Up & Down #358. E che nessuno si offenda.

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Non teme i festival casalinghi la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Steven Adler si accoltella allo stomaco (si è trattato di un “incidente”). Non è in pericolo di vita.

* Rai 2 in prima serata il racconto di Woodstock, si il solito Woodstock 69, è stato celebrato con uno speciale condotto da Rita Pavone (“Freccero chiamandomi mi ha stupita: ‘Sei giusta, sei una ribelle – mi ha detto – hai amato quella musica sei la persona che ci vuole'”). E nel paesello terzomondista musicale questo stramaledetto festival (perchè in Italia le cose te le fanno odiare) viene visto con una provincialità da primato mondiale. Una scenografia ridicola, con tanto di prato di plastica e figuranti vestiti (male) da figli dei fiori, la Pavone versione colorata che canta Janis Joplin subito dopo il filmato originale e tanta involontaria comicità. Per fortuna che almeno l’ospite è stato Donovan. W l’Italia sempre.

* Magnifico record su Quotidianomotori.it che irrompe con una serie di ROCK da primato mondiale. Intanto il pezzo: DJ Ringo: le 5 auto più rock di sempre. E nell’articolo illuminante la parolina ROCK compare per ben 17 volte!!! Ribadiamo 17 volte!!! Campioni del mondo… campioni del mondo!

* Leggiamo e rileggiamo questo titolo e sottotitolo di Rollingstone.it“I Black Keys sono tornati, il fuoco del rock’n’roll è ancora vivo. Dan Auerbach e Patrick Carney sono tornati nella forma più autentica e rumorosa. ‘Let’s Rock’ incenerisce con fuoco ed elettricità ogni eretico che ha dubitato della salute del rock – e ci viene subito in mente il grande Mario Brega in “Borotalco” che con la sua inconfondibile voce dice: “A Se, ma come cazzo parli!”.

* Repubblica.it genera nuvole di caos disorganizzato. “L’estate dei festival rock” di Pietro D’Ottavio. Kiss: “… ovvero quello che è annunciato come il capitolo finale di una delle leggende del rock: la band di Gene Simmons, che ha sicuramente scritto la sua pagina nella storia dell’hard-rock e conquistato l’attenzione con inni come I was mad for loving you”. E ancora: “…  poi i campioni del rock elettronico Thirty seconds to Mars”, “… gli alfieri del nuovo rock Zen Circus”, “… e lo stesso giorno a Ostia vanno in scena i pionieri del rumore rock italiano Marlene Kuntz”. Improvvisamente qualche riga più sotto il genere è cambiato: “… poi tocca all’alt-rock dei Thirty Seconds to Mars”. “Il clima è vintage con i campioni del rockfm americano fine anni ’70 Toto”. Poi Ben Harper che a Milano è:l’asso di chitarra (oltre che voce fuori dal comune) che ha riportato il rock alle radici della musica nera”, a Rock in Roma diventa: “…  il rock incandescente di Ben Harper”, e al Roma Summer Fest (LA DATA FA PARTE SEMPRE DEL ROCK IN ROMA!!!) “… quindi il cross-over da altoforno black rock di Ben Harper”. M-A-G-N-I-F-I-C-O.

* ATTENZIONE! Quello che segue è probabilmente il punto più alto (!) raggiunto da Fabrizio Zampa e la sua rubrica sugli eventi live della capitale pubblicata su IlMessaggero.it. Siamo veramente ad un livello superiore di banalità, copia-incollismo e ignoranza sparsa su qualsiasi tema o genere musicale. Non potendo evidenziare tutto scegliamo il meglio del peggio del meglio. Iniziamo con I Hate My Village + Zu. Riferendosi ai primi: Sono divertenti, giovani e agguerriti. James Blake: “… 31 anni, ha venduto un mare di dischi, ha scritto parecchi successi di vario genere… ha suonato in festival mondiali…”. Tinariwen e la solita mente annebbiata: “Un mix di musica tuareg, rock psichedelico, blues e world music […] sono un collettivo tuareg che mescola le tradizioni del Sahara con il rock, il blues e la sperimentazione. 30 Seconds To Mars e il volo è pindarico: “… e la musica che propongono è un mix di rock, progressive rock, rock alternativo, hard rock, progressive metal, scream, space rock e rock elettronico. Insomma una band coi fiocchi, la loro musica ha un sound differente dal solito […] ci sanno fare e vale la pena andarli a sentire”. Glielo dite voi a Jared Leto? La delizia Toto: “Come si fa a non amare i Toto?” (minchia… dai allora lo fai apposta!) “… ha un’energia incredibile ed è una delle poche delle quali ci si può sempre fidare […] se vi serve una lezione di rock andateli a sentire, potrà solo farvi bene”. The Zen Circus dove la confusione wikipediana e la cartella stampa letta a cazzo esplodono: “I Circus hanno girato mezzo mondo, hanno inciso e venduto dieci album… hanno collaborato con artisti come Violent Femmes, Pixies e TALKING HEADS…”. Niente male solo che caro Zampa i Talking Heads sono sciolti dal 1991 e magari è stato Jerry Harrison a collaborare con la band pisana. E lo stesso si può dire di Violent Femmes (Brian Ritchie) e Pixies (Kim Deal) ma se caro amico giornalista (!) tu leggi e scopiazzi MALE la righetta di Wikipedia in italiano… ma chiudiamo con i Massimo Volume che come sottolinea il nostro eroe: I Massimo Volume ne hanno fatte tante, da sette album e molti tour…”. Proprio tante come quelle che hai fatto questa volta. Irraggiungibile. Imperdibile. Impossibile. Grazie di cuore a Il Messaggero.

[UP]

* YouTube and Universal Music Group announced that they were upgrading more than 1,000 popular music videos to high definition, releasing them through 2020. Artists in the initial batch of 100 videos include Lady Gaga, Tom Petty, Boyz II Men, the Killers, Lionel Richie, Kiss, George Strait and the Spice Girls”. Molto bene.

* Splendida Solange sulla passerella parigina del Fashion Show “ospite” di Kenzo.

* Alice Cooper versione cartone compare simpaticamente nella serie di Disney Channel “Mickey and the Roadster Racers”. Il personaggio è Alistair Coop De Ville amico dello zio di Pippo.

* Fantastico il tributo “nascosto” che i Raconteurs hanno fatto ai Beatles. Nell’edizione limitata del vinile dell’ultimo album, aprendo la copertina, ecco spuntare fuori la foto parodia della celebre “butcher cover” (ovvero la raccolta americana ‘Yesterday and Today’). In alto i cuori.

* I Phoenix ricordano Philippe Zdar: “A few words about our friend Philippe Zdar:⁣⁣ Philippe was legendary.⁣⁣ Of course, our music owes so much to him, he who spent hundreds and hundreds of hours lifting us up with the breath of his talent, his enthusiasm and his kindness.⁣⁣ But much more, he taught us that you could raise your life, Friendship, Love to the rank of major art. In all these areas he was an absolute genius”.

* Sgarbi trova casa a Morgan a Sutri, il musicista ringrazia e attacca Bonisoli.

* Delle dichiarazioni politiche (e non solo) di Morrissey non ne possiamo più. Sinceramente. Così come di quelle che arrivano puntuali in risposta (vedi Billy Bragg…). Quindi colorato di rosso ci finisce Nick Cave che interpellato sulla questione ha così commentato: “I understand it is very difficult when an artist you admire reveals something about themselves which you feel casts an unhappy shadow across their work – and this is by no means exclusive to Morrissey. It happens all the time and I have talked a little about this in a previous issue of The Red Hand Files. I think perhaps it would be helpful to you if you saw the proprietorship of a song in a different way. Personally, when I write a song and release it to the public, I feel it stops being my song. It has been offered up to my audience and they, if they care to, take possession of that song and become its custodian. The integrity of the song now rests not with the artist, but with the listener. When I listen to a beloved song – Neil Young’s ‘On the Beach’, for instance – I feel, at my very core, that that song is speaking to me and to me alone, that I have taken possession of that song exclusively. I feel, beyond all rationality, that the song has been written with me in mind and, as it weaves itself into the fabric of my life, I become its steward, understanding it better than anybody else ever could. I think we all can relate to this feeling of owning a song. This is the singular beauty of music. Perhaps it doesn’t matter what Neil Young’s personal conduct may be like therefore, or Morrissey’s, as they have handed over ownership of the songs to their audience. Their views and behaviour are separate issues – Morrissey’s political opinion becomes irrelevant. Whatever inanities he may postulate, we cannot overlook the fact that he has written a vast and extraordinary catalogue, which has enhanced the lives of his many fans beyond recognition. This is no small thing. He has created original and distinctive works of unparalleled beauty, that will long outlast his offending political alliances. At my recent ‘In Conversation’ event in Nottingham a gentleman put forward an excellent challenge to my views on free speech – he pointed out the perceived racism of Morrissey’s political stance and told how personally wounded he felt by Morrissey’s views on immigration. As I sat in my dressing room after the show, I wished I had done a better job of answering his question – I felt I had made a poorly constructed, over-earnest and possibly insensitive defence of Morrissey’s right to his opinions, no matter what they are. I very much appreciate people challenging my views. The ‘In Conversation’ events are fluid in form and very much a work in progress, and they are intended at times to prompt debate. Sometimes certain uncomfortable issues are raised, but a different point of view is always welcome. Often it can serve as a kind of corrective – even an education – and can be extremely helpful to me next time that same subject is broached. Open debate and conversation are the very structure of civilisation, and in Nottingham it was a privilege to be challenged by this very thoughtful young man. However, even though I was unsatisfied by my own response, I still believe that despite how upsetting Morrissey’s views may be to the marginalised and dispossessed members of society, or anyone else for that matter, he still should have the freedom to express his views, just as others should have the freedom to challenge them – even if just to know in what guise their enemy may appear. The charge that defending a person’s right to their opinions somehow aligns one with their views makes no sense at all and strikes at the heart of the problem itself – that of conflating the concept of free speech with bigotry. This is very dangerous territory indeed. As a songwriter and someone who believes songs possess extraordinary healing power, I am saddened by the thought that songs by arguably the greatest lyricist of his generation – songs like ‘This Charming Man’, ‘Reel Around the Fountain’ and ‘Last Night I Dreamed Somebody Loved Me’ – are consigned to the moral dustbin by those who feel they have been tainted by his current political posturing. I respect and understand why people respond in this way, but can’t help but feel it is of significant personal loss to them. Perhaps it is better to simply let Morrissey have his views, challenge them when and wherever possible, but allow his music to live on, bearing in mind we are all conflicted individuals – messy, flawed and prone to lunacies. We should thank God that there are some among us that create works of beauty beyond anything most of us can barely imagine, even as some of those same people fall prey to regressive and dangerous belief systems. Love, Nick”.

* Dopo aver ricevuto la Stephen Hawking Medal for Science Communication, Brian Eno potrà vantarsi di avere un asteroide che porta il suo nome (per intero). Il piccolo corpo celeste 81948 (2000 OM69) al recente convegno Starmus V è stato infatti ribattezzato “Brian Peter George St John le Baptiste de la Salle Eno”.

* Jack White contro il giornalismo spazzatura (e non siamo in Italia). Tutto è partito da un’intervista a The Irish Times nella quale White ironizza a suo modo sul ritardo del nuovo album dei The Raconteurs (complimenti per il numero 1 in USA): Well, when Brendan Benson gave up alcohol, I started doing heroin, so that delayed things. It’s funny, I’m a big believer that things happen that are supposed to happen not in any sort of religious or mystical way, but in a ‘human nature’ kind of way”. Su questa dichiarazione Spin ci ha fatto il titolo che ha girato mezzo globo: “The Raconteurs’ New Album Was Delayed Because Jack White ‘Started Doing Heroin”. Ma chi ci lavora a Spin Fabrizio Zampa? La risposta di White non si è fatta attendere.