Up & Down #171

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Non teme l’ipocrisia la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Una settimana dopo aver riempito l’informazione italiana (tutta, da destra a sinistra, dal cartaceo alla TV, dall’etere al web) le brutture giornalistiche sugli Eagles of Death Metal, coinvolti tragicamente nei fatti parigini, non si sono affatto arrestate. Si sono scomodati e pronunciati cattolici e firme “prestigiose”, celebri TG (Studio Aperto) e magnifici opinionisti. Ma il risultato è sempre lo stesso. Un deprimente papocchio casereccio tutto tricolore.

*  E poi arriva il teaser della prima intervista agli EODM realizzata da Vice. Domenica viene presto ripresa da tutti i media e Studio Aperto (minuto 11:35 circa) dice che: “sono ancora sotto shock i californiani Jesse HUGE e Josh Homme che avevano scelto proprio il Bataclan…”. Tre errori in mezza riga. Qualcuno evidentemente ancora non ha spiegato loro che Homme non faceva parte della band, che Huge è Hughes e che Homme magari si pronuncia “omi”. Alle 13:45 Sky TG24: “A dieci giorni dall’attentato la band Eagles Death OF Metal…”. Molto bene. Stessa sorte tocca al TG5 (minuto 12:00 circa) che ripete come: JOSH HOMME e Jesse Hughes parlano di quella sera non da musicisti ma da sopravvissuti…”. Ilmessaggero.it si accoda: “A poco più di una settimana di distanza dalle stragi di Parigi, Jesse Hughes e Joshua Homme, degli Eagles of Death Metal, due componenti della band che stava suonando sul palco del Bataclan, hanno deciso di descrivere l’orrore…”. Chiudiamo con il TG5 della sera che ripete, cambiando le parole dell’edizione giornaliera, le stesse identiche cose ovverosia Jesse e Josh che hanno superato lo shock. Capre. Capre. Capre.

*  Dunque perchè sorprendersi se nel 2015, quasi 2016, si sente in giro ancora “gente iscritta all’ordine” usare espressioni e parole come “storia del rock”, “menestrello”, “poetessa del rock”… è un paese decisamente per vecchi e quelli che non sono vecchi sono raccomandati.

Aldo Grasso sulle dichiarazioni di Fiorella Mannoia. W Grasso. E alla Mannoia consigliamo la pace dei sensi artistici nel salotto di Amici di Maria De Filippi nel quale è ospite sempre gradita come i suoi soliti quattro brani retorici. Magnifica la chiusura dell’articolo: “Credere di parlare a nome delle vittime e dei poveri, solo perché si è vittima delle povere idee”.

* Franco Battiato stecca a X Factor, valanga di critiche sui social. Io le stecche le darei in faccia a chi sui social gioca a nascondino coi cazzi degli altri. Lunga vita al maestro.

*  Gli American Music Awards. Leggere i vincitori non ci consente di commentare oltre.

[UP]

* “Colorado-based artist Corey Baker, better known as Kill Paris, has recently changed his stage name to Chill Harris in light of the tragic attacks in Paris last week”. Atto dovuto.

P. F. Sloan.

David VanLanding (ex-Michael Schenker Group).

* Il musical Mod. La vita degli Small Faces sotto i riflettori. “All Or Nothing” in scena a Londra dal 31 marzo al 30 aprile al Vaults Theatre di Lancelot Street.

Lemmy riguardo gli attacchi terroristici a Parigi: “Those people are so dumb. What for? Do you think it’s gonna be a heroic thing to kill innocent people? A–holes. Cowards”.

*  Numerose le iniziative pro-Parigi scattate nell’ultima settimana. Ricordato dell’entrata in classifica UK della cover degli EODM – la duraniana ‘Save a Prayer” (la band inglese devolverà tutto il ricavato in beneficenza), detto della raccolta di denaro fatta partire dalla fondazione di Josh Homme – portiamo alla luce l’opera dell’illustratore Nick Rhodes a favore di Nick Alexander. Un poster speciale degli EODM i cui proventi andaranno al fondo intestato proprio allo sfortunato ragazzo inglese. Infine Dave Catching sempre per la fondazione Sweet Stuff.

*  In un’intervista al The Guardian Bjork parla della sua Islanda e rivela: “I lived next to the last block of flats, and then it was moss and tundra. I used to walk a lot on my own and sing at the top of my lungs. I think a lot of Icelandic people do this. You don’t go to church or a psychotherapist – you go for a walk and feel better. Invidia.

Benjamin Clementine vince il Mercury Prize 2015 e dedica il premio alle vittime degli attacchi terrorstici a Parigi.

*  Gli splendidi 50 anni di Bjork.

*  Da Belo Horizonte (Brasile) i Pearl Jam rendono omaggio alle vittime di Parigi con una toccante versione di ‘Imagine’ e poi tributano gli Eagles of Death Metal coverizzando la loro ‘I Want You So Hard’.

*  Auguri a William Reid per una pronta guarigione. “The Jesus and Mary Chain sincerely apologise for having to postpone the forthcoming Japan shows. William Reid was admitted to Hospital in London with a sudden illness. He is expected to make a full recovery, but has been advised not to fly in the immediate future. We will be looking to reschedule the shows as soon as possible. Once again our sincere apologises”.

*  Un teaser della prima intervista concessa a Vice da Jesse Hughes (con Josh Homme) dopo i fatti parigini. Copertina doverosa e pelle d’oca davanti alla commozione dell’artista americano. Avete ancora voglia di complottare, ironizzare, sparare cazzate?

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