Up & Down #249

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Non teme gli addii la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Ritchie Blackmore Says He Would Play With Deep Purple Again”. Notizie che non vorresti mai leggere mentre ti ingozzi un tonnarello cacio e pepe.

* La nuova deprimente querelle Columbro Gabbani vs Agnelli. “Io stimo tantissimo Manuel Agnelli, ragionerò su questa riflessione però ti faccio una domanda: me lo canti un pezzo degli Afterhours?“. Dalle stesse pagine del Corriere della Sera così risponde alla dichiarazione di Agnelli che aveva parlato a riguardo del pezzo vincitore di Sanremo: “Occidentali’s Karma non mi piace. Non mi interessa quel genere. Ha il maglioncino ed è rassicurante, ma si muove sempre sullo stesso binario. Non vedo un’evoluzione verso qualcosa di diverso. Non c’è niente che non vada, a me non dice niente di nuovo”.

* Settimana di dichiarazioni forti. Zucchero: “chiamerò Bono per fare un Live Aid contro la paura”. La nostra è tanta. Alex Britti: “Resto un Peter Pan, suonare per me è come essere in vacanza”. Ce ne siamo accorti da un pezzo. I Rockets: “Siamo stati i pionieri dei grandi live”. Ma va a cagher.

* Chi era Liberato. E certo, ce lo eravamo chiesti anche noi… come no.

* Come successo a “Vinyl” (HBO) anche la serie TV “The Get Down” (Netflix) viene cancellata dopo la prima stagione. Raccontare la “musica” è ormai diventata operazione a perdere.

* Da quale entità oscura nasce la necessità degli MTV Music Awards? Ma MTV esiste ancora? E se si, chi stracazzo se la guarda? L’ennesimo programmino televisivo dove sfilano gli “artisti” più telegenici e trendy del momento. Dunque quelli che fanno giri in giri tra ospitate, promozione e giochini, mezzi-live, karaoke su quattro ruote e opinionismo spiccio. Alla fine il tutto si traduce in TIM (sponsor dell’evento) contro Vodafone (sponsor di Amici) e una battaglia tra concomitanze televisive.

* Al funerale di Chris Cornell manca Eddie Vedder (per inciso ma mica manca solo lui…) che è ufficialmente impegnato in tour in Europa (Amsterdam nel giorno specifico). Non è un mistero che probabilmente tra i due ci fosse stato un “allontanamento” (si legga la mancata partecipazione di Vedder nella reunion dei Temple of the Dog) dopo anni di grande amicizia (almeno questo è quello che sappiamo noi). Eppure la mancata presenza all’ultimo saluto di Cornell scatena i peggiori bar di Caracas (tradotto gli accaniti scienziati delle piattaforme “sociali”). Vedder improvvisamente diventa “pagliaccio”, “paraculo”, “stronzo”… e i media si rincorrono a colpi di “Eddie dove sei?”, “Eddie mancavi solo tu” e stronzate del genere. Ci risiamo. L’artista viene morbosamente visto come uno di noi, uno vicino a noi, uno del quale conosciamo tutto (quotidianamente), quello che mangia, quello che pensa, quello che fa e come lo fa. E dunque siamo in diritto di giudicare. Ricordando che il rispetto per le persone si porta quando queste sono ancora in vita, invitiamo tutti a mollare i social una volta per tutte. Ma lo smacco è dietro l’angolo. Il 28 infatti arrivano i primi report dal concerto di Amsterdam: Eddie Vedder kicked off a European solo tour in Amsterdam on Saturday night. Reeling from the death of his longtime friend and collaborator Chris Cornell, the performance was said to be an emotional one, with Vedder playing several songs in tribute to the Soundgarden singer“.

“The show was pretty much entirely about Chris without directly mentioning him. It was clear Eddie couldn’t bring himself to talk about it head on. He spoke a little how the healing process can start with music and made numerous references to how sad he was and how much he and his friends were struggling”.

Che grande goduria.

* La morte di Gregg Allman e la povertà di informazione dei cari media. Ci risiamo. Repubblica.it usa l’oscena parola “inventore”. Insomma Allman come un novello Alessandro Volta. “Gli Allman Brothers Band sono considerati i principali inventori del southern rock. Per Corriere.it Allman è “icona del country-bluesma soprattutto ecco il copia-incolla, stesse parole, stessa frase: “Con il fratello Duane, morto nel 1971, erano considerati i principali inventori del southern rock“. L’eco di Bergamo.it invece fa scopa con La Stampa.it: “pioniere rock’n’blues“. Basta così. Basta così.

[UP]

* Jimmy LaFave.

* I 75 anni di Bob Dylan.

* Tanti auguri a Ron Wood operato per rimuovere un nodulo ai polmoni. L’artista sta bene. Non avevamo dubbi.

* Fino all’11 giugno se passate per Liverpool apre il pop-up store dedicato ai Beatles in Mathew Street “set-up for the 50th anniversary release of Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band”.

* Ancora un circoletto rosso per Liam Gallagher che donerà tutto l’incasso del concerto del prossimo 30 maggio all’O2 Ritz di Manchester a favore del We Love Manchester Emergency Fund, creato in partnership tra il Manchester City Council e la British Red Cross dopo l’attacco terroristico dei giorni scorsi. “I just knew I had to. I’m not in it for the money. The gig was going to happen anyway and we all have to do what we can. I want to try and help pick people up. People like me, doing what we do, it’s our duty to give people a good time”. Applausi.

* Rimanendo in tema accorata anche la lettera postata via social da Ariana Grande.

* Davvero toccanti le foto che ci arrivano tramite lAssociated Press del funerale di Chris Cornell all’Hollywood Forever Cemetery di Los Angeles. Da Pharrell a Christian Bale, da Brad Pitt a Tom Morelloun mondo intero per l’ultimo saluto.

* Gregg Allman.

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