Vic Chesnutt + Elf Power @ Spazio 211 [Torino, 19/Marzo/2009]

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“Diversamente abile” un corno! Non appena la sedia a rotelle che lo porta in giro da quell’incidente automobilistico del 1993 viene sistemata sul palco, Vic Chesnutt abbozza un assolaccio distorto da far invidia ai cafoni tutti muscoli dell’hard&heavy. A portarlo fin qui a Torino ci ha pensato una carriera da fuori classe e, soprattutto, una recente coppia d’assi quali ‘North Star Deserter’ e l’ultimo ‘Dark Developments’, registrato in combutta con gli Elf Power. Contravvenendo allo schema abituale (set solista + set di gruppo) sono loro ad aprire la serata con un mini-live autonomo: folkpop dai grandi sorrisi dai ritmi sostenuti, piacevole ma appena penalizzato dalle incertezze del vocalist. Con la presenza di Chesnutt al microfono, però, la band cambia totalmente passo e dietro la curva del suo primo acuto le debolezze vocali di Andrew Rieger sono già un lontano ricordo. Che siano veloci  rock’n’roll o commoventi litanie alla maniera di ‘Phil The Fiddler’, le composizioni di ‘Dark Developments’ conoscono comunque tutto un altro respiro: tutte vedono la voce meravigliosamente imperfetta di Chesnutt farsi largo tra improbabili coretti sixties, accelerare i finali o girarci intorno per puro piacere d’improvvisazione fino a giungere ad una chiusura che lascia soli lui e il suo chitarrino sulle note di una struggente ‘Independence Day’. L’alto grado di fisicità nella sua performance di Chesnutt è il migliore antidoto agli stereotipi machisti che il rock potesse augurarsi: il sintomo più evidente di un talento non addomesticabile e –passatecela- di un’abilità realmente diversa!

Simone Dotto

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