X Factor: il clamoroso rifiuto di Sara Loreni

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La ricorderemo come “colei che per VIRTU’ fece il gran rifiuto”, o così almeno sarà per me, perché quello che ha appena fatto Sara Loreni rappresenterà senza dubbio un “precedente” significativo e difficile da dimenticare. X Factor è, come la maggior parte dei talent show televisivi, un sogno per molti musicisti, per altri il male, per altri ancora un compromesso da dover accettare. La crisi del mercato musicale (prima ancora che globale) ne ha accresciuto il potere, specialmente in un paese come l’Italia, fino a diventare per certi versi l’unica via o quasi per poter ambire a fare qualcosa di concreto nella musica ad alti livelli. Le porte si erano spalancate, bisognava solo fare un passo in avanti ed invece Sara ha preferito ringraziare e rinunciare. Ma non come la volpe e l’uva, anzi… era bastata infatti una sola esibizione per conquistare pubblico e giuria. Quasi tutta la giuria a dirla tutta. Quella ‘Glory Box’ (scelta pregevole peraltro) eseguita con la loop station che Skin nella scorsa puntata aveva liquidato dicendo che di cose così ne ha viste fare “milioni di volte e meglio”, ha invece ammaliato gli altri tre giudici ed esaltato il pubblico. Non mettiamo in dubbio che la leader degli Skunk Anansie ne abbia viste a iosa di esibizioni del genere. Potrà anche essere vero, quello che però Skin non sa, ma di cui si renderà ben presto conto, è che per lo stato in cui versa la proposta musicale mainstream italiana, quella di Sara Loreni è davvero una ventata di aria fresca ed anche di più. Ad un orecchio nostrano più smaliziato magari potrà venire in mente Meg in versione solista, che tuttavia non ha mai davvero fatto “il botto” nonostante gli apprezzabili spunti proposti nel suo percorso artistico fuori dai 99 Posse. Non è un azzardo nemmeno accostarla vocalmente (principalmente per il timbro o l’intenzione a seconda dei casi) ad artiste nostrane più affermate come Levante, finanche a Carmen Consoli, con un approccio stilistico musicale che in realtà proviene da più lontano, come denotano quei rimandi inequivocabili alla magnifica St. Vincent.

Il punto è che in una scena mainstream come quella nostrana, nella quale le heavy rotation delle radio sono infestate da gente tipo Baby K feat. Giusy Ferreri (un minuto di silenzio), tanto per dirne una, la proposta di Sara diventa veramente un candido bagliore di luce fuori dal tunnel, in grado di proiettare il nostro panorama musicale, se non nel futuro, almeno nel presente… quello vero. Qualcosa di cui non vergognarci, come Emma Marrone ad Eurovision, o Il Volo che… lasciamo stare.

E’ da vedere quali saranno gli effetti di questa scelta, le reazioni, le opinioni, le dicerie e tutto il resto. Per me che odio X Factor (pur riconoscendone la diabolica perfezione in termini commerciali) Sara rappresenta ormai una figura accostabile ad una sorta di “Giovanna D’Arco musicale”. Spero solo che non faccia la stessa fine, anche perché sarebbe vergognoso se dai “piani alti” qualcuno volesse farle proprio “terra bruciata” per via di questa scelta audace, ma che è prima di tutto una grande presa di coscienza artistica. Qualcuno magari potrà malignamente pensare “eh sì, così si fa pubblicità…” se così fosse ce ne sarebbe probabilmente almeno uno in ogni edizione, magari il più scarso, non di certo uno dei più acclamati e probabilmente favoriti. Una scelta del genere è solo sinonimo di fedeltà a sé stessi ed alla musica, preferibilmente la propria (non assaggi di cover) specialmente se oltre ad avere una bella voce si hanno anche idee e progetti originali, Sara infatti ha da poco rilasciato ‘Mentha‘ il suo album d’esordio preceduto dal singolo ‘Dovresti Alzare Il Volume’.

Che piaccia o meno musicalmente, che la riteniate più o meno innovativa, Sara Loreni con il suo “no, grazie” a X Factor ci ha ricordato che la musica non è competizione, bensì arte, espressione e condivisione, cosa che i quattro giudici, increduli di fronte a questo gesto, hanno dimenticato, mentre chi guarda e sostiene questo programma (che di artistico non ha nulla) non ha mai saputo e forse ora capirà.

Niccolò Matteucci

Twitter: @MrNickMatt