Xiu Xiu @ Salumeria della Musica [Milano, 3/Aprile/2012]

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E’ tornata in Italia per due date la band californiana di Jamie Stewart che valica i confini del post-punk (Joy Division, Cure, Josef K) e fila dritto verso il synth rock, il noise rock e il lo-fi, ma neanche troppo come pare di capire vedendoli dal vivo. Sono in tour per presentare il loro ultimo album ‘Always’, prodotto da Greg Saunier (Deerhof), col quale Stewart spegne le dieci candeline degli Xiu Xiu. Prima del concerto, decido di fare una tappa al mitico Tettuccio, trattoria milanese sita a due passi dalla Salumeria della Musica, che ha mutuato la filosofia culinaria romana più tradizionale al motto del “se magna bene e se spenne mejo”. Non a caso Manuel Agnelli & C., oltre al sottoscritto, sono degli abituè del posto. Vicino al mio tavolo c’è anche Stewart e la sua band. S’ingozzano, sghignazzano e la smilza Bettina Escauriza si fa portare ben due piatti di pasta. Stasera il Milan incontra fuori casa il Barcellona e siamo in pochi alla Salumeria. Verso le 22 salgono sul palco i Mushy, band elettro-wave italiana, che non lasciano granché ai presenti, un po’ distratti: suonano qualche pezzo prima di lasciare spazio a Xiu Xiu, tra l’indifferenza generale.

Iniziano il concerto con ‘Fabulous Muscles’ tratta dall’omonimo album del 2004 e proseguono con ‘Smear The Queen’, ottimo pezzo nel quale Stewart duetta con l’assente Carla Bozulich (co-autrice di quasi tutti i pezzi di ‘Always’). I primi brani sono un escalation di adrenalina malsana sulla quale Stewart recita le proprie nevrosi fino ad aprire, tra l’entusiasmo del pubblico, la cover omaggio alla band di Ian Curtis, ‘Ceremony’. Ma è su ‘I Luv The valley OH!’, che il pubblico si lascia andare intonando qualche strofa. E’ di poche parole Stewart ma riesce comunque a trasmettere tutta la sua energia tramite qualche gesto o parola sibilata al microfono. Prima di uscire dal palco arriva la sublime ‘Frankie Teardop’ presa dal fondamentale repertorio Suicide. E’ su di essa che Stewart, privo di chitarra, fa roteare non solo gli occhi come è suo solito, ma tutto il corpo che assieme al microfono disegnano geometrie su tutto lo spazio che lo circonda mentre la batteria compulsava, il synth pulsante della giovanissima e timidissima Bettina ci ipnotizzano per qualche minuto. Il sound dei Xiu Xiu è decisamente più rock di quanto sembra ascoltando l’album: il live ha superato il supporto sonoro, cosa rara di questi tempi. La post-produzione ha evidentemente affievolito la verve post-punk che questa band riesce a trasmettere vis-à-vis al proprio pubblico. Insomma, un matrimonio tra acustico ed elettronico che riesce alla perfezione grazie anche all’ottima risonanza assicurata dalla Salumeria.

Andrea Rocca