Up & Down #305. E che nessuno si offenda.

321

Non teme le Balalaike la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Johnny Depp, cancellate tutte le apparizioni pubbliche coi media”. Menomale.

* Premio idioti dell’anno spetta sicuramente ai NOFX che vengono bannati dal suonare live in tutti gli Stati Uniti. Motivo? Durante uno show al Punk Rock Bowling & Music Festival di Las Vegas si sono lasciati andare ad alcuni disgustosi commenti in riferimento alla tragedia dell’ottobre 2017 nella quale, durante un concerto country, furono uccise 59 persone e ferite circa 500. Il chitarrista Eric Melvin: “I guess you only get shot in Vegas if you’re in a country band” e Fat Mike: “At least they were country fans and not punk rock fans”. Lo stesso Mike su Instgram qualche giorno dopo scrive: “Fuck it! I’m not supposed to talk about it, but because of the comments we made in Las Vegas… every NOFX show has been cancelled in the US. We did not drop off the shows…. we were told that NOFX is not welcome to play ANY big venue in the United States. No joke! NOFX has effectively been banned in our own country. This is not our choice, but it is our reality. We are very sorry to our fans, especially the ones in Austin. For now, we are playing in Europe, Mexico, and Canada. The Punk in Drublic Festival is still happening in Europe and other continents. I’m trying my best to bring it back to the US but a lot of people don’t want it to happen. It fuckin sucks! We made a mistake, we apologized, and we gotta suffer the consequences. Maybe it ain’t fair, but whoever said life was. We are just very thankful that our fans are being so supportive. Thanks to all of you!!!!! See y’all in Slovenia tomorrow!”. Ma va a cagher.

* Esperimento nuovo, artista nuovo, errore vecchio. Barbarossi su IlMessaggero.it what else?

* “Iron Maiden e Ozzy Osbourne a tutto rock, “Firenze a tutto rock con Foo Fighters, Guns N’Roses, Iron Maiden, Ozzy Osbourne”, “A Firenze nonno Ozzy racconta la fiaba del rock’n’roll… sono solo alcuni dei meravigliosi titoli trovati in rete il giorno dopo (QuiNewsFirenze.it, RaiNews.it e Ansa.it). RUOCK sempre e solo RUOCK.

* L’eco fiorentino non si è ancora spento. Diana Letizia su IlSecoloXIX.it ci fa sognare già dal titolo: “Quando Firenze si è trasformata nella capitale del rock metal. Una serie di refusi poi completano l’opera: “… doppio gruppo con Slash, Axel e Duff già belli carichi”, “… al padre dell’heavy metal Ozzie Osbourne“, “… avviene quando attaccano “Fear the dark” (manca OF), “… e invitando con le mani la gente a lasciarsi andare a Bark in the moon” (AT al posto di IN), “E’ un articolo pieno però anche di un silenzio che a Firenze, in questa metà di giugno del 2018 , è diventato quasi più assordante delle note rock metal di ogni performance. Infatti silenzio, quello ci vorrebbe.

* Del logorato e logorante Marilyn Manson non se ne può più. Forse lo pensa anche IlGiorno.it che nelle parole di Andrea Spinelli lancia così il concerto milanese: “Marilyn Manson show a Milano, l’anima nera del rock chiama i suoi adepti”. E poi in “profondità” scoviamo: “…Paul Wiley alla chitarra (ma nella data londinese a dar loro man forte s’è materializzato sul palco pure Johnny Deep)”.

* Ansa.it pervasa da smania RUOCK. Live rock-dance per Noel Gallagher a Roma, britpop addio” + “Pearl Jam, fatica e furia rock, “I-Days, il clamore rock dei The Killers”. Complimenti vivissimi. Ma per quel che riguarda Noel Gallagher nell’articolo in questione  di Paola Mentuccia da segnalare una bellissima cantonata: “Noel Gallagher chiude il concerto con ‘All I need is love’ dei The Beatles, omaggio a una delle sue band più care, quella alla quale tante volte gli Oasis sono stati paragonati”. ALL YOU NEED IS LOVE!!!!

* Ansa dalla quale attingono senza un domani, senza un perchè, senza criterio, quasi tutti i nostri cari “media”. Ecco che allora al TG2 si tocca l’apoteosi quartomondista: “… Noel Gallagher, paladino del brit-pop, un nuovo genere che unisce il rock e la dance.

–  APPELLO ai giovani di buona volontà, grandi speranze e molto talento: finchè potete e volete andate via da questo PAESE –

* Luigi Bolognini “racconta” i Pearl Jam a Milano su Repubblica.it e sintetizza a modo suo la visione del periodo d’oro di Seattle. “Da quattro anni la band che assieme ai Nirvana negli anni Novanta aveva lanciato il grunge mancava dall’Italia” e ancora “… che chiudeva Ten, l’album che li impose all’attenzione mondiale nel 1991 nello stesso periodo di quell’altra bizzarra band di quella bizzarra città che è Seattle, i Nirvana”. E poi signore e signori il gran finale: “… la stessa che mette in tutto il concerto, che chiude in un bagno di sudore, la t-shirt nera sotto la camicia scozzese gli resta appiccicata addosso. Camicia scozzese, ovvero ovviamente modello grunge. Perché per Vedder il grunge non è solo musica, ma anche uno stile di vita. MAGNIFICO!

* Passiamo al Corriere.it e al nostro caro Matteo Cruccu. Titolo: “Milano, i Pearl Jam in concerto: cuore e rock’n’roll per i 60 mila degli IDays”. Sottotitolo: Due ore e un quarto di rock, per Eddie Vedder e i suoi a Rho“. Dentro siamo alle solite banalità da terza elementare: “…così Eddie Vedder, l’ultimo eroe del grunge rimasto in vita. E via ancora sicuri: “…  la generazione del grunge che ancora oggi porta le camicia di flanella e si riconosce in quel turbamento di passaggio tra l’edonismo degli’ 80 e l’eterogeneità dei 2000″. Il finale: “Un concerto di cuore, insomma, più che di testa. Del resto più del primo che della seconda oggi ha disperatamente bisogno il rock’n’roll.

* E poi c’è la “POESIA” copia-incollata. TGCom24.it: “Poi la band di Seattle regala due ore di poesia e rock. IlGiorno.it: “I-Days 2018, i Pearl Jam stregano i 60mila di Milano: show di poesia e rock.

* Ma l’Award della settimana spetta senza dubbio a Roberto Pavanello che su LaStampa.it manda in orbita tale titolo: Eddie Vedder combatte la raucedine a colpi di rock e il pubblico canta con lui le hit dei Pearl Jam”. Per leggere il resto dovremmo essere abbonati e per fortuna non lo siamo.

* Ma al peggio non c’è mai fine. IlFattoQuotidiano.it infatti va oltre. Che DIO vi assista.

* A Roma il Wind Summer Festival per quattro serate. “Questi i primi nomi degli oltre 60 artisti italiani e internazionali che si alterneranno nelle 4 serate: J- Ax & Fedez, Bob Sinclar, Annalisa, Malika Ayane, Bianca Atzei, Autogol, Benji & Fede, Alessio Bernabei, Mario Biondi, Biondo, Boomdabash e Loredana Bertè, Briga, Luca Carboni, Carl Brave e Francesca Michielin, Carmen, Cosmo, CNCO, Dark Polo Gang, Diodato, Dolcenera, Einar, Elodie e Michele Bravi, Emis Killa, Emma, Ermal Meta, Ex Otago, Lorenzo Fragola ft. Gazzelle, Fred De Palma, Ghali, Achille Lauro con Cosmo, Le Vibrazioni, Betta Lemme, Maneskin, Alice Merton, Merk & Kremont, Francesca Michielin, Mihail, Fabrizio Moro e Ultimo, Motta, Nesli, Enrico Nigiotti, Noemi, Ofenbach, Lost Frequencies, Irama, Max Pezzali, Negrita, Gue Pequeno, Sofia Reyes, Riki e CNCO, Shade, Lo Stato Sociale ft. Luca Carboni, Takagi & Ketra con Giusy Ferreri, Anna Tatangelo, Thegiornalisti, The Kolors, Thomas, Yeter & Cecilia Krull, Ultimo, Vegas Jones, Le Vibrazioni ft. Jake La Furia, Nina Zilli, gli youtuber Amedeo Preziosi, Riccardo Dose e Simone Pacello…e tanti altri”. Dice… impegnati salvane UNO. Manco UNO!

* E poi come dimenticarci di Fabrizio Zampa e i consigli live su IlMessaggero.it che parte con i COC: “Aprono la serata i Corrosion of Conformity, altra tosta band punk metal del North Carolina considerata fra le formazioni che hanno fondato il cosiddetto crossover thrash, mix di hardcore punk e thrash metal (thrash significa battere, percuotere, e non ha nulla a che fare con trash, spazzatura)”. Ma a chi è destinata sta roba? Ai minorenni delle scuole elementari? Infatti poco dopo: “I Meshuggah hanno avuto un successo internazionale con l’album Destroy Erase Improve, cocktail di death metal, thrash metal, progressive metal e jazz fusion + “… sono famosi per il loro stile innovativo e per la rivista Rolling Stone sono una delle band più importanti del panorama hard rock e heavy metal internazionale. Noel Gallagher sarebbe felice di sapere che: “… l’ex vocalist e chitarrista degli Oasis, nonché autore dei brani più famosi del gruppo, si ubriaca molto meno del solito, è meno scorbutico del solito e dal vivo offre comunque atmosfere degne del suo passato”.

* Il disagio continua. Si fa fatica anche solo a raccoglierli questi DOWN. Su IlTirreno.it si parla dei QOTSA e all’asilo nido fanno festa. “Una scarica di rock si abbatte su piazza Napoleone…” e poi attenzione > “La band californiana, antesignana dello stile stoner rock […] fino al recente Villains che ha visto la formazione di Josh Homme tornare prepotentemente alla ribalta dopo l’esplosione tra la fine degli anni novanta e gli inizi del duemila. Ma non è nulla perchè “… che ha conquistato pubblico e critica con suoni cupi e pietrosi, tra hard rock e psichedelia, influenzati dai gran canyon e dai paesaggi più aspri e desertici della California”.

[UP]

XXXTentacion.

* Jimmy Wopo.

Ralph Santolla (MilleniumDeicideObituary).

* Vinnie Paul.

* Fred Chalenor (Face Ditch, Tone Dogs)

* I 70 anni di Todd Rundgren.

* Il 14 giugno i Metallica hanno ricevuto il Polar Music Prize direttamente dalle mani del Re Carlo XVI Gustavo di Svezia. Uno dei premi internazionali più prestigiosi che prevede anche una parte in denaro. Questa parte la band americana ha deciso di devolverla in beneficenza: “Metallica decided to give 50% of their prize money to the Stockholm City Mission, 25% to the World Child Foundation and 25% to the Afghanistan National Institute Of Music”. Applausi.

* Un successo infinito quello di ‘Don’t Stop Believin” dei Journey (oltre 7 i milioni di copie vendute dal 1981), singolo divenuto un classico assoluto della storia della musica (non solo americana). Per l’ennesima volta il pezzo viene inserito in un film. Si tratta di “Smallfoot” che uscirà nelle sale a fine settembre.

* Una collaborazione Abramorama e Verisimilitude. Per omaggiare i 40 anni di carriera dei PiL arriva il docufilm “The Public Image Is Rotten” diretto da Tabbert Fiiller. “Following a sold-out screening at Camden London’s Odeon Cinema, the film will be released in multiple theaters across the United Kingdom and select European cities throughout the summer, followed by a North American theatrical tour in the fall kicking off at New York City’s downtown Metrograph on September 14”.

* Gli Stars sono in tour e via Twitter scrivono un “avviso” molto particolare anti-Trump: If you support president Trump, please stay away from our shows. we can’t have people who are ok with child abuse at our shows. So please. You can have your opinions. But stay away from our shows. seriously. Thanks.

* Il pensiero e gli auguri al 41enne multistrumentista e produttore Richard Swift (The Shins, The Arcs, The Black Keys) ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Aperta una raccolta fondi QUI. “Dear friends of Swift, Richard needs your love and support now as he is up against some tough odds. He has been hospitalized due to a serious medical condition. He is receiving excellent care in Tacoma Washington and everything is being done to allow his body time to repair and heal. He is uninsured and the cost of the care he is getting is a lot. If you can afford to share the weight of this burden, it would be most deeply appreciated. Anything helps. Mostly thank you for supporting our beloved Richard and his family”.

* Annuncio del nuovo album e partecipazione al divertente “Carpool Karaoke” di James Corden. Paul McCartney sempre signore, sempre numero uno.

* Non si tratta di spoiler ma quasi. Noel Gallagher e la sua band sono in concerto all’Arena Flegrea di Napoli quando ad un certo punto il musicista tifoso del Manchester City: “Buona fortuna al Napoli per la prossima stagione e grazie per Jorginho”.

* I Pearl Jam sbarcano e sbancano Milano. Ad un certo punto viene invitata sul palco Jill Vedder, moglie di Eddie, che indossa il giubbotto-risposta a quello della first lady americana: “Yes We All Care. Y Don’t U?”.

* Nella piccola città di Warracknabeal, 2400 anime nello stato australiano di Victoria, qui è nato il 22 settembre 1957 Nick Cave. Ed è qui che verrà eretta la statua di bronzo ad altezza naturale, opera dello scultore Corin Johnson, che ritrae l’artista a cavallo “wearing a loincloth holding a flaming torch and mounted”.