Up & Down #278. E che nessuno si offenda.

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Non teme gli orgasmi la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Ancora una mano di marrone su Morrissey che attraverso i suoi canali social ufficiali pubblica una lettera dove cerca di chiarire e smentire alcune recenti dichiarazioni rilasciate al magazine Spiegel riguardo Kevin Spacey e Donald Trump… peccato che il giorno dopo lo stesso sito tedesco diffonda l’audio di quell’intervista dove emergono le stesse cose pubblicate qualche settimana prima.

* Bjork a Roma per un’unica suggestiva data italiana alle Terme di Caracalla. I “media” danno la notizia solo molte ore dopo la “rivelazione” del Teatro dell’Opera, aspettando evidentemente le solite conferme ufficiali per scatenare copia-incolla selvaggi. Tralasciando allora gli articoletti tutti uguali, ci piace Repubblica.it sezione Roma che non smentisce le proprie radici “rock a cazzo”: “Anche Bjork sale sul palco nella lunga estate rock del 2018. La voce che viene dai ghiacci islandesi…”.

* I Massive Attack tornano in Italia e Rockol “aggiorna” la formazione della band inglese copia-incollando dall’Ansa.it (“Il gruppo inglese, fondato nel 1988, è formato da Robert “3D” Del Naja, Grantley “Daddy” Marshall, Andrew “Mushroom” Vowles e Adrian “Tricky” Thaws.”). Capre.

* Annunciati i 20 “Big” (!) per la nuova edizione del Festival di Sanremo. Il solito penoso mischione degli ultimi anni che vuole accontentare un po’ tutti. Gli Over 60 (La Vanoni, Ron e praticamente quasi tutti i Pooh), i ripescati tipo Isola dei Famosi (Barbarossa, Decibel, Rubino, Le Vibrazioni), i giovani volti dei talent ovviamente tutti passati per l’ufficio De Filippi (The Kolors, Annalisa, Meta, Moro, Caccamo), l’indie che dice che piaccia tanto (Lo Stato Sociale), gli unici in grado di concorrere per il prestigioso premio della critica (Avitabile/Servillo), Mario Biondi (per gli amanti dei night club stile Via Veneto anni ’90), Noemi/Zilli giusto perchè volti noti della TV mainstream e poi loro che mettono d’accordo grandi e piccini perchè possono piacere o non piacere però “cazzo se sanno suonare” (Elio e le Storie Tese). Se a febbraio vedrete anche solo un tweet partire da queste pagine con hashtag #Sanremo siete autorizzati a prenderci a pesce marcio in faccia. Possiamo chiudere con Baglioni che commenta sintetico: “Il mio festival è un po’ un ’68”. Grazie Claudiè.

* Ogni commento potrebbe essere superfluo. Ci limitiamo dunque a registrare una delle tinte “marroni” più intense di tutto il 2017. Selvaggia Lucarelli e la nuova missione: “Rendere questo paese un po’ più rock”. Della serie i danni provocati dai social. Della serie senza vergogna. Della serie sarebbe meglio scomparire. Della serie perchè stupirsi siamo in Italia. E Lester BanKs è pura poesia. La prima di una lunga serie ne siamo certi.

* Morgan cambia vita, chiude un ciclo e mette all’asta alcuni dei suoi oggetti del passato. “Il Morgan che avete conosciuto fino ad oggi è morto. Chiuso un ciclo di vita, mi preparo ad entrare in uno nuovo fatto di musica nuova, voce nuova, corpo nuovo, stile nuovo. Per compiere questa metamorfosi – aggiunge – abbandono definitivamente tutto quello che appartiene al mio passato, al mio vissuto artistico, alla mia ‘immagine’, al mio feticcio: metto all’asta tutto quello che ho intorno, dentro casa, nei cassetti, negli armadi, negli scaffali, nelle librerie; gli oggetti, gli strumenti, le carte, i vestiti e ogni altra cosa che mi possa ricordare chi o cosa ero. Me ne libero”. Vabbè dai due soldini non hanno mai fatto male a nessuno. Aspettiamo quindi il grande cambiamento.

* La fine di X Factor all’insegna del politicamente corretto Licitra (Dedico la mia vittoria a Zampaglione e a mio nonno) pronto e confezionato per il Sanremo 2019 a duettare magari con Il Volo. Edizione da dimenticare. Finale da dimenticare. Ospiti da dimenticare. Compreso un Tiziano Ferro sempre più somigliante a Claudio Villa e il mistero doloroso Ed Sheeran sempre più somigliante a Mac DeMarco. Mah.

* Capitolo Maneskin. La band romana è sulla bocca (sbagliata) di tutti. L’Italia musicalmente indietro di 30 anni (gap incolmabile neanche fra due secoli e mezzo) si “accorge” di questi trasgressivi (!) ragazzi, ma che genere fanno (?!) si chiede il mondo tricolore, da dove escono, ma non si era mai vista una cosa del genere si sorprendono tutti gli altri… ce lo spiega Panorama.it: “…  il progetto ha un’anima rock. Damiano David, la voce precisa e graffiante del gruppo, ha rievocato l’immagine del bello e dannato, un giovane e lucido Kurt Cobain che è nato lo stesso giorno di Elvis. Ma non basta c’è ancora da riflettere: “Una formazione e uno stile che ricorda molto quello dei Black Eyed Peas, fonte d’ispirazione anche per la potenza dei live. Tra le influenze c’è tanto funk e soul, ascoltano Paolo Nutini e studiano la modulazione di voce di Selah Sue. Ma l’articolo di Matteo Politanò si conclude con le schede dei protagonisti dove spicca quella del batterista. Attenzione qui è copertina della settimana: “Ethan Torchio. 16 anni, batterista. Nato nel 2000, il suo stile da indiano d’America lo ha reso il più amato dalle groopies della band dopo Damiano. I nativi e le grOUpies ringraziano sentitamente.

[UP]

Pat DiNizio (The Smithereens).

* Warrel Dane (Sanctuary/Nevermore).

* Ralph Carney (Tin Huey/Tom Waits).

* Z’EV (Stefan Joel Weisser).

* La cinquina ufficiale della Rock and Roll Hall of Fame 2018. Nina Simone, The Cars, Bon Jovi, The Moody BluesDire Straits. Mentre come Award for Early Influence: Sister Rosetta Tharpe. Le nostre preferenze sono chiare, anzi rosse.

* Si chiama “Reinventing Pink Floyd: From Syd Barrett to the Dark Side of the Moon” il nuovo libro sulla “saga” della band inglese, scritto da Billy Koop e fuori il 18 febbraio pubblicato dalla Rowman & Littlefield Publishing. “In celebration of the 45th anniversary of The Dark Side of the Moon, Bill Kopp explores ingenuity with which Pink Floyd rebranded themselves following the 1968 departure of Syd Barrett. Not only did the band survive Barrett’s departure, but it went on to release landmark albums that continue to influence generations of musicians and fans”.

* Si sono ritrovati al Sonos Store a Soho per celebrare David Bowie a quasi due anni dalla scomparsa. Nikki Sixx, Meredith Graves (Perfect Pussy), Mick Rock e Mark Mothersbaugh. Proprio quest’ultimo ha ricordato che nell’estate del 1977 dopo un concerto dei Devo al Max’s Kansas City: “David Bowie came up and he said, ‘I’d like to produce you guys.’ And we said, ‘Well, we don’t have a record deal.’ And he said, ‘Don’t worry about it, I’ll pay for it’”. Qualche mese dopo si ritrovarono negli studi di Conny Plank a Colonia: “Devo jammed with David Bowie, Brian Eno, Holger Czukay [of Can], and a couple other odd Germans that were electronic musicians that happened to be hanging out there”. Bene, Mothersbaugh ha detto di aver ritrovato il master di quelle registrazioni… vedremo in futuro cosa ne sarà…

* “Casette” in vendita per Kirk Hammett e Ozzy Osbourne. La dimora del primo è a San Francisco e il chitarrista chiede circa 13 milioni di dollari. Mentre quella del madman è nel Buckinghamshire e la richiesta si attesta su quasi 4 milioni di sterline.

* L’immarcescibile Steven Tyler ha inaugurato a Douglasville (vicino Atlanta) la Janie’s house, un centro accoglienza per tutte le ragazze vittime di abusi. Standing ovation.

L’unico UP che si merita l’ultima edizione di X Factor è riservato a Enrico Nigiotti (terzo classificato) che poco dopo aver passato il primo turno e duettato con tale James Arthur (!!!) a microfoni ancora aperti: Vaffanculo a James Arthur e agli inglesi pezzi di merda. Nuovo idolo.

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