Vibeke Saugestad @ Mads [Roma, 27/Febbraio/2009]

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Tocca alla norvegese Vibeke Saugestad regalarmi la serata più bella degli ultimi sei mesi. Tocca al Mads ospitare questa artista speciale di cui vi voglio parlare se avete la pazienza di leggere questa recensione. Arrivo tardi per le Cockerocket e me ne spiace perchè ero convinto suonassero per seconde; in compenso assisto all’esibizione dei Milk White che va a classificarsi tra le cinque peggiori di sempre. Suoni triti e ritriti, pose standard di un indie noise spezzettato che nulla ha da dire e che annoia e basta.

Ma ora è il turno di Vibeke, che è la tastierista di quello splendido gruppo che sono gli Yum Yums, i re del power pop di questa ultima decade (cercatevi ‘Sweet As Candy’ e ‘Funzone’ per poter goderne!). Vibeke si è messa a fare un disco da sola, un disco splendido pubblicato per la tedesca Screaming Apple (tutto il meglio del power pop lo trovate da loro) e si è fatta accompagnare appunto dagli Yum Yums come backing band. Così rimane tutto in famiglia. Vibeke mi appare davanti mentre sono seduto a un divanetto, le faccio ciao timidamente con la mano, lei si ferma si siede accanto a me a parlarmi del tour, del disco, io capisco che l’amo. Vibeke sale sul palco abbigliata con un vestitino perfetto anni ’60. Vibeke ci saluta e ci ringrazia. Il pubblico si accalca tutto sotto il palco per vederla. Lei non si fa pregare e timidamente si presenta in italiano, poi parte il primo brano su cui ci sommerge con un sorriso. Lo farà ad ogni ogni canzone. Vibeke ci lancia sorrisi e risate, si diverte come una ragazzina a cantare questi brani ricoperti di glassa, zucchero filato, candy candy, caramelle, che parlano solo di cose belle, di amori che possono solo finire bene, di fiori che sbocciano e di cose coloratissime. Ritornelli che spruzzano melodie splendide una dietro l’altra accompagnate da powerchords e da schitarrate bubblegum: ecco la sua musica. Vibeke ha le guance rosse come Heidi. Vibeke, che quando si mette la mano sul fianco in posizione teiera ondeggiando la testa canta più divertita ed è buffissima. Vibeke che si lascia fotografare da tutti saltellando di qua e di là, non negando un sorriso a nessuno. Vibeke che ringrazia un pubblico splendido che ascolta le sue canzoni, le canta, non da fastidio, non è molesto. Vibeke che canta con la chitarra acustica due goiellini e che poi riprende a correre su ‘Tonigìht’ e ‘Meant To Be With You’. Vibeke che ci fa pensare a quella musica che voi ignorate, quella più semplice, quella degli Speedies, degli Headboys, dei Romantics, dei Cheap Trick, le canzoncine perfette che sembrano volare dentro i palloncini gialli per poi esplodere sopra di noi. Vibeke che suona una perfetta ‘Why I Smile’, il suo manifesto tematico, prima dei bis che ci manda in visibilio. Vibeke che nei bis suona il suo singolo ‘He’s Peculiar’, talmente bella che spero la rifaccia altre quattro volte. Folle speranza ovviamente. Ci saluta su un brano, ‘Goodbye To You’, ma nessuno vuole andarserne, nè noi nè lei che vorrebbe forse suonarne un’altra. Ma poi purtroppo deve finire. Mille grazie Vibeke, questa serata al Mads non la dimenticherò.

Dante Natale