Up & Down #268. E che nessuno si offenda.

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Non teme l’indipendenza la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* La drammatica scomparsa di Tom Petty scatena i media nella solita corsa al copia-incolla sfrenato e abbrutente. Il triste e banale (minimo) comune denominatore, ripreso anche dai tantissimi “comici” che popolano i social, è il gioco di parole sul nome “Heartbreakers” associato alla causa della morte dell’artista americano. Una pena. Esempio chiaro quello che ci dona il Tgcom24.mediaset.it: “Ironia della sorte la band lo accompagnò per gran parte della carriera si chiamava ‘Heartbreakers’, e proprio un attacco di cuore lo ha accompagnato alla fine della vita”. Limortaccivostri.

* Su Repubblica.it l’articolo di Andrea Silenzi non fa una piega… anzi una piccola perché nel passaggio biografico non vengono ricordati i Mudcrutch.

* Sul Corriere.it partono le prime chicche. Matteo Cruccu: “Morto Tom Petty, idolo del southern rock”. Davvero un bel titolo, peccato ci avesse già pensato Consequence of Sound: “R.I.P. Tom Petty, southern rock legend has died at 66”. Ma poi avete bene in mente cosa sia il “southern rock”?

Ilpost.it è oscenità pura: “Tom Petty, famoso cantautore rock americano, è morto lunedì […] era stato molto popolare negli Stati Uniti – ma con cospicui successi anche nel resto del mondo. Vergogna.

LaStampa.it è sintetica e piena di verità: “In Italia Tom Petty ebbe un momento di notorietà nel 1982 con You Got Lucky e l’album da cui era tratta, Long After Dark”. Certo, giusto un momento, il vostro, scaduto ormai da tempo.

* L’Ansa.it batte la notizia e se ne appropria subito con refusi annessi RaiNews24.it“Tom Petty, leggenda del rock ‘made in Usa’ degli anni Settanta e Ottanta… frontman degli Heartbreakers, considerato uno dei maggiori americani in attività. E poi ancora via di banalità senza significato: “… ha suonato in tutto il mondo con i piu’ grandi nomi del rock…”. La bellezza.

* Aspettate che arriva anche IlMessaggero.it“ha suonato in tutto il mondo con i più grandi nomi del rock…”.

* SkyMag.it piazza la parolina magica “rock” un po’ ovunque nel giro di una manciata di righe ed è un clamoroso R-E-C-O-R-D. Dai su ragazzi contiamole insieme! “Uno dei nomi più grandi che il rock abbia mai avuto” + “quello della morte di Tom Petty, una delle leggende del rock americano” + “Addio Tom Petty, genio del rock + “L’artista che ha fatto la storia della musica rock + “il rocker è arrivato all’ospedale di Santa Monica” + “Se ne va quindi un altro pezzo grosso della storia del rock + “diventare un rocker professionista” + “negli anni a venire una leggenda del rock and roll puro”. STANDING OVATION!

* Ma l’Oscar di settimana va direttamente a IlSussidiario.net che titola: “E’ morto il cappellaio pazzo del Rock ‘n’ Roll”. E certamente anche a IlMattino.it che si accoda: “Addio a Tom Petty, il Cappellaio Matto del rock”. E nell’articolo una serie di orrori/refusi da record: “si colorò di futuro quando Elvis Presley visitò la sua città e quando vide i Beatles in tv all’«Ed Sulliva show»”, “Alla sua morte Sua Bobbità si è detto «sotto shock»”, “da Billy Idol a Chick D“. E’ morto il giornalismo.

* Lo spot radiofonico che pubblicizza il concerto romano dei Marillion è un concentrato di surrealismo, genialità, tristezza, imbarazzo. A colpi di “rock moderno” (!!!) si sbanda in macchina.

* Sempre rimanendo in tema di Marillion (!!!) ecco la splendida figura di merda de La Repubblica che grazie anche al nostro beniamino Felice Liperi fa inalberare perfino Fish (quello vero). La foto e le parole del cantante fanno il resto.

* Il Corriere della Sera prosegue con la rubrichetta del “guardate come eri, guardate come sei”. La foto (peraltro abbastanza vecchia) ha come protagonista Axl Rose. Tutto molto triste.

* Ma esattamente cosa intendete per psichedelia?

[UP]

* Deep Purple’s classic ‘Smoke on the Water’ has been preserved in DNA for UNESCO’s Memory of the World Archive”. Per la prima volta Dip Parpol in rosso.

* Fuori il 20 ottobre il prezioso quanto interessante documentario “There Is No Modern Romance” che racconta il tour del 2003 degli Yeah Yeah Yeahs.

* Tom Petty.

Walter “Bunny” Sigler.

* Nel mare di ricordi e tributi pubblicati via social dopo la scomparsa di Petty segnaliamo con piacere quello di Ireland Basinger-Baldwin che scrive: “My mom in the Tom Petty and the Heartbreaker’s ‘Mary Jane’s Last Dance’ music video in 1993. Rest In Peace to a legend and one of my favorite artists of all time”.

* Mentre la figlia AnnaKim Violette lo ricorda così: “One week ago today I was watching my dad play we showed up rushed to our seats I got stoned had a beer the lights went dark sat watching realizing I grew up on these songs everyone grew up on these songs (sic), this is real American Art made from the roots of real people who deeply love life my father loves music more than anything and always put music first it’s going to be healing to know I will never go a day without hearing his music I love his class honesty and how strange and funny he is. Tom Petty is an American Icon because his heart has always put human rights first. We are one I love you dad your songs are dreams manifested”.

* Una sempre lucidissima Yoko Ono ricorda il numero delle vittime da arma da fuoco negli Stati Uniti da quel tragico giorno del 1980.

* Alvin DeGuzman (The Icarus Line).

* Il primo album dopo 23 anni. Se volete supportare la nuova release dei Belly (già ritornati live nel 2016) ecco l’occasione giusta per farlo.

* La copertina è tutta per Josh Homme che nel programma per bambini della BBC “Bedtime Stories” si impegna alla grande per leggere le avventure del draghetto “Zog” di Julia Donaldson. Per l’occasione Homme si è portato il suo personale amichetto Snoop Bob Meat Ball.

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