Willy DeVILLE – R.I.P.

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Willy DeVille era famoso eccome. Anche e soprattutto in Italia, in Europa, dove da tempo aveva scelto di tornare con estrema frequenza e consuetudine. Trentacinque anni di carriera vissuti a modo “suo”. Carattere forte, deciso, dispotico solo in apparenza. Era famoso eccome Willy DeVille. Non potrebbe essere altrimenti per chi 35 anni fa calpestava il lurido pavimento del CBGB’s in piena epoca punk wave newyorkese. Per chi sul finire degli anni ’80 decideva di trasferirsi a New Orleans, diventando ben presto un’icona del revivalismo delle sonorità e dei ritmi latini. Forse l’autentica visione della cosiddetta “americana” era e rimarrà ad appannaggio del gigante di Stamford, città industriale con il cielo ricoperto dal fumo delle fabbriche. William Borsay di origini Pequot. Un mezzosangue. Quasi frenetico il suo errare da un’etichetta ad un’altra. Per non scendere a compromessi. Per rimanere puro. Tre matrimoni. La tragedia nel 2001 quando lo lascia per sempre la seconda moglie Lisa, che da tempo lo seguiva anche in veste di manager personale. L’incontro con Nina. Nuove nozze e dopo 15 anni di New Orleans il trasferimento a New York.

Willy DeVille che ricordo personalmente a Roma, in un caldo 13 luglio 2001, alla scalinata di Valle Giulia al “Roma Live Festival”. Tanta gente. Un concerto prezioso. Un’atmosfera irripetibile. Un carisma con pochi eguali. Sorridente. Amico della città. Willy DeVille che appare anche nel siparietto musicale di uno Zelig di qualche anno dopo. Willy DeVille era famoso eccome. Un culto inataccabile. Come il suo sedicesimo album – ‘Pistola’ – uscito nel 2008 il giorno di martedì grasso. Un disco esorcismo dei suo demoni personali. Un colpo di coda da cavallo di razza. Willy DeVille è morto il 6 agosto in un ospedale di New York a 58 anni, a causa di un tumore al pancreas, dopo che nel febbraio scorso gli era stata diagnosticata un’epatite C.

“It is with heavy hearts that we let you know that Willy passed away peacefully last night, August 6, 2009. His music and spirit will always be with us“. Willy DeVille era famoso eccome.

Emanuele Tamagnini

3 COMMENTS

  1. “Vaffanculo coprifuoco! Fuck los carabiñeros!” (chi c’era al concerto a Fiesta – una o due estati prima di Valle Giulia – capirà e ricorderà con un sorriso, malgrado la tristissima notizia).

    Visto quattro volte dal vivo (sempre ottimi concerti), la prima al Palladium a metà anni ’90: dentro un caldo infernale, arriva lui e indossava tipo un cappotto con sotto una giacca pesante e gilet intarsiato, pantaloni di fustagno dell’ottocento e altra roba improponibile…gran serata. Da qualche parte ho ancora una rosa appassita del suo microfono.

    L’ultima volta lo vidi (alquanto invecchiato, devo dire) a Pistoia, quattro anni fa, che apriva per Chuck Berry: sapevo che difficilmente avrei rivisto l’ottantenne fondatore del rock’n’roll, ma Willy pensavo di reincontrarlo sul palco in seguito. E invece no.

    R.I.P.

    Andrea

  2. Vi segnalo che domenica 30 Agosto alle Scimmie di Milano, The Pachuco Band – Willy DeVille inspired Band , saluterà il grande artista americano con un concerto a lui dedicato. Speriamo siano in molti a partecipare a questo evento.

    Grazie

    Davide

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