Up & Down #77

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Non teme il cambio d’allenatore la rubrica più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno s’offenda vi augura buon divertimento.

DOWN

* Kasabian: “The new album is beyond hard… we’re scared for every other band”. Quando si dice la modestia (del cazzo).

* UB40 “reform with founding members for new album”. (In)utilità a costo zero.

* Nel 2014 ancora Massimo Ranieri in TV.

* Nel 2014 Cristina D’Avena continua ad ammorbare i nostri ricordi d’infanzia proponendo(si) in lungo e in largo con concerti happening-ritrovo esteticamente discutibili. Intervistata nel pomeriggio di Canale 5 (Verissimo) da due suoi incalliti fan (una “splendida” coppia ancora innamorata alla follia della propria beniamina), la star risponde con tutta una serie di “vorrei ma non posso” (duetti, collaborazioni, progetti). Poi si lancia nel delirio finale: “a me mi hanno detto Cristina tu sei rock!”. E via con la carrellata sul pubblico presente ad una sua recente esibizione. Che spiega perchè nel 2014 ci sia ancora Massimo Ranieri in TV.

UP

* Siamo al Letterman Show. Esibizione finale. Ospiti ci sono i senza arte (figuriamoci la parte) The Orwells. Alla fine dei tre minuti il buon vecchio David flippa al centro della telecamera e invita la band a continuare… il resto è già culto (guarda)

* Sulle chiacchierate candidature all’Oscar si è ampiamente discusso. Ma ci piace ancora una volta rendere grazie ad un film I-T-A-L-I-A-N-O, si proprio quello, “La Grande Bellezza” su cui si è inspiegabilmente versato un astio senza precedenti sul solito social network per demenza. La pellicola può piacere o non piacere, far addormentare o risvegliare sogni sopiti da bambino, tutto è normale e lecito, ma la merda di cui alcuni si son fatti portavoce è al limite dell’infantilismo frustrato. Ovverosia impugnata da tutti quei novelli “critici” cinematografici che invece di aprirsi un blog, un sito, fondare qualcosa di fondato, scrivere un libro, un trattato, collaborare a più non posso, finanche affittarsi un speakers’ corner all’aria aperta, decidono prevedibilmente di recarsi all’anagrafe per cambiare (solo per un paio di giorni) il proprio cognome. Eccoli allora i cloni dei Ghezzi, dei Giusti, dei Mereghetti, dei Rondi, dei Gervasini, un esercito di professionisti del lavoro più difficile e meno remunerativo del mondo: il bastian contrario. Ci pare allora opportuno concludere ricordando l’origine di questo “motto”. Siamo agli inizi del secolo scorso. La leggenda narra di tale Bastiano Contrari “malfattore e morto impiccato, il quale solamente in virtù del cognome diede origine al motto”. Cosa ordunque ne può sapere un “malfattore” della Grande Bellezza dell’animo umano (vacuo solo in apparenza)? Con o senza statuetta l’onore è salvo.

* Sul fronte candidature “musicali”. Evviva Karen O. Evviva “Her”. Evviva Spike Jonze.

* Perry Farrell presto si dedicherà ad un musical in quel di Las Vegas. Per questo i Jane’s Addiction vengono rimessi in naftalina: “It’ll be a couple of years before you see Jane’s again”. Speriamo per sempre. A fissare il ricordo.

* Simpatie e/o antipatie a parte, passa alla storia del piccolo schermo recente, il duetto a Le Invasioni Barbariche (La7) tra Mika e Dario Fo. In un attimo scopriamo che il cantante anglo-libanese studia da oltre una dozzina d’anni l’opera e la figura del premio Nobel. Scopriamo che da par suo Fo è un ammiratore di Mika. Scopriamo ancora quanta somiglianza fisica ci sia tra il (giovane) maestro lombardo e lo stesso Mika. Assistiamo così ad un’esibizione canora sopra le righe e le regole. Scopriamo che Fo e la Rame sono ancora vessati da stupida e regressiva censura (artistica). Un’invasione davvero utile allo spirito.

* In mezzo al nulla atomico della classica domenica piovosa e dal pallone abbrutita, arriva all’improvviso un fulmine che fa comparire l’account Twitter degli Slowdive. A buon intenditor… pochissime parole!

* Jay-Z dal cuore tenero. Durante il concerto tenuto a Uniondale, tra il pubblico c’è Bjork, quale occasione migliore per dedicargli qulche istante della sua ‘Pagan Poetry’? Dal Twitter ufficiale dell’artista islandese la conferma con tanto di video allegato: “Jay z played pagan poetry at his show tonight for björk (who was in the audience)!!”.