Waxahatchee – ‘Ivy Tripp’

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Uno di quei dischi da rimpiangere appena scoccata la mezzanotte del 31 dicembre. ‘Ivy Tripp’ poteva far parte della personale cinquina dei dischi dell’anno. Ma fate come se ci fosse. La quasi 27enne Katie Crutchfield da oltre un lustro è Waxahatchee. E da qualche tempo è una delle più stimate e considerate cantautrici americane. Anche dopo questo terzo disco l’aggettivo che viene usato maggiormente per definire la sua proposta artistica rimane sempre solo uno: sincera. Figlia dell’Alabama e dell’attuale residenza newyorchese, dell’indie chitarristico anni ’90 (non posso che accostarla per profumo e stile alla mai troppo considerata Liz Phair), di un gusto mai eccessivo che si fa levigato e ammaliante attraverso tredici brani (neanche 40 minuti fortunatamente) di estrema bellezza. Di estrema purezza. Fuori dal giro delle grandi metropoli musicali, l’America continua a sfornare talenti soprattutto dalla terra del Sud. Gioiello. (ET)

La Loose‘ l’ultimo video diretto da Naomi Yang (ex-Galaxie 500)

Merge/Wichita

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