Vic Chesnutt + Elf Power @ Circolo degli Artisti [Roma, 22/Marzo/2009]

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Sono da poco passate le 22 quando, puntuali e in una sala semideserta, fanno il loro ingresso gli Elf Power di Athens, Georgia. I cinque elfi sono in Europa insieme a Vic Chesnutt, in un tour a supporto della loro recente collaborazione ‘Dark Developments’. È quindi un’ottima occasione per ascoltare sia uno tra i gruppi più interessanti della scena “indie” americana, che uno tra i migliori cantautori americani viventi. E proprio per questo motivo mi dispiace che ci sia così poca gente in sala. Al gruppo sembra non interessare e danno vita ad uno spettacolo che seppur meno originale delle loro produzioni discografiche (i brani sembrano perdere quel tocco psichedelico e sghembo che hanno su disco), risulta essee una buona prova delle potenzialità di questo gruppo, che sul finale di concerto ritrova la succitata psichedelica. Circa un’oretta di allegria e spensieratezza pop, prima di concedersi una pausa e dedicarsi al banchetto del merchandise (venduto purtroppo a prezzi proibitivi).

Ora la sala del Circolo si è riempita e tutto sembra essere pronto per accogliere la seconda parte della serata che vedrà protagonisti di nuovo gli Elf Power insieme a Vic Chesnutt. Ed è un autentico boato quello che accoglie il cantautore, anche lui di Athens, Georgia, costretto ormai da più di un quarto di secolo sulla sedia a rotelle in seguito ad un grave incidente automobilistico. La piccola orchestra inizia subito a suonare, presentando per intero tutto ‘Dark Developments’. È dunque la bellissima e toccante ‘Mistery’ ad aprire le danze. Vedere Vic Chesnutt suonare e cantare dal vivo è veramente qualcosa di indescrivibile. Lo stupore è enorme se si pensa ad un uomo con corpo e mani semi paralizzate suonare la chitarra con uno stile tutto suo, dove ogni singola nota è carica di emozioni e significato. Non solo è una grande lezione di musica, ma anche una grande lezione di vita. I brani si susseguono come su disco e ad ogni presentazione Chesnutt non perde occasione di scherzare o fare qualche battuta. Eseguito tutto l’album, viene dato spazio a vecchi brani del passato, non meno intensi di quelli scritti con gli Elf Power. Ma è probabilmente il vero e proprio finale di concerto, quando gli Elf Power abbandonano il palco, Chesnutt saluta il pubblico, ma sulla strada verso il camerino si ferma, guarda il pubblico sorridente che applaude ininterrottamente e sembra dire tra sé e sé, “vabbeh, ne faccio ancora un paio”. Da solo senza gli altri musicisti intona altri due brani. Tra il pubblico qualcuno richiede la bellissima ‘Warm’, che apriva il precedente ‘North Star Deserter’, Chesnutt sembra gradire la richiesta e regala quella che sembra un’ultima, intensa interpretazione. Alla fine del brano richiama gli Elf Power sul palco, annunciando di voler concludere on un pezzo di un altro gruppo di Athens, Georgia. Non è difficile indovinarlo, visto che Michael Stipe ha prodotto i primi due album di Chesnutt. Inizia così l’ultimo brano della serata, una bellissima rivisitazione di ‘Evereybody Hurts’ degli R.E.M. Il publico romano ringrazia con applausi scroscianti, gli Elf Power e Vic Chesnutt si aggirano per la sala ed il giardino, chiacchierando con i presenti, mentre io me ne torno a casa commosso da una serata assolutamente incredibile.

Emanuele Avvisati

5 COMMENTS

  1. L’espressione di Vic fermo al centro del palco prima del bis…sorride e torna indietro per regalare tre pezzi di un’intensità indescrivibile…immagini che mi resteranno nel cuore per tutta la vita.

  2. Manni, ma ‘ndo cazzo eri? C’ero pure io. Sono arrivato verso le 22:15 e la prima cosa che ho visto entrando in sala era Vic Chesnutt in disparte per conto suo sulla sua carrozza che applaudiva e incitava gli Elf Power.

  3. ero seduto al tavolino davanti al palco. Un paio di volte mi son girato durante l’esibizione degli Elf Power, ma la sala era più o meno deserta, a parte Chesnutt che vagava in carrozzina. Poi la sala si è riempita, e io sono rimasto lì, al tavolino…

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