Wovenhand – Star Treatment

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Cosa fare a Denver quando sei morto. Redenzione, folk etereo, fede, abissi dark e sempre lo spirito dei nativi americani. Alla soglia (quasi) dei 50 anni David Eugene Edwards torna a predicare con l’ottavo album a nome Wovenhand. Probabilmente il disco più “duro”, “fottuto”, “malato”, dell’intero lotto. Per riuscire nell’intento Edwards si è fatto accompagnare alla messa da Chuck French, Neil Keener (entrambi Planes Mistaken for Stars), Ordy Garrison e Matthew Smith (Crime & The City Solution), in aggiunta alla produzione del celebre Sanford Parker (“the man behind the metal”) compiuta negli studi di Steve Albini. Un supergruppo di mestieranti assoluti per uno dei momenti più intensi dell’anno. Visionario e drammatico. Autentica fotografia dell’America odierna. Senza filtri. (ET)

Glitterhouse Records

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