Verdena @ Anfiteatro [Zafferana Etnea, 3/Agosto/2015]

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I Verdena oggi rappresentano con estrema lucidità e chiarezza il fatto che sia possibile anche in Italia fare musica senza scendere a compressi, seguendo i propri istinti artistici dando vita a dischi che non sfigurano per nulla in mezzo a quelli di illustri colleghi internazionali. Il mostro Verdena ha la pelle ricca di sfumature, talvolta impercettibili, a volte chiare come il sole. Proprio come un essere vivente, si è evoluto ed è cresciuto sempre di più. Inutile rimarcare quanta acqua sia passata sotto i ponti dalle loro prime uscite a oggi, è semplicemente palese che i Verdena di 10 anni fa non sono li stessi di oggi e non so quante band riescano a vantare una simile caratteristica senza snaturarsi. Ed è ancora più evidente il fatto che sia uno dei progetti musicali migliori oggi in circolazione, sia su disco che sul palco. Dopo la disastrosa data catanese di qualche mese fa al Barbaradisco Lab di Catania, i Verdena tornano sotto il vulcano etneo per incendiare il pubblico siculo. Non eccezionale la scelta della location, un anfiteatro meraviglioso e perfetto per assistere a dei live più tranquilli, sicuramente poco adatto alle atmosfere acide dei Verdena, anche se non mi è dispiaciuto gustarmi il live seduto per poter assaporare ogni istante. Pubblico numeroso e partecipe che però stranamente non fa registrare il tutto esaurito. L’onore di aprire la serata è affidata ai nostrani Ultravixen, band avant-punk con all’attivo due dischi e un mare di concerti alle spalle. I nuovi brani cantati in italiano rivelano una nuova sfumatura del gruppo capitano da Alessio “Edy” Grasso. Più graffianti e acidi, ma anche più elettronici, grazie all’apporto di Dario Aiello, producer catanese già conosciuto per la sua attività nel duo Blatta&Inesha. Sound granitico e deciso, decisamente promossi a pieni voti.

La serata si infiamma con i Verdena che salgono sul piccolo palco alle 22.05, immersi in una semi oscurità verosimilmente voluta. Alberto Ferrari passerà quasi tutta la serata in penombra. L’apertura del concerto è affidata ad ‘Alieni fra di noi’, dall’inizio incerto e sussurrato che però esplode in un grande inno lisergico. Durante la prima parte del live Alberto sembra deconcentrato, focalizzato su alcuni problemi tecnici che si porterà dietro fino a metà scaletta. Su ‘Scegli me’ registriamo addirittura una falsa partenza, subito recuperata. Un plauso enorme a Luca Ferrari, che dietro la batteria evidenzia ancora una volta una padronanza tecnica fuori dal comune e un gusto musicale ineccepibile. I Verdena sono di poche parole, alcuni “grazie” sparsi durante le due ore di spettacolo, elargiti con estrema avarizia e quasi solo da Roberta. Come era facile prevedere, ‘EndKadenz Vol. 1’ domina la scaletta di questa sera, ma la band bergamasca non disdegna di pescare tra i brani più conosciuti del suo repertorio: fanno capolino alcuni brani da ‘WOW’, come ‘Scegli me’, ‘Angie’ e ‘Loniterp’. Poco prima dell’encore psichedelico la band si lancia in una meravigliosa versione di ‘Viba’ che divora in un sol boccone tutte le flebili incertezze che questo live aveva portato. ‘Rilievo’ rappresenta lo spartiacque del concerto: gli strumenti lasciati in sospeso in un tripudio di feedback, loop, campionamenti e delay gettano le basi per l’esplosione finale di ‘Quaranta secondi di niente’, ‘Don Callisto’ e ‘Funeralus’, eseguite tutte d’un fiato non lasciano alcun prigioniero, solo vittime. Un live quasi perfetto che conferma, ancora una volta, come i Verdena rappresentino oggi una band di razza come pochissime. Adesso attendiamo il tour di ‘Endkadenz vol. 2’.

Johnny Cantamessa

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