Yann Tiersen @ Velvet [Rimini, 27/Novembre/2010]

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Lo dico subito così mi tolgo il pensiero: mi son piaciuti di più Lonski & Claßen. Il set di Tiersen è vivido e vitaminico e il suo quintetto sul palco sembra davvero una squadretta di calcetto di mercoledì sera, motivata ed agguerrita. Un concerto comunque di fatto non privo di sontuosità, densità e reminiscenze vagamente affini ai signori Crimson & Floyd, per non citare altri loschi professorini più à la page e meno attempati. Però, ragazzi miei, a me il cuoricino non si scalda. Sarà che stasera a Rimini fa più freddo che a Berlino, chissà. Vero invece che qualcosa a livello nervoso e muscolare reagisce, perché mr Lenin e compagni, a parer mio, si dimostrano più competenti in materia di chirurgia che di banalissimo calore umano tout court. E spingono, scalpellano, scavano in quella direzione, seguendo un vettore di direzione opposta alla superficie e dritta verso il nocciolo di fusione del pianeta. In tutto questo ribollire non mancano alcuni efficaci e calibrati squarci di vuoto, assenze di spessore e consistenza in favore di alcune scudisciate di violino e decompressioni, depressurizzazioni dell’onda d’urto che hanno l’effetto di bolle d’aria che si rompono sulla superficie borbottante del magma elettrico. Però, nel complesso, al di là dell’effetto piacevolmente detonante di alcune cavalcate ritmiche e le impennate stupefacenti e narcotiche delle chitarre noisyquantobasta per accontentare gli estimatori dei vari Sigur, Blackspeed, gioventù sonica sotto valeriana e teste radio con Hitler hairdo il sangue, ragazzi miei, continua a restare tiepidino. Dei miei vincitori Lonski & Claßen non dirò alcunché se non che nel loro set minimale e a suo modo anche fragile batte forte quel muscoletto rosso bruno fondamentale per ognuno di noi che si impone su tutto il resto e si fa riconoscere – e cercare – più di tutta la materia grigia della terra. E pensare che son tedeschi. Sì, stasera a Berlino fa meno freddo che a Rimini. E Crimson & Floyd sembra proprio il nome di uno studio legale.

Giuseppe Righini