Up & Down #350. E che nessuno si offenda.

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Non teme il labor day la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Ciò che resta del mummificato Ozzy Osbourne torna in Italia nel 2020. A supporto i Judas Priest che “scalano” da paladini dell’heavy a: “Con lui torneranno anche altri pesi massimi dell’hard rock come i Judas Priest…”. Siamo ovviamente su Repubblica.it.

* Bolognatoday.it ci fa sentire in Italia: “OZZY OSBOURNE, il Principe delle Tenebre. Ma quali cazzo di tenebre, ma a chi è rivolta sta roba agli under 12? Risponde allora Virginradio.it: Il Principe delle Tenebre tornerà in concerto in Italia all’Unipol Arena di Bologna assieme ai Judas Priest”.

* Premio citrullo dell’anno a Pete Doherty che per salvare un riccio è finito dritto dritto in ospedale con un’infezione alla mano. L’animaletto era stato “catturato” dai suoi cani.

* Ci risiamo con Giulia Cavaliere sulle pagine di Corriere.it che celebra i 30 anni di ‘Disintegration’ dei Cure. L’articolo wikipediano si colora di qualche piccola svista a partire dal sottotitolo che recita: “Il magma caldo e scuro di un concept album sulla maturità: 30 di un disco che racconta l’arrivo dei 30 anni e mise d’accordo tutta una generazione” e poi  “… Boris Williams alla batteria e Lol Tolhurs che lascerà la band poco dopo” (certamente è TOLHURST il nome esatto).

* Sarebbe troppo facile fare un elenco. Ma il “concertone” del 1 maggio a Roma è assolutamente tutto da colorare di marrone. Una passerella “unica”. Nel senso che è sembrata quasi tutta una canzone sola. Artisti sbucati fuori chissà dove. Buttati per caso sopra a quel palco. Vestiti male. Sciatti, sfatti, stonati. Spocchia, “su le mani” (anche quando piove a dirotto e ci sono solo ombrelli aperti), “siete belli”, “ciao Roma”, slogan da manuale della demagogia spiccia. E versi tipo “con la sindrome di Peter Pan di Stelle“. La nostra nuova Italia canterina. Che rovina e cita De Andrè almeno 3-4 volte. Che annoia. Che si parla addosso. Non si distingue da questo quadretto surrealista neanche Manuel Agnelli che prima fa a pezzi i Nirvana e poi quando canta ‘Perfect Day’ sembra Carlo Verdone che strazia i presenti eseguendo ‘Ne me quitte pas’ in “Sono Pazzo di Iris Blond”. Mentre il pubblico se ne fotte e aspetta solo Achille Lauro. E giustamente Noel Gallagher se ne rimane beato fino all’ultimo nel lussuoso Hotel De Russie alla faccia dei pugni alzati al cielo. Fulminacci vostra.

* Scult totale del 2019. A “The Voice of Italy” va in scena un’esibizione da veri nuovi mostri. I “coach” eseguono ‘Feel Good Inc.’ dei Gorillaz. Uno scempio, una cosa brutta come neanche alla peggior sagra di paese. E la pronunzia inglese di D’Alessio meriterebbe altra sorte (penale). VIDEO.

[UP]

+ Rowland “Boon” Gould (Level 42).

+ Al Gwyllt (Michigan hard rock trio Air).

* Come non entusiasmarsi alla lettura della Funeral Chart 2019. I brani più gettonati ad un funerale qui riassunti per la gioia di estinti e parenti.

* Ancora in “rosso” Jack White al quale la Wayne State University di Detroit ha conferito una laurea ad honorem “for his dedication to the city and his contributions to the arts”.

* Ma nulla può una laurea davanti ai festeggiamenti per uno scudetto, soprattutto se è l’ottavo consecutivo. Allora copertina a Rod Stewart che da Amburgo ci ricorda la striscia del suo Celtic Glasgow. Complimenti…! “We are all smiles in Hamburg during the first week of our summer tour celebrating CelticFC’s 8 in a row”.