tempi, YSP!WSD! sono una via di mezzo tra una band rock e una dance punk band. Hanno tutto: una bella voce, completa di presenza trascinante: Becky si agita incessantemente sul palco camuffata da streghetta, mantello di raso blu sulle spalle e un’energia tutta ginnica che la porta fino a sotto il palco a pogare in mezzo alla gente. Sembra di assistere a una performance della “vecchia” Heater Parisi a cui Becky non ha nulla da invidiare mentre si esibisce in spaccate e stretching di vario genere senza perdere mai la voce. Alle sue spalle un batterista assennato scandisce un tempo che è per l’appunto molto rock, e poi un chitarrista e un bassista che si prodigano in tappetoni trascinanti il tutto abbinato alle tastiere di Krista Loewen decisamente “soft” per una band etichettata come punk electro. Di punk in effetti hanno ben poco e di electro hanno tastiere che ogni tanto si concedono timidi assoli. È comunque piacevole starli a sentire, sono completi e orecchiabili ma in fin dei conti troppo “normali” considerando il fatto che in Canada esistono realtà molto più sperimentali e veramente electro punk, talmente punk da non essere classificabili, come i “freakiest local act” ovvero i più frikky della scena, cioè i Les George Leningrad, o ancora Lesbians On Ecstasy che producono electro “per gay” dai groove incalzanti e il punk “rumoroso” degli Aids Wolf di Montreal.

Raffella Bordini

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