Wooden Tit @ Traffic [Roma, 15/Novembre/2007]

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Mentre tutto (o quasi) il clan nerdico si reca al concerto dei Liars io e il buon vecchio Manni preferiamo lasciare il grande evento mediatico per andarci invece a gustare il trio blues garage di Asheville, North Carolina. Il progetto di Don Howland già con Bassholes e Gibson Bros ha esordito lo scorso anno per la nostra Hate Records, etichetta dei tipi di Soul Food, tra i migliori negozi a Roma per un certo genere di musica. Anzi il migliore va.

Il Traffic non sarà stracolmo come lo è di solito ma, pur essendo un giovedì sera, un centinaio di presenze si registrano comunque. Aprono la serata i !!!Radars!!! trio romano dedito al punk più caciarone e selvatico. Una 30ina di minuti davvero possenti. Brani veloci, diretti, con un ottimo impatto e un suono ad altissimo volume rendono il loro un concerto davvero godibile. Nulla di trascendentale intendiamoci però live la resa è stata fragorosa. Il pubblico è infatti tutto per loro a fine gig. Tempo di farmi cambiare la birra nel bicchiere e ridiscendo per gli Intellectuals, ma a dire il vero sono rimasto francamente deluso. Un punk molto sixties con tanto di tastiera e due donne su tre a comporre la band. Mi avevano detto meraviglie di loro ma li ho trovati noiosi e ripetitivi. Poco da ricordare.

Ora è tempo invece dei Wooden Tit. Come detto il loro è un progetto che cerca di mescolare garage, un po’ di punk e blues alla Jon Spencer per cui nessuna immagine di vecchi bluesman che rantolano da 100 anni di quanto è lungo il Mississippi. Man mano la sala si è riempita sempre più e fatico a trovarmi uno spazio libero dove gustarmelo in pace. Ammetto che all’inizio del loro set li ho trovati un po’ legnosi ma pian piano che si sono sciolti il concerto ha preso la giusta direzione wildy e via a suonare brani corposi e gonfi di rumore in stile primi Bloody Hollies anche se tenuti più a freno. I Wooden preferiscono avvolgere con il rumore da dietro piuttosto che spararlo in viso. Il risultato per me è stato buono, non eccellente, perchè magari anche io speravo in qualche mazzolata in più ma hanno indubbiamente una grossa presenza scenica e dei pezzi che funzionano. Belli bravi ma qualche clacio in culo aggiuntivo non sarebbe stato male. Ah, piccolo appunto anche per le altre band. Esponete da subito il merchandising altrimenti se uno non lo vede usa i soldi per la birra. Il disco dei Wooden Tit lo avrei comprato assolutamente ma l’avete esposto troppo tardi!

Dante Natale

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