Up & Down #289. E che nessuno si offenda.

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Non teme la maggioranza la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Regressione portami in pensione. Red Canzian riparte da solista: «Il mio viaggio dai Pooh al rock progressive»”. Combo letale Pooh + prog rock, stessi effetti del cianuro. Notizie che non vorresti mai leggere mentre fai stretching ascoltando il rumore della pioggia.

* Cose che fanno bene alla salute su IlMessaggero.it: Jerry Calà mattatore in discoteca a Roma: «La mia vita da libidine è tutta uno show»”. Festival del vuoto pneumatico e delle camicie bianche. Falla finita zi.

* Stesso discorso che andrebbe fatto per Gianni Morandi che sul Corriere.it continua a battere sullo stesso tasto: “Gianni Morandi: «Io come Paul McCartney, ho iniziato con i Beatles» e ancora: “Ero un ragazzino, era il 1962. Ho iniziato assieme ai Beatles. E mi consola vedere che anche Paul McCartney continua a fare concerti”. Sostegno psicologico.

* Repubblica.it e i Soft Cell. Piccole sfumature di marrone. “Marc Almond, voce del duo synth pop, e Dave Ball, produttore e polistrumentista…”, magari sarebbe più corretto mettere un trattino tra “synth” e “pop”. Nell’articolo però subito dopo scompare la “h”: “voce del duo synt-pop, e Dave Ball, produttore e polistrumentista…”.

* Non ce ne siamo dimenticati. Gli appuntamenti musicali romani de IlMessaggero.it non possono mancare mai. “La band dei Sepultura è una formazione di trash metal brasiliano che si è formata a Belo Horizonte nel lontano 1984 e che da allora porta in giro per il mondo uno stile estremo, un mix creativo fra death, l’alternative metal e groove metal…” e Nellì’attuale tour saranno accompagnati dai tedeschi Obscura e dagli americani Goatwhore e Fit For An Autopsy. Roba allegra, come vedete. Da piangere.

* Il “ruock” pulsa e vive dentro di noi. Panorama.it lo schiaffa nel titolo: “David Sylvian: i 60 anni dell’ultimo dandy del rock”.

* Nell’edizione romana de IlCorriere.it Sandra Cesarale fa il punto sugli appuntamenti live estivi sciorinando alcune, solite, trite banalità: “Nelle scorse settimane sono stati annunciati i primi nomi della rassegna: la sacerdotessa del rock Patti Smith…”, poco più sotto: “… arriveranno l’ex cattiva ragazza del rock Alanis Morissette…”.

* La seconda puntata di Ossigeno (Rai 3) condotta da Manuel Agnelli è stata certamente migliore della prima. Grazie soprattutto a ospiti come Harper/Musselwhite, Emidio Clelementi, Vasco Brondi (apprezzabile la sua breve intervista piuttosto che l’esibizione) e a Paolo Bonolis che con indosso la maschera di Batman ha risposto in maniera divertente a una serie di domandine simpatiche che nascondevano però concetti estremamente seri e “giusti”. Rimane purtroppo il freno a mano tirato del titolare del programma, imbrigliato da testi da seguire troppo spesso stucchevoli, handicap che si traduce in fragorosi tonfi come quando a Ben Harper si trova a chiedere: “Conoscevi il blues prima di questa esperienza [con Musselwhite]?” e in risposta (ovvia) il musicista: “Certo, ho dedicato tutta la mia vita al blues”. Ma va? In conclusione tributo di Agnelli a Nick Drake in versione acustica con risultato poco soddisfacente. In down dunque ci finiscono stavolta  gli autori che co-scrivono con Agnelli il programma: Paolo Biamonte, Massimo Martelli e Sergio Rubino.

[UP]

Courtney Barnett e la sua cover di ‘Never Tear Us Apart’ degli INXS utilizzata per uno spot della Apple.

* Nuove stelle per il 2018 nella Hollywood Walk of Fame: Sir Richard Branson, Petula Clark, Harry Connick, Jr., Ice T, Snoop Dogg, Carrie Underwood, Steve Jones e “Weird Al” Yankovic.

* Complimenti a Susanne Sundfør che ha vinto il Phonofile Nordic Music Prize grazie al suo album ‘Music for People in Trouble’, battendo gente come Bjork, Fever Ray e Yung Lean.

* Nel giorno del 76esimo compleanno (2 marzo) la Anthology Editions annuncia per aprile l’uscita di “Do Angels Need Haircuts” un libro di poesie dell’indimenticato Lou Reed. Versi scritti dall’artista nell’anno successivo alla fine dei Velvet Underground.

* Un altro fantastico record per i leggendari Journey (ascoltarli farebbe bene alla vostra salute) che entrano nel club delle 500 settimane di permanenza della chart di Billboard con ‘Greatest Hits’, in un podio che vede al comando ‘The Dark Side of the Moon’ dei Pink Floyd con 937 seguito da ‘Legend: The Best Of Bob Marley and The Wailers’ con 510.

* Il 6 marzo a Melbourne nella nota AC/DC Lane verrà svelata una statua dedicata a Bon Scott. L’opera è dello street artist Mike Makatron a cui è stata commissionata come parte del “Victorian Government’s ‘Rockin’ The Laneways’ Initiative”. Makatron spiega. “I’ve painted the laneway annually for about five years now – always a varied interpretation of the theme of music and it’s an honour to add a permanent 3D element that pays tribute to a great Australian rock and roll band and its lead singer Bon Scott, but also to music in general”.

* Tanti auguri di pronta guarigione a Kid Millions (Oneida) coinvolto in un incidente stradale: “To our friends and fans: Oneida drummer Kid Millions is in the hospital in Los Angeles following a serious car crash. He is expected to make a full recovery but will be unable to play for some time”. Due giorni dopo il musicista fortunatamente twitta: “Hey all! Thank you for all the love and support. More news soon but wanted to give a PSA. Wear your seatbelt, even in the back seat of a cab. It’s the only reason I’m still here”.

Van McClain (Shooting Star).

* Patrick Doyle (Veronica Falls).

* Assegnati gli Oscar 2018. Tutto come previsto. Tutto perfetto. Come la performance di Sufjan Stevens – accompagnato da St. Vincent, Moses Sumney, Chris Thile, Casey Foubert e James McAlister – sulle note di ‘Mystery of Love‘ dal film di Luca Guadagnino vincitore per la sceneggiatura non originale. A spiccare però è Eddie Vedder che nel tradizionale “In Memoriam Segment” rende omaggio a Tom Petty interpretando ‘Room at the Top’.