Up & Down #338. E che nessuno si offenda.

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Non teme le pagelle la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Prima di Sanremo solo deliri e pontificazioni. Tgsky24.it un esempio di cosa sia la musica in Italia, o meglio di come viene vista, interpretata: “Sanremo 2019, Loredana Berté: l’anima rock del Festival“. E dentro:La nostra Regina del rock presenterà al pubblico […] il suo talento unito alla forte personalità le hanno fatto guadagnare l’appellativo di ‘Regina del rock’ italiano. Chiaro no? Che miseria.

* Alle birre, al vino, all’alcol in generale eravamo abituati. Ma al formaggio proprio no. La catena di discount Aldi metterà in commercio infatti una serie di prodotti con il nome di celebri hits degli anni ’80. [According to Delish, Aldi’s Happy Farms will be taking on some new nostalgia-themed packaging with “Sweet Cheddar of Mine” and “Pour Some Gouda on Me” cheese. They also have others named after classic hits by Cyndi Lauper (“Girls Just Wanna Have Fontina“), Michael Jackson (“Billie Goat Is My Lover“), Bonnie Tyler (“Total Eclipse of the Havarti“) and Wham! (“Wake Me Up Before You Goat-Goat“). The labels borrow images of the artists too, with cows and goats representing the artists].

* Festival di Sanremo. Hanno già scritto tutto, tutti. Prima, durante e dopo. Come ogni anno evitiamo tabelline e votazioni, comicità twitteriana, lanci a casaccio di sacchi di merda. Ci limitiamo al solito a sottolineare orrori e brutture varie. Lasciamo da parte anche la questione qualità delle canzoni (!), chi ha un minimo di orecchio, di esperienza, di ragione avrà certamente ascoltato (quasi) solo note brutte. Il festival griffato conflitto d’interesse by Salzano (perchè stupirsi solo alla 69esima edizione?) è stata una brutta copia, più floscia, di quello del 2018. L’apertura mentale e musicale (presunta) di Baglioni, a guardare le classifiche non è stata (sembra) solo una trovata da campagna elettorale. La ciurma “indie” (che termine osceno, come suona male qui in Italia) sale nel gradimento totale, rivelandosi però più costruita, artefatta e snob dei vari mestieranti e presenzialisti annuali del festival. Solo immagine, solo facce incazzate, solo hype. Ma tutto serve per tenere incollata quella fetta di pubblico “giovane” che altrimenti andrebbe ogni sera ad un concerto di Calcutta (per dire). Apparizioni mostruose tante. Come quella di Patty Pravo uscita dal cast di villains di “Strange Days”, come quelle dei ragazzini ex-Amici che riescono a far cantare mia figlia di quasi 3 anni, dunque OK il target è giusto, come quella di Achille Lauro che finalmente fa esplodere l’eccitazione di chi lo amava prima ma non lo poteva far sapere al mondo per vergogna trappista, con un brano definito “bomba”, “punk rock”, “rockandroll” (il mittico Andrea Laffranchi su Corriere.it) solo per una chitarrina rubata agli Smashing Pumpkins e un testo che mette in fila i soliti luoghi comuni di Hendrix, Stones ecc. (pronunciati pure “Rolling Stone” senza “S” giusto per fare rima). Il Vasco Rossi ubriaco dei tempi andati a confronto era la trasfigurazione di Iggy Pop. Il resto è solito. Con i testi impegnati osannati, con gli artisti dei testi osannati che però non venderanno manco un disco. E poi la serata dei duetti, tragici nella quasi totalità. E la vittoria finale andata (per fortuna) al bravo Mahmood. Ma a rimanere scolpita nella memoria sarà anche la grande rosicata a nome Ultimo. Quando l’umiltà non fa rima mai con qualità e professionalità.

* Su AdnKronos.com viene intervistato proprio Lauro a proposito delle accuse di plagio a ‘1979’. Nelle righe di presentazione subito un errore nel titolo della canzone ‘Rolls Roys‘, per gradire poi il protagonista che snocciola una serie di “Smeshin PANKINS” da infarto e per finire una bella citazione dei Doors… [guarda]

* Poi si RaiNews ecco l’intervista a Lauro e Morgan, quest’ultimo guest nella serata dei duetti. Il “maestro” a proposito del pezzo: “è rock’n’roll, anzi è più punk rock, un rock alla Velvet Underground… è un psychedelic rock…”. Squilibri e alterazioni.

* Su ExitWell.com si cercano consensi facili con un delirante articolo di Riccardo De Stefano: “Achille Lauro è il David Bowie italiano. Forse”. Vedere il trapper con il fulmine bowiano in faccia fa male al colon e alla salute in genere. Leggendo l’articolo è anche peggio: “Perché ho citato proprio David Bowie, e non qualche altra gloria del Classic rock? Perché la verità è che Bowie non ha mai inventato niente“. 

* Su Esquire.com il delirio si propaga. Virginia W. Ricci (!) titola: “Tre tenori di troppo, Arisa la Björk italiana: tutto Sanremo 2019 dal peggiore al migliore”. Conati su conati. E dentro: “Arisa: io non ho problemi a sostenere davanti a qualsiasi tribunale che Arisa sia la Bjork italiana“. Al tribunale dell’AJA te manderei. Incatenata.

* E poi c’è l’inascoltabile, deleterio Luciano Ligabue. Uno dei super-super ospiti del festival. “Sanremo 2019, l’imperatore del rock Luciano Ligabue” (Giornale di Brescia), “Arriva Ligabue the king of rock, il pubblico esulta…” (La Repubblica)… insomma il tono è stato questo.

[UP]

+ Tim Landers (Cold Collective/Transit).

+ Cadet.

* Complimenti a James Hetfield che fa il suo debutto cinematografico nel film di Netflix “Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile” che narra la storia del celebre serial killer Ted Bundy.

* E complimenti che si allungano anche agli Aerosmith che il 14 febbraio riceveranno la prestigiosa stella sulla Hollywood Walk of Fame.

* E già che ci siamo li estendiamo anche a Kim Gordon che da maggio a settembre inaugurerà la sua prima mostra al Warhol Museum di Pittsburgh intitolata “Kim Gordon: Lo-Fi Glamor”. “It’ll feature Gordon’s paintings, sculptures, and figure drawings, as well as a commissioned score for Andy Warhol’s movie Kiss. Gordon recorded that score live at the Warhol Theater last year with Steve Gunn, John Truscinski, and her Body/Head collaborator Bill Nace. That score will be available on vinyl in conjunction with the exhibition”.

* Il toccante messaggio scritto da Morrissey in ricordo di Albert Finney, il grandissimo attore britannico scomparso all’età di 82 anni.

” … he dies, a part of me dies
… his refusal to accept a Knighthood – that moronic delusion of inclusion – elevates him further in the Arts and humanities.
Albert was Manchester.
Please watch Charlie Bubbles. …
… there must be something I can dream tonight … “

MORRISSEY
8 February 2019

* Per una volta c’è tanto di buono alla cerimonia dei Grammy. Evitando di riportare tutti i vincitori delle varie categorie (tra questi Beck, St. Vincent, Laurie Anderson, Childish Gambino, High On Fire…) il momento da ricordare è stato quando è stato premiato il compianto Chris Cornell per “Best Rock Performance” per il brano “When Bad Does Good” contenuto nel box uscito lo scorso anno. A ritirare il premio i figli di 14 e 13 anni Toni e Christopher protagonisti di un toccante discorso a ricordare l’amato papà.