Up & Down #346. E che nessuno si offenda.

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Non teme i servi la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Ogni anno le solite righette tra banalità e ignoranza. La ricorrenza della scomparsa di Kurt Cobain viene appiattita inesorabilmente dalle lucidi menti di Ansa.it grazie ad un articol(ett)o di Paolo Biamonte (ripreso anche da altre testate, vedi IlMessaggero.it, LaProvincia.it ecc.) che mette in fila una serie di periodi infantili da urlo. Anche l’uomo simbolo della scena di Seattle entrava nel Club 27, come Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Amy Winehouse”, “… quella di Andrew Wood, il carismatico leader dei Mother Love Bone, unanimemente riconosciuto come il fondatore del movimento Grunge…”, Chris Novoselic, il bassista e amico che, anche a costo di furiosi litigi, …” e gran finale Oggi i Foo Fighters sono una delle realtà più in vista del rock attuale. Grohl una delle figure più positive della scena mondiale. Al contrario del suo vecchio amico disperato, David Grohl ha capito che il mondo ha bisogno di eroi vivi”. Fra 8 mesi siamo nel 2020. Ma vista da quasi tutte le angolazioni l’Italia di oggi è vicina al 1020.

* Il sommo vate della confraternita degli amici di Wilko, Ernesto Assante, su Repubblica.it intervista Dido. “Prima di Amy Winehouse, prima di Adele, c’era lei, Dido”. Poi fa un paio di volte riferimento al fratello Rollo “… torna con il disco ‘Still In My Mind’, scritto col fratello Rollo“Accanto a lei c’è sempre suo fratello, Rollo, senza però minimamente preoccuparsi di spiegare chi cazzo sia il fratello Rollo. Non un celebre professionista della cartina Rizla ma Rowland Armstrong, un fottuto e cazzuto producer, membro fondatore dei Faithless. Vabbè ma che ce frega Ernè.

* Della serie quando te dice male… te dice male. Tommaso Paradiso che alla prima data del nuovo tour dei Thegiornalisti inciampa e cade sul palco a Venezia. Una settimana dopo questa volta a Bari eccolo senza voce e costretto dunque a sospendere il concerto. Peccato.

* Si chiama “Liam Gallagher: As It Was” e per adesso finisce colorato del nostro speciale marrone. Il docufilm diretto da Charlie Lightening e Gavin Fitzgerald che sarà nelle sale inglesi e irlandesi a partire dal 7 giugno. “An honest and emotional story of how one of the most electrifying rock ’n’ roll frontmen went from the dizzying heights of his champagne supernova years in Oasis to living on the edge, ostracized and lost in the musical wilderness of booze, notoriety and bitter legal battles”. Sarà, ma dal primo trailer ci sembra una semplice autocelebrazione (abbastanza pompata) di un artista ancora artisticamente “giovane” (forse). Pronti a ricrederci a film visto. Promesso.

* Poteva mancare la nostra beniamina Susanna Galeazzi (TG5 prima serata) a ricordare Kurt Cobain? Certamente no. Una serie di luoghi comuni triti e ritriti (vedi Ansa sopra) poi la citazione del club dei 27 (due nomi, i soliti, Hendrix e Amy Winehouse) e alla fine l’errore sulle copie vendute dai Nirvana: “10 milioni” dice. Come no, solo ‘Nevermind’ ne ha vendute più di 25… Grazie come sempre Susà.

* Ancora Cobain e in ordine sparso: “Kurt Cobain, martire rock…” (Billboard), “Venticinque anni fa si spegneva dunque la voce della Generazione X, dell’angelo biondo e maledetto…” (TGCom24), “… con il suicidio del leader dei Nirvana finiva l’epoca d’oro del rock (LaStampa), “25 anni fa moriva Kurt Cobain, la rockstar che ha inventato lo stile grunge (D.Repubblica), Resta la leggenda del club dei 27, quel gruppo di rockstar morte proprio a questa età: Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Amy Winehouse. Una lista lunga, troppo lunga, in cui appare anche Andrew Wood, il carismatico leader dei Mother Love Bone, fondatore del movimento Grunge…” (RaiNews)… MAGNIFICO TERZOMONDISMO GIORNALISTICO. Fieri e orgogliosi.

* La morte di Shawn Smith crea confusione anche al celebrato Consequenceofsound.net se è vero che scrivono His first band, Malfunkshun, featured future Mother Love Bone frontman Andrew Wood”. Ma onestamente il compianto Smith  nella band che fu di Wood passa solo un ventennio dopo come riporta ad esempio la pagina della band dedicata su Wikipedia: Shawn Smith – lead vocals (2006–2011).

[UP]

+ John J. Francis.

+ Tiger Merritt (Morning Teleportation).

+ Bill Isles (O’Jays).

+ Shawn Smith.

* Mick Jagger supera brillantemente l’operazione al cuore. Via social ci tiene a ringraziare: “Thank you everyone for all your messages of support, I’m feeling much better now and on the mend – and also a huge thank you to all the hospital staff for doing a superb job”.

* Il 2 aprile sono stati festeggiati gli 80 anni del compianto Marvin Gaye. Per celebrare l’artista il servizio postale americano ha messo sul mercato un francobollo commemorativo. “A commemorative stamp of Marvin Gaye is being released today, his birthday. The ‘Prince of Soul’ Forever Postage Stamp is to be part of the U.S. Postal Service’s 2019 Music Icons collection and will be unveiled at the Greek Theatre in Los Angeles”.

* Chissà se ci sarà un seguito, intanto solo per una birra come tra buoni amici, si sono “riuniti” i Josef K. Una delle band più importanti del post punk britannico dell’epoca, durata più o meno tre anni (79/82) tempo utile per un solo magnifico album (‘The Only Fun in Town’).

* Nostalgia canaglia. Bello lo scatto e bello il ricordo di Alan McGee: “This was where I started Creation / in 1983 I started a club called the living room in this pub I was 22 it closed in 1984 and I have never been back till today / it’s in Conway Street next to Warren Street tube”.

* I Raconteurs sono tornati dal vivo otto anni dopo la loro ultima apparizione e lo hanno fatto a Nashville al Third Man Records’ 10th anniversary. Per l’occasione sono stati introdotti dall’immancabile mamma di Jack White.

* Per la prima volta IlMessaggero.it ci fa un regalo. A 25 anni dalla morte di Kurt Cobain ecco un’intervista a Bruce Pavitt (fondatore della Sub Pop) da cui con molta commozione prendiamo quanto segue.

“Il 27 Novembre al Piper Club Kurt ebbe un esaurimento nervoso. Fracassò chitarra e microfono, minacciò di buttarsi giù dalle casse e sciolse la band. Voleva tornarsene a casa. Era a pezzi e ci prendemmo un giorno di vacanza: cappuccino, visita alla Cappella Sistina, a San Pietro. Cambiò umore, ricomprò la chitarra in zona Monti e davanti al Colosseo scherzammo immaginando il giorno il cui i Nirvana avrebbero riempito un’arena simile”.

* Torna “Ossigeno” su Rai 3 con Manuel Agnelli. Copertina e rosso vivo per la prima puntata anche grazie agli ospiti come una perfetta Anna Calvi, un divertentissimo Piero Pelù versione “padre” e “nonno”, oltre al ritrovato Ivano Fossati. Più ritmo rispetto al passato anche se pensiamo sia impossibile cancellare del tutto l’aura di velato impaccio, di velata goffaggine, di velata discutibile pronunzia inglese, che si respira generalmente da sempre nelle trasmissioni musicali (di ogni genere) realizzate in Italia.