Verdena + Fast Animals And Slow Kids @ Rock in Roma [14/Luglio/2015]

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Il giorno successivo all’annuncio ufficiale dell’uscita – prevista per il 28 agosto – del secondo capitolo di ‘Endkadenz’, i Verdena sono tornati ad esibirsi a Roma dopo il sold out registrato all’Atlantico Live lo scorso marzo. A dare inizio a questa serata è la stata la band – di origini campane – dei Miriam In Siberia. Un avvio, dunque, all’insegna di un rock psichedelico e dalle tinte alquanto fosche, tratti distintivi del loro ultimo album ‘Failing’. La musica cambia decisamente quando entrano in scena i Fast Animals And Slow Kids. Se anche il loro ‘Alaska’ è un disco pervaso di materia oscura, il sound è però potente, carico di forza vitale. L’atmosfera si fa immediatamente incandescente sia sopra che sotto al palco: mentre i quattro perugini spremono ogni loro energia pestando sugli strumenti come indemoniati, gli spettatori rispondono infatti pogando dall’inizio alla fine dell’esibizione. Batteria e percussioni sono davvero notevoli e, per me che li ascolto per la prima volta dal vivo, i FASK rappresentano una vera e propria rivelazione. Galvanizzata dalla loro esecuzione, non posso che attendere con ansia i Verdena. Il gruppo bergamasco entra in scena nel buio totale alle 22. La notte romana si tinge nuovamente di toni cupi, si spegne, come l’entusiasmo degli spettatori. Siamo piuttosto tutti trasportati dal suono del synth in una sorta di sogno psichedelico. Improvvisamente comprendo cosa dovesse provare Syd Barrett! Con ‘Un Po’ Esageri’ e la successiva ‘Non Prendere L’Acme, Eugenio’ la tensione finalmente sale e la band – primo fra tutti Alberto Ferrari che stasera sembra avere diversi problemi tecnici – recupera parte della verve che da sempre li contraddistingue. Roberta Sammarelli è umanamente la migliore della serata nel suo tentativo di scambiare qualche battuta con il pubblico, pur tradendo che qualcosa non va. Forse questo clima particolare è dato anche dalla discutibile scelta di eseguire quasi tutti brani tratti dall’ultimo album di studio – come ‘Nevischio’, ‘Puzzle’ o ‘Rilievo’ – tralasciando i vecchi lavori dal suono molto più rock, la cui maggiore presenza all’interno della setlist avrebbe probabilmente garantito un concerto molto più energico ed adatto al prestigioso festival che li ospitava. Nell’encore i Verdena hanno eseguito ’40 Secondi Di Niente’ e ‘Isacco Nucleare’ consentendoci il risveglio dallo stato di torpore in cui eravamo scivolati, per poi tuttavia scaraventarci nuovamente ed ancor più pesantemente in quel buco nero, chiudendo lo show con la tetra e lunghissima ‘Funeralus’.

Laura Di Francesco

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