Yawning Man @ Wishlist [Roma, 25/Maggio/2017]

244

Manca poco alla mezzanotte quando le prime note di ‘The Secret Language of Elephants’ introducono il quartetto statunitense ad una platea che per l’occasione si presenta (finalmente) in numero accettabile nel fiammante Wishlist di San Lorenzo. La struttura del brano che alterna parti morbide a robusti stacchi di forte impatto sonoro, è così diversa dalla versione in studio da catturare in modo magnetico l’attenzione. L’essenza della musica degli Yawning Man è racchiusa proprio in queste semplici regole: sperimentare, “jammare” e sorprendere per non ripetersi. La scaletta scritta a mano da Mario Lalli pochi minuti prima dell’inizio, testimonia appunto la voglia dei quattro di cambiare sera dopo sera per non restare imbrigliati in una mortale routine. La musica, completamente strumentale, impreziosita da una tecnica raffinata e da una precisione che non ammette sbavature, trasporta in luoghi lontani, evoca la forza di quella natura dove questa band amava esibirsi agli esordi; in mezzo a sterpaglie con qualche amico e una cassa di birra. Da quei tempi sono passati trent’anni ma il progetto è in continua evoluzione, ora con Dino, figlio di Mario Lalli, il suono raggiunge una nuova dimensione e lascia il fantastico Gary Arce libero di armeggiare con i suoi effetti tanto numerosi quanto particolari. Un sound ricercato, impossibile da paragonare o etichettare, gli Yawning Man sono una band unica, apprezzatissima da chi la conosce ma colpevolmente ignorata dalla massa. In un’ora circa, pescando qua e là dall’esile discografia, verranno eseguiti ad una platea silenziosa, attenta a gustarsi uno spettacolo rarissimo nel suo genere, otto brani, tra cui anche un estratto dall’ultimo lavoro dei Ten East, band alla quale sono strettamente imparentati, ‘Skyline Pressure’. La bestemmia di apprezzamento che viene pronunciata alle mie spalle, è la ciliegina sulla torta, la massima espressione di gradimento che solo a Roma si può comprendere. Iniziata con due valide entità locali, i The Flying Madonnas ricevono l’approvazione di Mario Lalli in persona, “Alex, check them out, they are really good, really!”, la serata che il temporaneo blackout riempito da una serie di randellate sui tamburi da parte di Bill Stinson, non è riscito a rovinare, termina con i sorrisi di tutti i presenti, compresi i gestori del locale che avranno sicuramente assistito ad uno dei migliori eventi della gestione stagionale.

Alessandro Bonini

Foto dell’autore

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here