Up & Down #251

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Non teme i chiacchieroni la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Guns N’ Roses ‘Assembling Ideas’ for Possible New Album”. Notizie che non vorresti mai leggere mentre ti alzi alle 5 del mattino fresco come una rosa.

* I Radiohead non cancellano il concerto a Tel Aviv del prossimo 19 luglio. Roger Waters, a capo della petizione dello scorso aprile in cui assieme ad altri “colleghi” famosi chiedevano alla band di annullare la data per protesta contro il governo israeliano e la sua politica anti-palestinese, scrive a Thom Yorke ricevendo risposta negativa dopo che questi aveva definito assai “offensiva” la richiesta dei vari Thurston Moore, Adebimpe ecc. Che santissima noia! Che barba lunga!

* Donald Glover aka Childish Gambino annuncia che il suo prossimo album sarà l’ultimo. Te ne siamo grati.

* Il mondo torna a occuparsi di Bob Dylan che invia il discorso di ringraziamento del Nobel all’accademia svedese. Pronto a gossippare (male) l’impavido Studio Aperto: “Il più graffiante ribelle del rock…” e ancora “… non sappiamo cosa farà Dylan con il malloppo… c’è una canzone che gli si addice molto… Core n’ngrato”. E qui parte Pavarotti che canta la canzone di Caruso. Capre che fanno orrore.

* In due serate su Rai 1 è andato in scena il disgustoso ritrovo aziendale dei Wind Music Awards. Dall’Arena di Verona, ormai ridotta come fosse uno dei peggiori club di periferia, hanno sfilato gli artisti (!) che classifiche alla mano hanno venduto di più. Con la conduzione statale di Carlo Conti e di un’irriconoscibile Vanessa Incontrada, si sono succeduti piccoli e grandi fenomeni da baraccone italiano. Playback, fuori sincro, vecchie canaglie, villa arzilla al completo, trucioli di talent, filtri di Sanremo. Un’odissea-specchio dell’Italia canterella.

* Come rendersi ridicoli. Phil Collins doveva smettere l’attività live, ci avevamo creduto tutti. Poi il ripensamento e il ritorno sulle scene, purtroppo. Dopo aver ripreso a suonare dal vivo, dopo insomma un paio di show a Londra, ecco che il musicista (ri)sale ai disonori della cronaca per una brutta caduta “casalinga”. In una stanza d’hotel si consuma il goffo incidente come racconta il manager: He rose in the middle of the night to go to the toilet and slipped in his hotel room, hitting his head in the fall on a chair. He was taken to hospital, where he had stitches for a severe gash on his head close to his eye and is recovering well. He will be kept under observation for 24 hours”. Commentare oltre no. Grazie.

[UP]

* Liam Gallagher, ormai abbonato al rosso della rubrica, il giorno dopo il concerto benefico One Love Manchester tira al bersaglio. Il solito, con le sembianze del fratellino. “Manchester id like to apologise for my brothers absence last night very disappointed stay beautiful stay safe. Noels out of the fucking country weren’t we all love get on a fucking plane and play your tunes for the kids you sad fuck”. Fa molto ridere.

* Ma dello stesso colore diventa anche il “povero” Noel Gallagher che ha deciso di donare le royalties di ‘Don’t Look Back in Anger’ del 1996 al Manchester Fund dedicato alle vittime degli attentati. E Liam? Il giorno dopo… “Rocker Liam Gallagher has followed his estranged brother Noel’s example and donated his royalties from sales of Oasis’ Don’t Look Back in Anger’ to the families of the Manchester terror attack victims”. Direi che siamo apposto così.

* I figli di Chris Cornell, Lily e Tony, stanno disegnando una statua per il compianto padre. Lo annuncia la suocera del cantante Toni Karayiannis: “Lily and Toni will work to design their dads statue!! How proud he must be of them! How proud I am of my smart beautiful girls!!”.

* Carl Driggs (Kracker, Paul Revere and the Raiders).

* La grande professionalità di Jennifer Lopez che durante uno show a Las Vegas accusa evidente la “stanchezza” o più semplicemente un problema alla schiena. Stoicamente conclude l’esibizione seppur aiutata dai solerti ballerini.

* In vendita su ebay il Ford Hot Rod che era di John Bonham comparso anche nel film “The Song Remains The Same’. “Ford-Model-T-Hot-Rod-owned-by-John-Bonham-of-Led-Zeppelin-and-Movie-Featured”. Si parte da un prezzo di 250mila dollari.

* Un video di ben 18 minuti nel quale Brian May presenta il Monopoli dei Queen. Tralasciando il discorso musicale, ad avercene di giochi così, un bellissimo passatempo per ripercorrere una storia comunque importante.

* Dal gioco da tavolo al videogame. Il nome Motorhead non muore mai, lo sa bene la Haemimont Games che lancia “Motörhead Through The Ages” espansione per “Victor Vran” su Playstation 4. Lemmy sarebbe contento…

* Anche Charlie Benante (Anthrax) si aggiunge alla lista degli artisti “deviati” verso il mondo del “food”. Il batterista avrà infatti il suo caffè (Benante Blend) distribuito dalla Dark Matter Coffee Co. di Chicago. Due i gusti disponibili: “Be All End All’, a dark roast and ‘Forever Metal’, a milder coffee”.

* Non si arrestano le celebrazioni per i 25 anni del monumentale ‘Ritual De Lo Habitual’ dei Jane’s Addiction. Il 4 agosto infatti esce il concert film “Ritual De Lo Habitual Alive At 25” diretto da Mark Ritchie (Kanye West, Madonna) e registrato all’ormai demolito Irvine Meadows Ampitheatre californiano il 30 maggio 2015. Una grande esperienza.

* Morrissey avvistato a Roma. Con la band. Ma soprattutto Morrissey che entra da Feltrinelli alla Galleria Alberto Sordi e acquista un best of di… Morrissey. Tutto vero.

* Commoventi e da copertina le parole che Iman dedica al suo David (Bowie) nel giorno del 25esimo anniversario di matrimonio. June 6th #BowieForever

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