Up & Down #298. E che nessuno si offenda.

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Non teme la trap(pola) la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Rino Gaetano ritrovato, la sua voce nell’inedito ‘Ti voglio'”. Notizie che non vorresti mai leggere mentre azzanni il tuo morbido e profumato maritozzo semplice che avresti voluto farcire con gelato fresco e invece… hai provato vergogna.

* Il concerto del 1 maggio a Roma. Una pena. Reiterata dimostrazione di provincialismo. Demagogia sovrana. Slogan da quattro soldi, invecchiati, stantii. Anti-estetismo. E musica di merda. Una pena si diceva. La trap coi tatuaggi sul viso e il look da ergastolo. I nuovi “artisti” (romani e non) che portati su un palco “grande” fanno uscire tutto il peggio possibile, dimostrando il nulla, il vuoto, le canzoni stonate, l’attitudine spocchiosa e l’abbigliamento da negozio vintage scrauso. Un happening dell’amatorialità. Lo specchio di uno dei periodi artistici più scadenti di sempre a braccetto con il degrado di una città erosa, violentata, messa in ginocchio. Nulla da salvare. E “ciao Roma” un cazzo.

* Repubblica.it aveva poi anticipato tutto: “… un’edizione che è una fotografia realistica di una straordinaria fase creativa della nostra nuova musica...”. Ah ah ah ah!

* Dopo averlo pronosticato Repubblica.it conferma il risultato finale. Il titolo: “Trap, hip hop, rock, pop, le nuove leve che rendono il Concertone il migliore di sempre. E nell’articolo (!): Il miglior Concertone del Primo Maggio da anni. Non c’è dubbio”. Qualche riga più sotto è condensata l’ignoranza: “L’apertura della serata è stata affidata a Micol Picchioni e alla sua arpa rock, in grado di catturare magicamente l’attenzione della piazza e di spostare i sentimenti verso una musica originale e classica al tempo stesso. Poi il rock e la canzone di Gianna Nannini...”. Dall’apertura alla Nannini, il “senza nome” che firma il pezzo salta praticamente quasi 4 ore di concerto… ma rimane il miglior concertone di sempre. Soprattutto se non lo si vede e si viene foraggiati per scrivere cazzate simili. Ma se si cerca meglio ecco Carlo Moretti che scrive più o meno le stesse cose, “rocker senese” inclusa.

* Apple Music che si “ispira” liberamente ai live report di Nerds Attack! Grazie.

 

* Su LaStampa.it Bruno Ruffilli intervista Bernard Sumner in occasione del concerto speciale dei New Order a Torino. Le domande alla fine vertono tutte sull’argomento trito e ritrito: Joy Division, la morte di Ian Curtis (Per questo è cambiato anche il nome?” si chiede dopo 70 anni il giornalista), ‘Blue Monday’, Peter Hook e anche su Manchester. Da Manchester vengono alcune delle band più rappresentative del rock inglese. Da Magazine, Fall, Buzzcocks (ma anche Bee Gees), fino a Chemical Brothers, Take That e Oasis, passando per Simply Red, Happy Mondays, Stone Roses, e ovviamente gli Smiths. Come lo spiega?”. Trova gli intrusi.

[UP]

* John Henry “Jabo” Starks (James Brown, John Lee Hooker, Howlin’ Wolf).

* Tony Kinman (The Dils, Rank and File, Blackbird).

* Steve Coy (Dead Or Alive).

* Roy Burns.

* I Beatles continuano senza sosta a “creare” letteratura. Rimanendo la band più celebre del pianeta da qualsiasi lato si voglia guardare e analizzare la storia. Si aggiunge all’oceano di testi anche questo interessante “Visualizing The Beatles: A Complete Graphic History of the World’s Favorite Band” opera di John Pring e Rob Thomas. “A full-color graphic history of the Beatles, from their instruments to their tours to their outfits, hairstyles and more and taking readers on a start-to-finish survey of the group’s discography from Please Please Me to Let It Be”.

* I dati vengono rivelati dalla BBC. Nel 2017 gli “appassionati” di vinile hanno speso circa 200milioni di dollari sul sito specializzato Discogs. Bene così.

* Ancora sulle pagine dello stile che conta per Kim Gordon e la figlia Coco. Questa volta ci pensano Vogue e il magazine Paper.

* Il primo film italiano originale prodotto per Netflix è disponibile da qualche giorno. Si tratta del riuscito “Rimetti a Noi i Nostri Debiti” di Antonio Morabito con protagonisti Marco Giallini e Claudio Santamaria. Il film si apre con il brano ‘Everybody Loves You (When You’re Dead)’ dei Cop Shoot Cop tratto dal terzo album della band newyorkese ‘Ask Questions Later’ del 1993. Una piacevole sorpresa.

* Davvero curiosa e interessante l’iniziativa mossa da Devendra Banhart che alla Fondazione Prada di Milano (5 maggio) ha diretto il laboratorio da lui ideato dedicato ai bambini “Le Straordinarie Avventure Condotte da un archeologo Celestiale“. Bravo!

* Non poteva essere altrimenti. “Pupo Strafatto in California” (giovedì, Le Iene) merita la copertina della settimana e forse dell’anno. Un “reportage” sulla legalizzazione della cannabis nello stato americano diventa un’occasione per un viaggio psichedelico assolutamente unico e esilarante. Top assoluto.