Wora Wora Washington + Management del Dolore Post-Operatorio @ Mads [Roma, 12/Marzo/2010]

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Il calendario segnava ottobre 2002. Più o meno. Iniziava l’avventura. A distanza di 7 anni e mezzo (quasi) siamo ancora qui. E più o meno ci siamo tutti. Un pezzo di vita. 70 collaboratori in 7 anni. Alcuni dei quali (lo zoccolo durissimo) sono sempre presenti ai “party” che contano. Altri – lo zoccolo che duro diventerà presto – arrivano alla spicciolata. Dunque giusto citare gli amici che aiutano, supportano, sostengono quotidianamente Nerds Attack!. Il Mads è tirato a lucido, sarà questo che rende scintillante una serata praticamente perfetta, che vede in ordine di apparizione Marco Ceccobelli e le sue mirabili foto che espone con cura certosina (media affissione 30 minuti a scatto), Dante (non serve aggiungere altro), il Gherardi pronto per il Moulin Rouge, Aguirre che indossa come maglia della salute la vecchia shirt nerdica ed è scortato dai suoi guardiaspalle etruschi, il monumentale Serra pronto all’acquisto eccitato, i giovani rampanti Cascianie Bizzaglia, la sezione rosa con le pioniere Mary Hag e Chiara Federico, alle quali si aggiunge l’ipernerd Chiara(blur) Colli. E ancora il caposaldo, il terminale milanese Andrea Rocca (le fondamenta nerdiche nelle terre del Nord), fino alle recenti nuove entrate Tonazzi e Ravenna. Infine non vanno certo dimenticati gli assenti giustificati, ovverosia gli espatriati Avvisati (Deutschland) e Zazzara (England) oltre al padre putativo Alessandro Bonanni che ci ha raggiunto con un videomessaggio poco prima dell’avvio della festa.

L’acme dell’evento è intorno alle 23. Cioè quando l’onda della gente si fa più presente. E’ il momento del primo gruppo. Dalla terra d’Abruzzo, vincitori ancora freschi della Roma Rock School Competition, entrano i cinque Management Del Dolore Post-Operatorio. Da una “rumorosa” partecipazione in quel di Livorno (Italia Wave 2009) al debutto ‘Mestruazioni’ il passo è stato breve. Come è breve l’intro che introduce il cantante. Rivedono la scaletta dei loro brani rispetto alla sera prima. Più tirati e meno “parlati”. Più noise e meno folk. Intelligentissimo progetto concettuale che assembla CCCP, rock’n’roll, il punk sozzo dei vicoli londinesi post-Sex Pistols, i due generi sopracitati, un certo cantautorato colto (Tenco piuttosto che Battiato) ma soprattutto una dirompente forza d’urto nei testi. Band giovane. Ma non sembra. Il frontman è un’attrazione pura. Prova a volare con le sue alucce d’angelo, urla, si dimena, ispirato, prende a pugni l’aria, mentre scorrono idealmente le immagini di guerre, lobotomie moderne, aborti, morti, piccole e grandi apocalissi del nostro tempo. Piacciono. Convincono. Circoletto rosso.

Qualcuno acquista le nerds-tee, qualcuno le prova e le ordina, qualcuno beve a garganella, flash, mentre il Dj set di Emiliano Colasanti comincia a scaldare i cuori e le chiappe di molti astanti laggiù nella sala alla testa della consolle. Lenti Eventi sotto forma di piccole bamboline, come ai bei tempi, come a quei tempi. Qualcuno discute sulla scena porno norvegese, altri acquistano pezzi di storia in CD, mentre gli Smiths scaldano l’aria. I Wora Wora Washington sono pronti.

Della band lagunare abbiamo detto, letto e scritto tutto, in queste settimane che hanno preceduto il compleanno. Mancava solo vederli live. E dunque posizione sotto-palco si impone. Il power-nervous-elettro-post punk trio è una cannonata in pieno timpano alle due di notte. Asciutti. Secchi, no ma rende più l’idea la parola ASCIUTTI. Senza fronzoli. Senza un cazzo di niente. “Woraaa Woraaa Washingtooooon” è l’urlo primordiale che squarcia la sala. In un’ora ecco l’album ‘Techno Lovers’. Senza pause. Senza sorrisi. Macchine da guerra senza cingoli. Molto più moderne. Molto più chirurgiche. Senza forzature. Senza trucchi e senza inganni. L’essenza del post punk. Quel profumo di vera britannia. Di quella che non c’è e non ci sarà mai più. Incestuosamente copulata a volumi pindarici ed elettro-atmosfera nitroglicerinica. Taglienti. Cerebrali quando il pezzo shoegaze dell’anno entra prima nello stomaco e poi si arrampica al cuore. Ora c’è solo ‘Daisy’. Sono di Venezia, bazzicano Mestre, ma sul palco non c’è traccia di origini geografiche. Eppure come tanti tontolomei siamo sempre alla finestra ad aspettare quell’ennesimo treno made in UK che scaricherà il nuovo gruppetto fasullo, e quindi della minchia, che ci farà gonfiare il pacco di gioia e gridare al miracolo.

Affanculo l’ignoranza e i finti guru spacciatori di fuffa. I Wora Wora Washington spingono ancora verso il gran finale. Ora è sound totale e rutilante. L’urlo sale alto. Il Mads è colmo. Non so neanche io cosa diavolo ho gridato in faccia al palco. “E bravi bravi” non perdona mai. Applausi e giusto assembramento al banco destinato al merchandise. Chi balla, chi sorride, chi passa aggrappato ad una scimmia marina, chi compra, chi tocca, chi strizza l’occhio, chi è amico, chi curiosa. Tutto molto bello. Domani lo racconteremo a Matilde. Che un giorno, forse, scriverà di queste feste. Ricordatevelo.

Emanuele Tamagnini

8 COMMENTS

  1. stamattina, non sono riuscito neanche a digitare la password. Ma TU, come fai? Qual’è il segreto? heheee

  2. Matilde ha risposto “ahuahua” che sono quasi sicura voglia dire “non vedo l’ora che arrivi l’ottavo compleanno di Nerds”.
    Nel frattempo riportiamo i Wora a Roma!

  3. Ma questo MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO??? avevo sentito parlare di loro e del loro inconsueto nome.. Visti per la prima volta l’altra sera alla festa nerd attack. DEVASTATO! veramente un gruppo coi contro cazzi!! credo che presto questo nome diventerà familiare!

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