UP & DOWN # 2

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Luglio col bene che ti voglio. Prende il via e va di corpo la nuova rubrica di Nerds Attack!. Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno s’offenda vi augura buon divertimento.

DOWN

* Se con la puntata dedicata a Josh Homme, a quella parte di California, al deserto e al Rancho de la Luna, ‪Anthony Bourdain‬ con il suo “No Reservations” (in onda su Rai 5) aveva toccato probabilmente uno dei suoi apici televisivi, con quella dedicata alla cultura cajun tocca invece uno dei suoi punti più bassi. Da New Orleans alla Louisiana, alla scoperta delle radici culinarie di un’area vasta e per certi versi poco nota, lo chef newyorkese viene accolto da una sorta di comunità campestre che nei fine settimana si riunisce per dar vita a imperdibili banchetti, dove tutti ma proprio tutti partecipano attivamente, a ritmo di musica cajun (appunto) e balli da balera di quart’ordine. Il clou della puntata è la macellazione di un maiale. La sera prima però eccoli cominciare a cucinare le loro originali leccornie. Stufato di tartaruga presa morta direttamente dalla strada, anatre ripiene di salsicce di cervo, salse infernali che vengono fatte assaggiare anche a bambini al di sotto dei tre anni, spezie, gamberi e aragoste agonizzanti, fiumi di alcol e birra. La parte più becera degli Stati Uniti. Il mattino seguente Bourdain è invitato a sparare al maiale con due colpi di pistola. Poi come e peggio di una casa dai 1000 corpi, in una sorta di Hostel all’aria aperta, questo nutrito gruppo di bifolchi del sud procede alla scientifica macellazione, lavorazione, divisione, cottura dell’animale. Non ci viene risparmiato nulla neanche l’iniziale depilazione post-mortem. Grasso, orecchie, coda, zampe, un utilizzo quasi maniacale per stufare, friggere, cucinare, insaccare, abbrustolire davvero di tutto. Balli, violini e sole cocente rendono nauseabonda anche l’aria in casa. Schifosi.

* “Bellissima, bravissima, grandissimo, magnifico, incredibile successo, bravissimo, bellissima, grandissima, magnifica, award, awardz, awards, magnifici, grandissimi, bellissima, incredibile, la musica italiana nel mondo, bellissimo….”. Discorsi “tipo” durante la stucchevole passerella dei Wind Music Awards 2012 dall’Arena di Verona (Rai 1). Artefice la strana coppia Conti/Incontrada specchio del vecchio della Rai nazionale. Un’orgia di playback e bocche spalancate, di sorrisi falsi e tirati, di ringraziamenti al pubblico che compra i dischi (?). Preistorici.

* Peter Hook senza ritegno e senza fine. Continua a scorticare il fondo dopo averlo già raschiato ben bene. Il 1 ottobre pubblicato da Simon & Schuster esce il libro “Unknown Pleasures: Inside Joy Division”. Non è un caso che i suoi ex-compagni-amici-parenti-conoscenti abbiano da tempo preso delle lunghe distanze.

* I Red Hot Chili Peppers all’Heineken Jammin Festival milanese confermano ancora una volta di essere da circa una dozzina d’anni (almeno) in uno stato precario-comatoso. Dal live come al solito non esce che una miscela piatta e senza ardore di musichetta da tribute band attempata-stempiata. Dimenticati.

* Vasco Rossi come e peggio di Fiorello. Tra Facebook e Twitter esala gli ultimi vagiti di un carriera-bandana ormai all’arma bianchissima. Importa una sega.

UP

* L’Unico “Up” della settimana appena trascorsa è alquanto scontato che vada a mister Steven Patrick Morrissey. Il momento “già storia” è il lancio della camicia sul finale di ‘Let Me Kiss You’ e quel suo abbandonare altezzoso il palco a petto nudo dopo aver dato tutto. Olimpico. [GUARDA]

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