★ Up & Down #179 ★

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Non teme i camaleonti la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

“Morto David Bowie, l’inventore del rock decadente”.

Bowie, l’ultimo jedi del rock”.

“Tra jazz e avanguardia la stella nera di David Bowie nei cieli del rock”.

“Camaleonte del rock”.

“Il duca del rock”.

Una settimana interamente “dedicata” a David Bowie ha (ri)lanciato in orbita la solita smania prurigginosa del caro giornalismosuperficialismo italiano. Fortunatamente non abbiamo assistito ai livelli già tristemente noti del dopo Parigi ma brutture ce ne sono state tante. Sempre troppe. I trend sono stati ben definiti e li elenchiamo di seguito.

  • BAUI – La solita prouncia da cani che ha accompagnato palinsesti, speciali, semplici opinioni(sti).
  • CAMALEONTE/DUCA – Aggettivi da titolone (ab)usati come se non ci fosse più un domani.
  • Giovanni VERONESI/MORGAN – Gli esperti più gettonati e ricercati.
  • AMBIGUITA’ – L’interesse italiano finisce sempre nel voyeurismo più morboso.
  • HEROES/REBEL REBEL – Le uniche canzoni citate su oltre 700 brani scritti dal compianto artista.

Le cose peggiori dell’intrattenimento mediatico riservato a Bowie (includendo ovviamente la ridicola pagina dell’Eco di Bergamo, con la foto dell’imitatore del programmino Rai condotto da Carlo Conti) sono state sicuramente gli speciali televisivi andati in onda su Italia 1 e Rete 4 (dimentichiamoci pure di “Porta a Porta ricorda Bowie”). Nel primo condotto da Monica Gasparini è ospite in studio David Zard che viene continuamente interrotto dalla giornalista (!) tutta eccitata nel dare la linea all’inviata a Londra, intenta a far sentire e vedere una insopportabile esibizionista (come giustamente la definisce Zard, che compare anche in questo servizio) truccata come Ziggy e intonata come un bufalo americano. Il programma va avanti tra l’orgia di “BAUI” e addirittura “BOV” mentre sfilano servizietti stile Lucignolo/Studio Aperto nei quali prendono la parola gli espertissimi Anna Pettinelli, Gerry Scotti, Linus e Enrico Ruggeri. E poi ancora lui, Giovanni Veronesi, che diresse qualla ciofeca che rimane “Il Mio West”. Su Rete 4 il giorno dopo lo speciale (!) si apre con le interviste riciclate a Pettinelli/Linus/Scotti/Ruggeri mentre ospiti sono Dario Argento (il più sobrio e interessante del lotto) e Vittorio Sgarbi, a cui vogliamo un gran bene ma che non ci azzecca proprio un cazzo. Un’intervista ad Amanda Lear “rubata” alla TV francese (credo), gli stralci della simpatica intervista di Argento a Bowie di qualche anno fa e scontatezze assortite.

Al lavoro dei quotidiani possiamo dare una sufficienza piena. Il Messaggero affida a Marco Molendini l’articolo principale. Come gli altri colleghi, nel stilare una fluida biografia riassuntiva, si dimentica volutamente gli ultimi 20 anni di Bowie (almeno quelli discografici) e commette un piccolo errore nella battitura del nome THIN Machine con quella H galeotta. Cade però nel box dedicato alla breve intervista a Patty Pravo. “Non c’è dubbio, il cantante più David Bowie della musica italiana è una donna (a conferma dell’ambiguità che aveva quel personaggio), è Patty Pravo, la prima icona androgina…”. Fantastico! Sempre sul quotidiano romano Mogol come Veronesi, chiamato a parlare per la centesima volta della ‘Space Oddity’ in italiano. A svelare il mistero della pietra verde o dell’arca perduta. Curiosità spiccia da dare in pasto alla massa che fino a ieri non ne conosceva evidentemente l’esistenza. Ma Il Messaggero non ha esaurito le grandi sorprese. Ecco una manciata di righe che svelano la presenza sulla terra di Scott Walker!

La Repubblica. Fortunatamente è Videtti a occuparsi dell’articolo principale. A Gino Castaldo (è lui l’autore che cita “lo jedi”) tocca parlare di ‘Blackstar’ e all’improvviso: “E che l’11 gennaio sia il giorno in cui 17 anni fa moriva Fabrizio De Andrè non fa che aumentare il tragico simbolismo di queste coincidenze”. Peccato che Bowie sia morto il 10 gennaio. Peccato trovarlo anche in TV. In un telegiornale eccolo nella sua pontificazione pro-Blackstar affermare che: “Nell’ambiente sapevamo che stava male”. Ahahahahaha ma per favore, il massimo che queste persone possono sapere è la formazione della propria squadra del cuore.

Corriere della Sera. Vale il discorso fatto in generale. Ottimo il ricordo con un paio di nei che rispondono al nome di Beppe Severgnini e Mario Luzzatto Fegiz. L’articolo-ricordo di Severgnini (“Noi ragazzini del ’73 in delirio per Ziggy Stardust”) ci sembra assai di “fantasia”. Certo si tratta solo di una “sensazione” ma sembra proprio un ricordo-non ricordo (aveva 17 anni all’epoca mica 5) condito a colpi di “ragni di marte”, di paragoni con i muratori della Val Seriana e con Don Gnocchi, insomma ci pare aria fritta a gonfiare un pezzo irritante come l’autore. Fegiz in video e su carta ripete che “Bowie, con Lou Reed e Brian Eno è stato l’inventore del rock decadente”. Follia pura. Sempre sul Corriere non può mancare “Il Mio West” e questa volta la parola la prende Leonardo Pieraccioni che spara: “Il suo umorismo simile al nostro”. Del resto era un alieno no? E poi ancora Morgan rappresentante e titolare del sapere bowiano (seppur appassionato e sicuramente sincero).

Tgcom24.com – Grande scoop, grande primizia, grande riscoperta. David Bowie, 15 gioielli da riscoprire. Non solo hit, ecco i brani ‘dimenticati’. Dimenticati da chi????

Amici di Maria De Filippi rende omaggio (foto). “Ci mancherai tanto”, si, non sappiamo a chi precisamente visto che in duecento edizioni del programma ci fosse stato mai un brano di Bowie inserito anche a caso. Continuate pure con Briga, braghe, Moreno e Modà.

E poi ci sono i “casi”. Che fanno tenerezza e rabbia allo stesso tempo.

  • Francesco Baccini e il millantato incontro newyorchese (poi rimosso dai social): “Correva il 2002, io ero ospite di amici a Manhattan. “Qui sotto c’è un pub carino dove fanno musica dal vivo, se ti interessa”, mi dicono. Qualche sera dopo decido di fare un giro ed entro nel pub. Il locale era ancora semideserto, data l’ora. Mi siedo a un tavolo e di fronte a me vedo un signore con una chitarra in mano uguale a David Bowie e penso “guarda quel sosia di Bowie, è identico!”. Il “sosia” mi guarda e fa un cenno di saluto. Io contraccambio. Poi con un italiano non perfetto mi dice “tu sei un cantante italiano, ti ho visto in tv. Vengo spesso in Italia, ho casa a Venezia”. Iniziammo a parlare di musica e assistemmo a un mini concerto della band che si esibì nel pub. Lui era veramente David Bowie”.
  • Mario Adinolfi e il delirio personale (poi rimosso dai social): “Peraltro David Bowie è l’inventore del marketing all’ambiguità sessuale elevato a sistema monetizzabile. Boh e ariboh”.
  • Selvaggia Lucarelli e le battute infelici con la voglia matta di prendere due cuori e un like in più: “Comunque una volta che Di Caprio stava in home su tutti i siti perchè ha vinto almeno un Golden Globe, è morto David Bowie”.
  • Emiliano Liuzzi giornalista de Il Fatto Quotidiano e opinionista di Barbara D’Urso (!) che scrive uno degli articoli più osceni della storia recente – leggi.
  • Laura Pausini con il “fulmine” dalla parte sbagliata del viso: “Una delle canzoni del mio nuovo disco ‪‎simili‬ ha un videoclip che abbiamo girato 7 mesi fa con @leandroemede e @nickcerioni. Si chiama Colpevole , l’ho scritta con Daniel Vuletic e Niccolò Agliardi e Parla di chi si nasconde dietro ad una maschera per non mostrare la sua vera identità. Un omaggio a lui. Inaspettato il suo addio così giovane. RIP”. Una vera poracciata lei e la “maschera”.

[UP]

* La Square Enix celebra Bowie con alcune copie gratuite del videogame del 1999 “Omikron: The Nomad Soul“.

* Rough Trade dona i proventi delle vendite dei dischi di Bowie del mese di gennaio alla Cancer Research UK. “All profits from our sales during Jan donated to @CR_UK“.

* Una costellazione dedicata. “Music legend David Bowie gets his own constellation, delineated by seven stars that shine in the iconic shape of a lightning bolt. A remarkable tribute by Belgian music station Studio Brussel and MIRA Public Observatory”. Philippe Mollet del MIRA Public Observatory spiega: “It was not easy to determine the appropriate stars. Studio Brussels asked us to give Bowie a unique place in the galaxy. Referring to his various albums, we chose seven stars—Sigma Librae, Spica, Alpha Virginis, Zeta Centauri, SAA 204 132, and the Beta Sigma Octantis Trianguli Australis—in the vicinity of Mars. The constellation is a copy of the iconic Bowie lightning and was recorded at the exact time of his death”.

* Ai prossimi Brit Awards di Londra (16 febbraio) Bowie verrà onorato e tributato. “The rock icon’s extraordinary life and work will be honoured at the ceremony”.

* I concerti tributo a New York (due date sold out) mentre a New Orleans grazie anche agli Arcade Fire e alla comunità jazz locale va in scena la David Bowie Parade. Folla oceanica e grande colorefolkloresplendore. Stessa cosa a Londra dove all’Union Chapel si è consumato un lungo tributo al quale hanno partecipato anche Glen Matlock, The Feeling e Guy Pratt (ex-Pink Floyd). I proventi della serata saranno devoluti alla fondazione MacMillan Cancer Support.

* E ancora petizioni per intitolare strade (Austin, Berlino…) e sterline (“Over 12,000 people have signed a petition to put David Bowie on the new £20 note”). Enormi billboard comparsi in giro per il mondo, pubblicità e omaggi di piazza (qui La Grand Place a Bruxelles), varie ed eventuali (Las Vegas), cattedrali (qui St. Albans), chiese (qui Bruges), basiliche (qui Utrecht), palazzi istituzionali (qui la City Hall di Oslo), hanno intonato brani del repertorio, fino alla BT Tower di Londra. Gli omaggi infiniti di celebrità, artisti, politici, mondo del cinema, dello sport e della moda, arrivati da qualsiasi latitudine.

* Howard Donald (Take That) ha chiamato il figlio Bowie (nato il 12 gennaio) proprio in onore dell’artista scomparso. “Bowie Taylan Donald came into this world on Tues 12th Jan. Mummy and daddy suffering sleep deprivation but life is wonderful, he is divine”.

* Il comune di Jesolo ha avuto richieste da alcuni “promotori” per far “atterrare” la mostra di David Bowie nella località veneta. Staremo a vedere. leggi

* Tra i tantissimi tributi live: EL VY, Elton John, Madonna, Robbie Williams & Rufus Wainwright, Jimmy Fallon, Jon Bon Jovi, Melissa Etheridge, Passenger, Adam Lambert, Red Hot Chili Peppers, quello commovente di Rick WakemanBruce Springsteen (parte il “The River Tour” e a Pittsburgh ecco ‘Rebel Rebel‘). Il Saturday Night Live paga tributo grazie a Fred Armisen e a una clip toccante. A Che Tempo Che Fa (Rai 3) ospiti gli Skunk Anansie. Skin accompagnata dalla chitarra omaggia Bowie (“eravamo amici, abbiamo suonato insieme in varie occasioni…”) con un piccolo assaggio di ‘Space Oddity’.

* Anche in Tibet non dimenticano e pregano. Così come Arsene Wenger allenatore dell’Arsenal. E poi la maglietta della grande amica Kate Moss che il giorno della scomparsa nella sua casa londinese omaggia così il suo grande amico.

katemoss

* Complimenti allo Stadio S. Paolo di Napoli che prima della partita contro il Sassuolo rende omaggio mandando nell’aria fresca della sera ‘Heroes’.

* Iniziative personali che vanno comunque segnalate. Parliamo dei flash mob di Roma, Firenze e Milano. Meglio di niente.

* Cavalcando l’onda emotiva le classifiche di vendita hanno fatto tilt e vedono Bowie incontrastato re. In UK numero 1 per ‘Blackstar’ + 19 album e 13 singoli nella Top 100. In Italia number one e anche in USA prima storica vetta. Stesso discorso in Australia dove ad essere scalzata è stata Adele.

* “The Prettiest Star – a Tribute to David Bowie 1947-2016“. Il libro, il nostro contributo, con amore.

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