Yann Tiersen @ Villa Ada [Roma, 15/Luglio/2010]

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Sold out a Villa Ada per il concerto di Yann Tiersen, conosciuto da molti grazie alla composizione delle colonne sonore di film come “Il favoloso mondo di Amelie” e “Goodbye Lenin”. Un artista che è riuscito a riempire il vasto spazio concerti del laghetto. Un fatto, questo che fa già capire la curiosità che si è creata intorno a lui da parte di chi lo conosce poco e la schiera di “esperti” che ha voluto ad assistere ad un’esibizione che si preannunciava diversa dal solito. Per chi infatti ha pensato di assistere ad un concerto “classico”, magari eseguito con gli strumenti più usati da Tiersen, quelli con cui si è fatto più conoscere per intenderci (la fisarmonica o il piano), si è trovato nel bel mezzo di un vero e proprio concerto rock, a tratti elettronico e con moltissime parti “rumorose”, tipicamente noise.

Ma andiamo con ordine: alle 21 e 30 il concerto si apre con gli ottimi This Harmony, band che unisce il progressive rock alla musica classica usando per dirla in modo pratico, al posto della linea vocale principale, il violino. Hanno veramente dato il meglio di loro stessi e nei circa 40 minuti di esibizione hanno esaltato il pubblico sempre di più in un crescendo molto intenso: succede, quando dei musicisti uniscono la bravura e la capacità tecnica al trasporto del rock più accattivante. Degno di nota poi è un brano suonato quasi esclusivamente dal violinista che intreccia “in loop” diverse tracce grazie ad una loop station che memorizza ciò che il musicista suona e lo ripete all’infinito. Dopo aver sovrapposto circa una quindicina di tracce riuscendo a tenere incollati gli spettatori su di lui, si aggiungono basso, chitarra e batteria per il gran finale: davvero molto bravi.

Poi è la volta di Tiersen e la sua band. Sul palco noto chitarre elettriche, basso e batteria, mandolino, violino, tastiera e persino uno splendido moog. Il sound ha una base tipicamente rock, ma lascia spazio alla musica d’atmosfera, all’intreccio di riff di chitarra anche distorti e il violino. Si sente l’influenza di artisti che per stessa ammissione di Tiersen lo hanno fatto innamorare del rock, ossia Nick Cave e i Joy Division. La voce è sospirata, raramente protagonista nei brani che sembrano invece dare più spazio all’elettronica delle tastiere, alle basi mandate in sottofondo dal PC, e alle modulazioni del suono del moog. Yann Tiersen ringrazia timidamente alla fine di ogni brano senza mai aggiungere altro. Eseguono tanti pezzi tra cui ‘Count Down’, ‘Dust Lane’, ‘Dark Stuff’, ‘Till The End’, ‘Palestine’, ‘Amy’, ‘Wire’, ‘Fuck Me’, e naturalmente dopo la “finta” di rito suonano nel bis ‘Quartier’ e concludono con ‘Amelie’. Una conclusione a dir poco esplosiva, in cui le distorsioni, le vibrazioni dei bassi, i fischi alienanti del moog e il disordine ben calibrato della batteria si incastrano toccando livelli di rock estremo, sperimentale. Una serata quindi all’insegna della commistione tra strumenti classici come il violino (lo stesso Tiersen esegue diversi brani “in solitaria” per poi essere seguito dagli altri della band e il loro sound decisamente rock) e del noise d’atmosfera eseguito con sonorità che raramente vengono accostate dal vivo, eccetto i più recenti esempi di band che tirano fuori qualcosa di nuovo, andando oltre la semplice impostazione rock fatta da basso, chitarra, batteria, voce (penso ai Sigur Ros). Il polistrumentista Yann Tiersen invece ha mostrato tutta la sua professionalità attraverso questo progetto con il quale sembra divertirsi e voler divertire il suo pubblico attraverso la musica.

Marco Casciani

5 COMMENTS

  1. ha lasciato delusi quel pò di pomicioni che speravano di tubare sulle lievi note di Amelie.
    Anche fosse solo per questo, gran concerto..

  2. Ehm.. no! hai capito male… ho scritto che i Sigur Ros vanno oltre la semplice impostazione rock! Dai tra un po’ hanno anche quello che suona il triangolo distorto!!! 😉

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