Up & Down #29

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Non teme le accise la rubrica più giovane di Nerds Attack!. Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno s’offenda vi augura buon divertimento.

DOWN

* Esce il nuovo singolo di Lupe Fiasco Rossi. Peschiamo nel mazzo. Una vale l’altra. Da Ilfattoquotidiano.it: “La rinascita del Blasco dopo la malattia è un brano di rock puro. Una melodia inedita, ritmata, forte, dove le note lasciano spazio alla voce del Kom, quella di sempre, che un po’ roca e un po’ ironica, invita chi ascolta a non perdere tempo”. Di tempo infatti non se ne perde, dopo dieci secondi sembra di ascoltare il classico ‘Fiki Fiki’ e dopo quindici si è già cliccato su CHIUDI.

* Su Iodonna.it l’ennesima comparsata intervista ad Arisa. Ecco i suoi attuali gusti musicali: “Tanti gruppi italiani con suoni sperimentali, diversi dalla mia musica: Amari, Tre allegri ragazzi morti, Perturbazione. Tra gli stranieri, amo The XX, Florence and the Machine, Wallis Bird che non ha le dita ma suona la chitarra. E ovviamente le mie canzoni”. E il concetto distorto di SPERIMENTAZIONE.

* Su Rai 3 va in onda l’annunciata serata dedicata a Giorgio Gaber. Come per quella speculare in cui si omaggiava Enzo Jannacci, ancora una volta è l’unto dal signore Fabio Fazio a celebrare messa, insieme ai suoi soliti amici. Va bene tutto ma il momento peggiore lo si tocca con l’improponibile “duetto” alternato tra Bertinotti e Veltroni. Roba da Russia anni ’50 mentre il topo compiaciuto sogghignava leccandosi i baffi.

* Sono passati due anni ormai ma sull’ameno sito lettereefilosofia.it si torna a parlare de I Cani, citando il sottoscritto in un articolo che è lo specchio della beata gioventù dedita alla scrittura libera imperante nell’Italia indiecizzata e webmonopolizzata (per fortuna). Tutto legittimo, se non fosse che traspare chiaramente una certa “maniera” e un certo vuoto pneumatico, che neanche la passionale baldanza pseudointellettuale di questi ragazzi (senza nome e cognome) riesce a cancellare. Background cercasi.

* The Killers a Roma e Milano.

* I due festival più importanti del globo (Primavera Sound e Coachella) presentano le ricchissime line-up e come al solito sul social network per demenza (Facebook ovviamente) si scatenano le diatribe da baretto dello sport, quello ancora con il contenitore dello zucchero pieno di palline rattrappite e la puzza di piastra bruciata. Eccolo allora l’esercito delle banalità, personaggini saccenti che non sanno neanche dove si trovano sulla mappa Indio e Barcellona ma che godono nel parlare, parlare, parlare, previa rimanere davanti al PC a smanettarsi l’uccellino. Ancora una volta un consiglio paterno: uscite di casa, andate a Villa Borghese, fatevi un bel giro all’aria aperta, riprendetevi e magari prenotate un bel volo… la Spagna costa meno.

* Sempre Fabio Fazio protagonista. A Che Tempo Che Fa improvvisamente fanno capolino i Bon Jovi. Incartapecoriti e fonati più che mai, segnano un passo fatto di ritocchi, lifting e interventi mummificanti. Bello il confronto finale tra i denti da roditore del conduttore e quelli tutti rifatti (stile Funari) di Jon Bon Jovi. Irripetibile.

UP

* Spassosissimo ed intelligente come sempre il contributo di Tommaso Labranca su Film TV. Nel numero 4 il suo articolo ha un titolo molto chiaro: “Hipster”. Riportiamo la parte finale: “Gli hipster invece non fanno parte della massa bovina. Per questo portano tutti lo stesso cappellaccio da presunto artista, indossano tutti le stesse Camper con l’elastico rotto, vestono tutti gli stessi jeans con il fondo sdrucito. E, soprattutto, hanno tutti la stessa barbetta incolta che nel buio del bar fetido, complice il boccale di birra, li fa assomigliare al Vecchietto di Teomondo Scrofalo. No problem… We love trash!”.

* Tra le rivampe e le reunion del 2013 è passata inosservata quella che riporta in vita dopo 25 anni i magnifici The Three O’Clock, tra gli eroi più significativi della neo-psichedelia californiana degli anni ’80, meglio nota come Paisley Underground. Sul loro profilo Twitter e su quello Facebook campeggia: “LA Paisley Underground band for people with no friends…”. Grazie.

* Kevin Shields annuncia il nuovo disco. Up Up Up.