Up & Down #190

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Non teme le amministrative la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* I Rolling Stones sbarcano a Cuba. I media si scatenano lanciando l’evento come “storico” ma negli anni passati sono stati tantissimi gli artisti che hanno suonato nell’isola. Tra gli ultimissimi da ricordare i Manic Street Preachers (15 anni fa con tanto di folla oceanica e incontro con Fidel Castro) e nel 2005 gli Audioslave davanti a 70mila persone. Per la precisione.

* Durante un concerto in California Father John Misty coverizza ‘Kiss It Better‘ di Rihanna. Risultato? Osceno.

* Il Corriere.it sulla performance meravigliosa di Michael Stipe allo show di Jimmy Fallon durante il quale ha omaggiato David Bowie con ‘The Man Who Sold The World‘: “Michael Stipe, ex frontman del R.E.M. canta a sorpresa David Bowie” e ancora “L’esibizione a sorpresa allo show di Jimmy Fallon”. Ma quale sorpresa! La partecipazione era stata annunciata da tempo…

* Dopo la prima delle due notti alla Carnegie Hall – “The Music of David Bowie” – nell’edizione delle 12:30 Studio Aperto si occupa dell’evento e manda agli archivi la sentenza: “Sul palco i più grandi artisti di sempre…”. Che goduria.

* Luca Barbarossa chiamato a presentare il “concertone del 1 maggio” a Roma. E dichiara sicuro: “Da cantante so bene che scarica di adrenalina si riceve da quella piazza. È un’onda positiva in cui si fondono musica e contenuti importanti che riguardano tutti noi”. Certamente.

[UP]

* Per fortuna ci sono anche le belle notizie. Iggy Pop Scores First Solo No. 1 on a Billboard Chart With ‘Post Pop Depression'”.

* Joe Bass (The Posies).

* “Avicii has retired from live performances”. Un UP di estrema gioia.

* Riparte Amici, ripartono le banalità e la fiera del non talento. Tra i giudici Loredana Bertè fa sempre sfoggio della sua cultura musicale e ad un certo punto cita anche Stevie Nicks. Capito?

* Andy “Thunderclap” Newman.

* Gianmaria Testa.

* Ad un mese dal terribile incidente motociclistico David Pajo è finalmente tornato a casa. Dopo aver aggiornato quotidianamente la sua lunga degenza ospedaliera attraverso Instagram, il musicista viene “salutato” così dal profilo ufficiale degli Slint“Hey folks!! David was cleared to head home yesterday, directly from the hospital!! After several major surgeries and a month of acute / intensive care, this is truly great news. It is also a huge step for David. He has family in LA, for now, to help him during this stage of in-home care and healing. It’s going to be a long process of recovery, with lots of medical attention and (eventually) physical rehab. When you have time, please continue to let him know you’re thinking about him. He loves hearing from you guys. And he really does need our support. Thanks so much!”.

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* Randy Blythe – cantante dei Lamb Of God – e il virtuoso Alex Skolnick (con il designer Tom Bejgrowicz) hanno fondato un nuovo magazine di cultura e lifestyle chiamato “Unbuilt“.

* Simpatica Taylor Swift nello spot Apple/Treadmill.

* Gato Barbieri.

* 1 aprile. Senza pesce al Troubadour di Los Angeles riparte il circo Guns N’Roses. Nella sezione colorata di rosso ci finiscono però i tanti VIP presenti al concerto della “ritrovata” band americana. Sempre un bel vedere… i VIP. Nel collage: Emily Ratajkowski, Kate Hudson, Bradley Cooper, Lenny Kravitz, Jesse Hughes, Norman Reedus. Jim Carrey, Nicolas Cage, David Arquette, Jared Leto alcuni degli altri “invitati” allo show.

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* 31 marzo e 1 aprile. “The Music of David Bowie” il tributo che David avrebbe sempre voluto. Tra sobrietà, conferme e sorprese. Standing ovation. E tanti saluti a chi non c’era.

* Come sempre inappuntabile John Cale che alla Filarmonica di Parigi si esibisce con la “personale” rivisitazione del classico ‘Velvet Underground & Nico’. Tra gli “ospiti” Animal Collective, Saul Williams, The Libertines, Lou Doillon, Mark Lanegan, Étienne Daho e Nick Franglen.

* Non c’è nessuna ricorrenza che li riguarda ma in copertina ci finiscono ugualmente. Anzi, ci finisce il quinto album ‘The Notorious Byrd Brothers’ (1968) che rappresenta uno dei massimi esempi di psichedelia del tempo e le vere prime sperimentazioni sul genere della seminale formazione californiana: The Byrds. In un tempo di inflazione e saturazione dell’etichetta “psych”, in un tempo in cui contano più le pose e le camicie vintage, in un tempo in cui la psichedelia è stata sdoganata anche in “ambienti” fino a qualche tempo fa ignoranti in materia, in un tempo in cui la memoria storica va quotidianamente a farsi fottere… l’opera dei Byrds andrebbe imparata in toto e inserita nei programmi scolastici. Questo vale ovviamente anche per gli amanti monoculari del brit-pop della prima e seconda ora nato proprio sulla chitarra jangly di questa band monumentale. Tutto il resto è moda e chiacchiericcio.

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