Up & Down #183

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Non teme la normalità la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Il FESTIVAL di SANREMO.

[Il triste “omaggio” a David Bowie sulle note stravolte di ‘Starman’ e Carlo Conti che saluta così: “Io sono Starman perchè vi presento 20 stelle”]

[Il solito contorno di chiacchiere e vuoto pneumatico]

[Gli ospiti “stranieri”] + [Quelli italiani > comici miracolati compresi]

[Capitolo a parte: i Pooh. Artisticamente svaniti da decenni, vengono introdotti dall’impiegato di colore con un solenne: “loro sono sempre stati all’avanguardia… perchè sono l’avanguardia”. Le parole senza peso]

[Il look dei cantanti in gara]

[Le canzoni dei cantanti in gara] + [Le cover dei cantanti in gara]

[L’umiltà dei cantanti in gara]

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E un paio di giorni dopo: “Questa notte dopo la diretta del Festival io e i miei ragazzi dei Bluvertigo suoneremo dal vivo a Casa Sanremo in un concerto tributo dedicato a David Bowie.
 Invitiamo sul palco chi tra gli altri concorrenti del Festival vorrà eseguire, cantare o suonare un brano qualsiasi dal repertorio del Duca Bianco.
 Ci piacerebbe ospitare Elio e le storie tese che abbiamo visto ieri sera in televisione, mentre stavamo cenando, jammare con Adrian Belew al Dopofestival. Peccato che non ci abbiano né informati né tantomeno invitati a questo meraviglioso happening visto che i Bluvertigo hanno sempre dichiarato la loro venerazione per i King Crimson. Sarebbe stato un gesto gentile anche perché conoscendo perfettamente i pezzi di Belew e King Crimson sarebbe stato un piacere e un onore per noi poter partecipare all’ensamble.
 Noi faremo diversamente: a loro apriamo il palco (sempre che sappiano suonare Bowie) ma soprattutto sarebbe bello sentire Elio cantare Bowie. Ma soprattutto vedere la reazione del pubblico…
 A stanotte, colleghi. Morgan.

E poi c’è l’ominide Alessio Bernabei che viene giustamente tacciato di plagio. La sua canzone, mannaggia la morte, è identica a ‘One Last Time’ di Ariana Grande. In conferenza stampa l’umiltà defluisce sicura.

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[La rinnovata stima verso gli intoccabili Elio e Le Storie Tese a colpi di “unici”, “geniali”, “destrutturanti”. Anche non è vero, anche basta, almeno i Kiss, però]

[Il televoto chissà di chi]

[Ancora Cristina D’Avena! E tutta la regressiva eccitazione a colpi di Puffi e canzoncine dell’infanzia. Epidemica]

[Il canone Rai che da quest’anno si paga…]

[I network/media servili]

[La terna vincitrice politicamente corretta: i “vecchi” per il pubblico standard, la giovane per i giovani smart, i vecchi-giovani per il pubblico di Amici e C’è Posta Per Te]

* Ilgiorno.it a proposito di concerti ci spiega finalmente la storia del “grunge”: “Gli amanti del rock, invece, non saranno altrettanto soddisfatti per il calendario dei concerti a San Siro. Nelle ultime settimane è sfumato il tour europeo del Pearl Jam. La band capeggiata da Eddie Vedder, che già nel giugno del 2014 aveva infiammato il Meazza, stava pianificando un altro tour, ma alla fine è slittato tutto all’anno prossimo. Live Nation era pronta a riportare la band, che con i Nirvana è considerata la fondatrice del grunge…”. A poracci!

* Chris Martin sempre più vicino ad un ruolo da protagonista nel remake di “Accattone”. Dopo il rifiuto di David Bowie racconta candidamente quello di Beyonce: “In a new Rolling Stone cover story, Chris Martin has admitted that Queen Bey rejected another proposed collaboration titled ‘Hook Up’. After hearing it in the studio, she ‘turned it down in the sweetest possible way’, telling Martin: ‘I really like you – but this is awful’.

* Adorabile “refuso” sulle “ali” dell’entusiasmo. Sul free press Post.it gli Afghan Whigs diventano Afghan WINGS.

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* Magnifici lanci, magnifici comunicati stampa che arrivano quotidianamente a impreziosire la casella di posta. “I PRIMAL SCREAM sono considerati dei veri e propri profeti del rock psichedelico, che riescono sempre a mescolare con la forza sovversiva del punk”. Hai detto profeta, hai detto punk, hai detto tutto.

* La querelle Subsonica vs Morricone. Un DOWN gratuito che ci accarezza il cuore e ci rende felici. Una battuta, una stronzata, una bolla di sapone, un equivoco, forse, ma rimane il fatto della solita Italietta (si, Italietta, quella da BAR con i cornetti di margarina e cemento) provinciale, mai modesta, mai umile, mai muta. MAI.

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[UP]

* Des Stanley (Action Pact)

* Le uniche stelle, gli unici raggi di sole del festivalaccio rispondono al nome di Ezio Bosso e Roberto Bolle. Del primo non interessa se molte persone probabilmente non ne conoscevano l’esistenza, rimane il fatto che il maestro che tutto il mondo ci invidia ha commosso, ha incantato, dando una grande lezione umana e artistica. E per la prima volta in questa edizione una standing ovation non comandata, non ordinata dall’impiegato Conti. Magnifico. Di Superman Bolle sappiamo tutto. Altra eccellenza di inarrivabile categoria.

* La tragedia che ha colpito la band UK Viola Beach. RIP

* Simile sorte ha toccato anche la band americana CounterFlux coinvolta in un altro incidente stradale sull’Interstate 75. Tre membri della band dell’Ohio sono morti.

* I tributi a David Bowie non si arrestano. Mentre Lady Gaga si prepara alla serata dei Grammy facendosi tatuare proprio il compianto artista inglese, i Flaming Lips ad Aspen (Colorado) eseguono ben 8 cover tributo.

* Duncan Jones annuncia la nascita di un figlio. E via Twitter scrive pensando al padre: “E’ passato un mese da quando papà è morto. Gli avevo fatto questo disegno per Natale. Arriverà a giugno. Il cerchio della vita. Ti amo, nonno”. Uno degli UP più belli di sempre.

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