Up & Down #288. E che nessuno si offenda.

573

Non teme la nevicata del ’18 la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* “I Cranberries annunciano un nuovo album: «È quello che avrebbe voluto Dolores»”. Notizie che non vorresti mai leggere mentre spalmi Voltaren come se non ci fosse un domani pomeriggio.

* Anche gli Stati Uniti hanno le loro capre, i loro bluff, i loro stomachevoli gorgheggi canori. La figura tinta di marrone di Fergie impegnata a cantare l’inno americano durante l’All Star Game è di quelle da tramandare ai posteri. Versione “jazz” (!) da tapparsi le orecchie. Ma poi, chi cazzo è Fergie?!

* Il tour promozionale di Nic Cester è stato così capillare quanto quello di un politico qualsiasi impegnato in questa “serena” campagna elettorale… della serie pensavo fosse un candidato invece era Nic Cester. A tutto c’è un limite.

* Dave Grohl è il Rock Ambassador di Virgin Radio. Il leader dei Foo Fighters ha scelto Virgin Radio per dare voce al rock. “E’ successo qualcosa di enorme. Dave Grohl ha scelto Virgin Radio per diventare il primo Rock Ambassador della storia. Ecco il messaggio che ha deciso di dare a tutti i rockers. Il video sarà visibile anche in televisione fino al 4 marzo sui principali canali nazionali. Il Rock Ambassador non è solo alfiere di un genere musicale, il Rock Ambassador di Virgin Radio deve incarnare un’attitudine, suggerire un modo di vivere e deve essere di ispirazione per tutte quelle persone che credono nel potere del rock. Chi meglio di Dave Grohl?”. Rocckacci vostra.

* Alanis Morissette in Italia. La grande novità della musica canadese finalmente nel nostro paese. Repubblica.it nella sezione della cronaca romana è “rock” fino al midollo. Si parte dal titolo: “Roma, anche Alanis Morissette nell’estate del rock all’Auditorium”. “C’è anche Alanis Morissette tra le rockstar che spiccano nel cartellone del Roma Summer Fest…”, “La voce del rock nata in Canada…” e appena sotto il classico errore sul cognome: “… che consacrò definitivamente al successo Alanis Morisette…”.

* Su Gonews.it si va di titolo e storpiatura classica: “Alanis Morrisette al Pistoia Blues per una….” mentre Quinewspistoia.it fa peggio: Alanis Morriset al Pistoia Blues”.

* Gli appuntamenti settimanali de IlMessaggero.it dove la superficialità regna sempre sovrana. Il lancio della rubrica: “Dal rock dei Dwarves a Matthew Lee: tutti i concerti della settimana”. Il rock che però si trasforma in punk: “The Dwarves sono una punkband americana…” e subito dopo: “Ma con The Dwarves è difficile fare previsioni attendibili, anche se offrono un rock tosto…”. E anche per oggi grazie.

* Rimaniamo ancora su IlMessaggero.it che tratta la questione bancarotta Gibson con la solita arte del copia-incolla rigoglioso: “Le sue corde sono state toccate da mostri sacri del blues e del rock come B.B. King, Elvis, Eric Clapton, Jimi Hendrix, Santana, Jimmi Page…”.

* La Lucky Red pubblicizza così il film su Eric Clapton: “Sapevo di essere diverso. E non sapevo perché. La storia del più grande chitarrista di tutti i tempi arriva per la prima volta sul grande schermo”. Magari mettere UNO dei più grandi chitarristi sarebbe opportuno… no?

* Su IlTempo.it deliri da senilità sopraggiunta da decenni. “Il segreto di Pippo Franco: ‘Il rap l’ho inventato io‘ Per l’attore e cantante Chi chi chi è stato il brano pioniere in Italia.

* Della serie che ce frega dei titoli ecco come LaStampa.it sega “Dragons”.

* E poi così all’improvviso spunta il selfie scult di questa prima parte di 2018. Guido Meda e Iggy Pop! “Due miti del rock! Lui felicissimo di suonare con me…Two rockstars!”. Dopo le due ruote meglio darsi all’ippica.

* Su Torinooggi.it si parla della rassegna “Avantgarde Portrait: New York” che è partita alle OGR. Nell’articolo un paio di errorucci abbastanza evidenti nel segno di una doppia “Z” inopportuna. “… che vede tra gli attori John Lurie dei Lounge Lizzards e poco più sotto “…  nel primo album dei DNA di Arto Lindsay, fondatore dei Lounge Lizzards…”. Mentre su LaStampa.it sezione Torino il titolo ci fa volare altissimi: Ogr a tutto jazz. E a marzo arriva il velvet John Cale.

* Il “supergruppo” degli Hollywood Vampires suscita ovvia ilarità. Joe Perry/Johnny Depp/Alice Cooper al massimo potrebbero essere protagonisti di una serie TV sulle case di riposo americane destinate agli artisti. Ecco cosa promettono. Regressione la nuova rivoluzione.

* Ha preso il via su Rai 3 Ossigeno il nuovo programma condotto da Manuel Agnelli. Bello lo studio, la scenografia, ma dipinta di marrone ci finisce intanto la performance di Joan Wasser (Joan As Police Woman, con al piano lo stesso Agnelli) che conferma quanto andiamo dicendo da anni: l’americana (che qui appare comunque “invecchiata” e sottotono) è artista assolutamente sopravvalutata. Rimane dunque uno dei misteri dolorosi del nostro tempo musicale. Il programma però arranca, lento, Agnelli non ha il ritmo del conduttore col piglio giusto, impellato e imbustato è abbastanza discutibile, e soprattutto a vincere è l’autoreferenzialità. “Ossigeno” alla fine dei conti è Agnelli che si racconta, “io volevo”, “io sono stato”, “io qua”, “io su”, “io giù”… e Claudio Santamaria che intona i Cure anche no. L’attore poi legge il copione ed è subito scult: “E tu in questo duello Cure-Smiths da che parte stavi?”. Alla prossima puntata.

[UP]

Grime MC Stormin.

Little Sammy Davis.

* La Third Man Records a giugno ha portato a casa il purista del country Joshua Hedley. Via Twitter l’artista ci tiene a sottolineare quale sia il suo credo: “I play country music. Not alt-country, not ameripolitan, not americana, not trad-country, not neo folk outlaw whatever made up thing, none of that. Country music. It’s not a dirty word. I am a country singer, I sing country music. Period”. No fa una piega.

* Didier Lockwood.

Sergio Della Monica (Planet Funk).

* Liam Gallagher riesce questa volta a risultare simpatico sottoposto al fuoco di fila delle domande di… alcuni piccoli intervistatori. Griffa Noisey.

* Eddy Amoo (The Real Thing).

Barbara Alston (The Crystals).

* Il compleanno di Kurt Cobain. Frances Bean posta un toccante ricordo. “I hope they don’t have the internet wherever you are. I feel like that would be counterproductive. Regardless, Happy Birthday to an angel”.

* Alla Milano Fashion Week sfila anche Gucci e nel parterre (praticamente una sala operatoria) pieno zeppo di VIP anche i protagonisti della fortunata serie “The end of fucking word” assieme a Earl Cave (nel film compare in una piccola parte). Poi foto di rito pure con “Aureliano” e “Spadino”… ma questa è un’altra storia. P.S. Ovviamente c’erano anche papà e mamma Cave. Il giorno dopo in passerella c’è Fendi e la colonna sonora è ‘Shadow’ dei Chromatics.

* La miglior cosa dei deleteri Brit Awards 2018? Damon Albarn che ritira il premio per i Gorillaz e fa il discorso (Brexit compresa) praticamente ciucco.