Verdena @ Circolo degli Artisti [Roma, 26/Gennaio/2011]

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Biglietti sold out da 2 mesi e pubblico giovane, che nel 1999 quando vidi per la prima volta i Verdena era troppo giovane. Ok li hai scoperti dopo, giovane pubblico, per ora sai a memoria anche i nuovissimi pezzi usciti solo 8 giorni fa e li ami tanto da polverizzare i biglietti praticamente sulla fiducia. Ti dice bene che la band bergamasca tira fuori un ottimo album, ben suonato con tante belle idee, per niente radiofonico nè commerciale, e che la succitata band tiene i prezzi del concerto e del disco molto più bassi di quanto potrebbe (al banchetto del merchandising il doppio CD costa 13 euro!)

Un po’ di numeri per gli amanti delle statistiche:
8: i piatti che Luca ha montato sulla batteria (2 sono sovrapposti e danno un suono davvero strano che fino a stasera, sentendo il disco, mi chiedevo come cavolo veniva tirato fuori)
24: le canzoni suonate in 1h e 20m di set + 15 minuti di bis.
16: le canzoni del nuovo doppio disco che sono state suonate.
2: le volte in cui Alberto ha interrotto l’esecuzione di una canzone perchè qualcosa non andava.
5: le canzoni ripescate da ‘Requiem’ (il precedente album del 2008).
6: le accordature diverse usate da Alberto per le chitarre del concerto.
oltre 300: i tasti bianchi e neri presenti tra piano, piano rhodes, mellotron, moog, sinth e fisarmoniche.
1: la bestemmiona tirata giù da Luca per qualcosa della sua batteria che si era spostata.

Sono le 21.40 quando Alberto, Luca, Roberta e Omid salgono sul palco. Alberto inizia al piano per la prevedibile apertura che ricalca quella del disco: ‘Scegli me’, i suoni sono davvero buoni fin da subito. Esce in maniera simile al disco (quindi non troppo sopra gli strumenti) anche la voce di Alberto che canta “Per lei io mi deflagrerei” … uno dei suoi versi più belli. Poi la volta di ‘Il nulla di O.’ e delle citazioni Mogol-battistiane di ‘E’ solo lunedì’. Un cambio di postazioni (il primo di una lunga serie, che a fine serata li faranno sembrare tutti polistrumentisti navigati): Roberta passa dal basso al synth, Alberto alla Fender Jaguar e Omid va al piano e si passa al secondo CD di ‘Wow’ in cui pescano ‘Nuova Luce’. Ma nel successivo primo ripescaggio da ‘Requiem’ che il coro dei 600 del Circolo diventa una voce sola: “Credo di far parte di un incubo” il verso che apre ‘Il Caos Strisciante’. Poi la più incazzata delle nuove ‘Lui Gareggia’ davvero molto apprezzata. Si ritorna a ‘Il Suicidio del Samurai’ con ’17 Tir Nel Cortile’ con quel sincero e doloroso “Ti amo” e la catarsi pumpkinsiana di “Ci sono cose che pesano… che pesano” che Alberto canta davvero in maniera credibile e sofferente.

Siamo verso la metà del set quando i Verdena eseguono la mia preferita del nuovo disco ‘Miglioramento’ e mi accorgo di non essere l’unico a pensarla così. Echi beatlesiani anche su ‘Per sbaglio’ con un’ottima armonizzazione vocale dell’ultimo arrivato Omid. Poi la volta di ‘Canos’, una delle più attese e delle più cantate. Si balla forte sui primi 2 minuti e mezzo di ‘Loniterp’ e sulla seguente ‘Attonito’ con Luca che canta il ritornello in falsetto. Il tempo di imbracciare la chitarra acustica per la ballata trasognante di ‘Castelli per aria’ poi Alberto scorda la quinta per suonare ‘Razzi, arpie, inferno e fiamme’. Un altro cambio di chitarra (una Gibson 335) per la distortissima ‘Non prendere l’Acme, Eugene’ che viene interrotta percè ad un certo punto il big muff smette di funzionare, e poi risuonata più incazzata di prima. Vera apoteosi per la seguente ‘Ovunque’ che apriva il loro album d’esordio (unico ripescaggio dei primi tempi). Ancora da ‘Wow’ ‘Badea blues’, e da ‘Requiem’ ‘Muori delay’ ballatissima dal giovane pubblico. E poi finale al piano per le due belle parti di ‘Sorriso in spiaggia’.

I Verdena ringraziano ed escono, anche se Luca resta un paio di minuti a sistemare pezzi di batteria che si sono spostati (forse qualche piccolo problema con il pedale della doppia cassa). Al rientro proprio Luca ad  aprire i suoni per provare un theremin supereffettato che gli serve per una delle quattro canzoni del bis. La citazione bianca di ‘Rossella roll over’ riapre le danze poi Alberto si alza dal piano e imbracciando la chitarra dice ironicamente: “vediamo se riusciamo a strapparvi un applausino almeno con questa” e attacca ‘Don Callisto’  invocata per tutto il tempo da alcuni ragazzi delle prime file, che per ricambiare danno vita al primo pogo decente di tutta la sera. C’è spazio anche per riprendere ‘Logorrea’ con un Alberto spiritato che urla “… ingoi un rospo…” e si finisce con il lento ‘Le scarpe volanti’. Un finale che lascia spiazzato il giovane pubblico che si aspettava ancora un dozzina di grandi classici che almeno per questa prima delle due date sono stati tenuti fuori. Un finale, quindi, che sa più di discorso lasciato a metà, per ingolosire chi tornerà ad affollare il club per la seconda data della band bergamasca. Le sensazioni conclusive sono di un ottimo concerto, di una band consapevole, con un pieno controllo in tutto ciò che produce, ci si rende conto che tutto quello ascoltato su disco (anche i suoni più acidi e sintetici) vengono risuonati fedelmente sul palco, grazie anche all’aggiunta del quarto uomo Omid, che si rivela prezioso specialmente nelle armonie vocali che in questo disco sono la vera novità rispetto al passato. Nella presenza scenica, sembrano aver fatto il salto di qualità grazie anche alle esperienze estere del precedente tour andato davvero alla grande. Senza dubbio una delle migliori band italiane in circolazione.

Giovanni Cerro

Set list:
Scegli me
Il nulla di O.
E’ solo lunedi
Nuova luce
Il caso strisciante
Lui gareggia
17 tir nel cortile
Miglioramento
Per sbaglio
Canos
Loniterp
Attonito
Castelli per aria
Razzi arpie inferno e fiamme
Non prendere l’acme, eugene
Ovunque
Badea blues
Muori delay
Sorriso in spiaggia I
Sorriso in spiaggia II
Encore:
Rossella roll over
Don callisto
Logorrea
Le scarpe volanti