Up & Down #170

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Non teme gli opiniocomplottisti la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

*  Già la chiamano la “musical renaissance” di Justin Bieber. Che improvvisamente scopriamo essere “cool”, “figo”, “giusto”. Una veloce crescita personale (!). Una ancor più fulminea crescita artistica. Alleato dei produttori che contano, Bieber è sulla via delle redenzione. A noi sembra più la riabilitazione del patata di “verdoniana” memoria, in un paese medaglia d’oro di “rivalutazioni” posteriori, dove negli anni è stata concessa una wild card praticamente a tutti, cani e porci compresi. E se un giorno Bieber dovesse finire a pranzo con David Bowie e Brian Eno per noi saranno aperte sempre e solo le porte marroni del “down”.

*  A distanza di qualche mese dalla tragica scomparsa, si viene a sapere che: “Il figlio di Nick Cave prese LSD prima di buttarsi dalla scogliera”. Nulla cambia. Il dolore per Arthur Cave rimane incalcolabile.

*  11 novembre. Al ‪TG5‬ servizio sulla fine artistica (45 anni fa) dei ‪Beatles‬ ma neanche una parola sulla morte di ‪Andy White‬ (il celebre “quinto beatle”) avvenuta solo qualche ora prima. Informazione RIP.

*  ‪Il 13 novembre ancora una chicca del TG5 che con un servizietto montato con due filmati live fa gli auguri a ‪Neil Young‬ con un giorno di ritardo. E nella striscia in sovraimpressione scorre: “L’anima impegnata del rock”.

Gianni Morandi avrebbe un social manager. Visto che da tempo ormai le foto di vita quotidiana del cantante ci avevano sgranato ampiamente i coglioni, immaginate cosa possa aver fatto alla nostra salute genitale questa clamorosa scoperta!

*  La simpatica (sopravvalutata) spilungona Florence Welch cade sul palco a Melbourne in maniera davvero goffa. Prrrrr!

*  Ci occupiamo di musica e seppur il tema riguardi la devastante giornata parigina, non possiamo che segnalare il modo in cui sono stati “trattati” gli Eagles of Death Metal. Dalle dirette alle edizioni straordinarie in TV ne esce un campionario del tipo: “band di heavy metal”, “band metal”, un gruppo rock di musica hard metal, “band di IV metal” (IV che sarebbe la pronuncia di heavy), oppure “Angels Of Death Metal” (Sky TG24). Per il Televideo Rai invece: durante un concerto degli Eagles. E poi in edicola. La Gazzetta dello Sport (foto 1) se la prende con il nome “cretino” del gruppo. Il Corriere della Sera (15 novembre, foto 2) la spara grossa seppur lo “diceva un’agenzia” (copia-incolla fatto anche da La Stampa.it). Ma il top lo tocca La Repubblica (cartacea): “… Era in programma il gruppo Eagle of Death Metal, una band di metallica”. Sul sito del quotidiano poi le cose non vanno meglio (“… ad un concerto Death Metal”) Il giorno dopo (15) però si raggiunge l’apice tra superficialità e virgolettati disgustosi che riportiamo nelle foto sotto (3 e 4). Pensavamo ad una copertina. Ma l’ignoranza non merita nessun tipo di palcoscenico.

gazGazzetta dello Sport (1)

cor1Corriere della Sera (2)

rep1La Repubblica (3)

rep2La Repubblica (4)

[UP]

Phil Taylor.

Allen Touissaint.

Andy White.

Eddie Hoh.

Martin Beard (Sopwith Camel).

*  I 70 anni del monolite Neil Young. Tra i 5 artisti più seminali di ogni tempo.

*  La preghiera di Madonna dal palco di Stoccolma.

*  E il tributo dei Coldplay da Los Angeles.

PARIGI. Le sue vittime. Tra cui William B. Decherf, 43enne giornalista musicale di InRocks. Nick Alexander, 36enne britannico addetto al merchandise degli EODM. Thomas Ayad, International product manager della Mercury. Da segnalare infine l’iniziativa partita in rete “Eagles Of Death Metal For No.1“.

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