Up & Down #341. E che nessuno si offenda.

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Non teme le gatte e le lune la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Mogol: Il rock è italiano dai tempi di Battisti. Fermiamo gli stranieri. Senilità, vecchiaia, rincoglionimento, tutte cose molto tristi.

* Gazzelle si accende una sigaretta sul palco: multato durante il suo concerto”, “Scusate, ho sbagliato – avrebbe risposto Gazzelle – Non ho dato peso al fatto che mi trovassi al chiuso. Premio tordo della settimana.

* La morte improvvisa di Mark Hollis. Questa volta pensateci voi. Cercate voi tra la tanta merda del web l’abisso totale e culturale tra l’Italia che si occupa di musica e il resto del mondo. Inutile fare le pulci a ogni singola testata, la quasi totalità ha copiato le prime 10 righe, e ripetiamo 10 righe, di Wikipedia alla voce Mark Hollis. Aggiungendo banalità e ovvietà tutte nostrane del tipo “meteore luminose”, “autori del tormentone anni 80 Such a Shame” e via discorrendo. I media UK e USA hanno invece approfondito, con toccanti ricordi personali, con articoli, analizzando l’importanza e l’influenza di Hollis, riportando aneddoti e certamente la storia dei Talk Talk. Il tutto corredato da foto, video rari, tributi social e stralci di vecchie interviste. Ma se proprio volete, una per tutte ecco IlMattino.it che copia male sbagliando pure sintassi e date: “Otto anni dopo la sua prima incisione con un singolo cantato assieme The Reaction, un gruppo durto poco. I Talk Talk nacquerò tre anni dopo, nel 1981. Si affermarono grazie a “It’s My Life” e “Such A Shame”, tra i pezzi più celebri dei primi anni 80. Dopo lo scioglimento del gruppo, Hollis continuò con un album solista omonimo (1997), L’anno dopo si ritirò ufficialmente dalle scene”. Dicevamo l’abisso… confermato anche dal quasi farneticante articolo di Paolo Romano sul blog de L’Espresso. E se vogliamo aggiungiamoci pure il ridicolo servizietto che il sempre vivo Studio Aperto dedica alla notizia. L’elegante conduttrice annuncia il video “SACCIA e SCEI”… un minuto di clip senza commento. Ecco fatto.

* Un’altra dolorosa scomparsa ha toccato il mondo Cure. La morte di Andy Anderson su Rockol.it viene probabilmente confusa con quella di Mark Hollis visto che l’età riportata non è esatta: “Andy Anderson, batterista per i Cure tra il 1983 e il 1984, è morto all’età di 64 anni. Gli anni sono 68, 64 quelli del leader dei Talk Talk.

[UP]

+ Mark David Hollis.

+ Andy Anderson (The Glove/The Cure).

+ Doug Sandom (The Detours > che poi diventeranno The Who).

+ André Previn.

+ Stephan Ellis (Survivor).

+ Steve Jameson (World Domination Enterprises).

* Tanti auguri all’indomabile 83enne Jerry Lee Lewis colpito da un lieve infarto sul finire della settimana appena passata. “Last night, Jerry Lee Lewis suffered a minor stroke. He is with his family, recuperating in Memphis and the doctors expect a full recovery. The Killer looks forward to getting back into the studio soon to record a Gospel record and on the road performing live for his fans. His family requests privacy at this time. Well wishes and prayers are greatly appreciated”.

* E’ bastata una foto pubblicata sul nostro profilo Twitter ufficiale. Una foto della discografia di Mark Hollis che gelosamente custodiamo. Una foto postata subito dopo aver appreso la tragica notizia, di slancio, con passione e amore profondo. Una foto che ha suscitato evidentemente gli stessi nostri sentimenti se è vero che i numeri generati dal post sono stati a dir poco clamorosi (con like e condivisioni anche di personaggi noti come ad esempio Valerio Mastandrea o Nicola Savino…). In alto i cuori.

* Imperdibile la mostra “Electronic Music – from Kraftwerk to Daft Punk” che si terrà alla Philharmonie De Paris dal 9 aprile all’11 agosto. “Since its advent more than thirty years ago in the underground nightclubs of Chicago and Detroit, electronic music has spread around the world. It has given rise to not only a vast musical culture, but also a political and counter-culture dimension. Set to music by Laurent Garnier, this exhibition examines the different facets of the electro phenomenon”. Gli stessi Daft Punk hanno contribuito con un’installazione: “The install is said to be inspired by the duo’s 2005 track ‘Technologic’ which featured on their third studio album Human After All”.

* Una raccolta fondi partita da James Traeger chitarrista dei Night Beats. Lo scopo? Far erigere una statua ad Austin per l’eroe e leggenda Roky Erickson. Sarebbe fantastico no? Speriamo bene.

* Complimenti a Propaganda Live (La7) che in un intermezzo musicale omaggia i Talk Talk con una deliziosa breve versione di ‘Such a Shame’ rivisitata dalla Live Orchestra e successivamente al ritorno da un break pubblicitario ospita gli I Hate My Village. Bene.

* Copertina per il fumettista olandese Typex che per la Bao pubblica la biografic novel “Andy” dedicata al genio di Andy Warhol e al mondo della Factory. 562 pagine al prezzo di 29 euro. Imperdibile.