White Hills @ Sinister Noise Club [Roma, 16/Maggio/2015]

809

Dieci anni di White Hills. Idealmente celebrati in un sabato sotterraneo, nel tempo sospeso, sopra l’ultima tappa italiana del tour che supporta il nuovo ‘Walks For Motorists’. Gli attori protagonisti sono sempre Ego Sensation e Dave W. accompagnati alla batteria dal micidiale DiamondRod. Dunque formazione power triangolare che “irrompe” alle undicietrentainpunto macinando – con fare deragliante – l’ormai colladauta formula spacerock + heavypsych = beat motorik. Non ci sono e non ci saranno pause. Esteticamente devoti al kitsch più assoluto e per questo perfettamente amalgamati, i White Hills sono un fiume in piena grazie al quale è possibile lasciarsi andare ad un’esperienza extracorporea. Il lungocrinito Dave parla attraverso un ampli Orange Tiny Terror e una folta fauna di pedali dai nomi certamente affascinanti. Un’orgia di Homebrew Electronics Big D, UFO Fuzz Octave, Psilocybe Phase Shifter, Boss RV-3 Reverb, DD-5 Delay, DD-20 Giga Delay, Moogerfooger Ring Modulator, Electro Harmonix Freeze. Potrei anche aver sparato sigle a caso ma volete mettere l’eccitata enfasi di queste ultime due righe? Gli occhi però sono tutti poggiati sul basso trasparente di Ego Sensation e su quella postura che non può non ricordare l’aggressività di Gene Simmons. Glitterata, biondissima, colorata, ritmicamente potentissima. Un vero orco che fa il paio con un batterista sovrumano appena uscito sembra dal barbiere di Buzz Osbourne. Il set è un crescendo vero. Una parabola geometricamente spiegata di furore e amore verso la kosmische musik, con ordine e rigore, strutture mai lasciate al caso o alla confusione. Vengono ovviamente presentati anche brani dall’ultimo lavoro “gallese” (su tutti spicca l’inno ‘We Are What You Are‘), primo realizzato fuori dalla “grande mela”, a conferma della volontà (necessaria) di cambiamento se è vero che i brani rispondono a sollecitazioni sludgy, richiami d’eclettismo (ri)trovato e non dimenticano mai di venerare i loro idoli, i loro Dei (Neu! e Amon Duul II). Dopo 90′ netti, compreso un destabilizzante/liquido/fluttuante encore farcito di ringraziamenti e saluti, i White Hills si congedano concedendosi sorridenti al corner dedicato alla mercanzia. Glam cosmo.

Emanuele Tamagnini

Foto dell’autore.

white2

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here